Profiel van ElrosTHE LORD OF THE RINGSFoto'sWeblogLijstenMeer ![]() | Help |
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THE LORD OF THE RINGSUn anello per domarli, un anello per trovarli, un anello per ghermirli e nel buio incatenarli 16 maart Re Stregone di AngmarLe sue origini
Nella Seconda Era della Terra di Mezzo, il Maia Sauron, divenuto il secondo Oscuro Signore, escogitò un inganno per sottomettere gli Elfi: insegnò loro come forgiare grandi Anelli del Potere in cui far fluire la volontà di risanare (ma era un tranello) le ferite della loro amata Terra di Mezzo. Essi, sotto la sua guida, ne crearono molti; ma infine, quando Sauron forgiò per se stesso un Unico Anello con cui sottomettere gli altri Portatori, essi nascosero gli artefatti. Sauron dunque scatenò una guerra, ed infine sottrasse agli Elfi molti anelli, che ridistribuì fra varie razze, con l'intento di sottometterle: Sette ne donò ai Nani, e Nove agli Uomini. Ma i Nani non erano facili da sottomettere, e caddero solo superficialmente sotto l'influsso dei gioielli; invece gli Uomini, più semplici da corrompere, cominciarono ad utilizzare largamente gli Anelli, divenendo con il tempo degli Spettri, denominati Nazgûl. Il più potente di essi era probabilmente un signore Númenoreano che serviva Sauron da tempo; egli possedeva grandi poteri ed era un negromante, e in vita fu famoso. Ma quando cadde vittima del suo anello, divenne solo un servo, uno schiavo incatenato alla volontà di Sauron; eppure i suoi poteri aumentarono grandemente, ed egli ottenne una sorta d'immortalità. Il suo nome non si conosce: alcuni fans e studiosi di Tolkien lo identificano con Isilmo, fratello della Regina di Numenor Tar-Telperiën, e padre del Re Tar-Minastir, ma ciò appare privo di fondamento. La sua prima apparizione fu nel 2251 della Seconda Era. Poi Sauron fu deportato a Númenor ed egli attese il suo ritorno; dopo la caduta dei Númenoreani, l'Oscuro Sire tornò nella Terra di Mezzo dove, assieme al Re Stregone e agli altri Nazgûl, scatenò la guerra contro gli Esuli e gli Elfi. Tuttavia Sauron perse quella guerra, ed il Re Stregone scomparve fra le ombre, attendendo pazientemente il momento della riscossa di Mordor. Il Regno di Angmar Allorché Sauron tornò a costituire il proprio potere e a cercare l'Unico Anello perduto, anche il Re Stregone, nel 1300 della Terza Era, fece ritorno con i suoi otto simili, e si recò nell'abbandonato Reame di Angmar, un tempo dimora di grandi stregoni. In quelle terre forgiò il suo nuovo regno, sottomettendo Orchi, Uomini di Carn Dûm e ogni sorta di spettri e spiriti malvagi. Il suo dovere era quello di annientare il Reame di Arnor, diviso ora in tre parti avversarie. Tale divisione facilitò enormemente il suo lavoro. Nel 1409 il Re Stregone invase Cardolan e circondò Colle Vento, ma la sua vittoria fu incompleta: riuscì sì a bruciare la grande torre di Amon Sûl ma non s'impadronì del palantír, portato in salvo a Fornost. Infine accadde l'inevitabile, essendo Arnor divisa e il Re Stregone troppo potente: le truppe di Angmar sferrarono un massiccio attacco ad Arthedain, l'ultima provincia rimasta del Regno del Nord, nel 1974 e conquistarono Fornost. I palantíri vennero dispersi in mare. Ma infine Gondor intervenne; una flotta di gondoriani, comandata da Re Eärnur, affrontò l'esercito di Angmar nella battaglia di Fornost, mandandolo allo sbaraglio; si dice che quando tutto fu perduto apparve il Re Stregone in persona, su di un cavallo nero, e tutti fuggirono innanzi a lui; Eärnur avrebbe resistito, ma il suo destriero lo trascinò via. Intervenne però il sire elfico Glorfindel, troppo potente persino per il Re Stregone, che fuggì, scomparendo nel Nord. Vedendo l'intenzione del re di inseguire lo spettro, Glorfindel pronunciò queste parole:
La Guerra dell'Anello Fuggito infine dal suo Reame, il Re Stregone tornò a Minas Morgul dove, assieme ai suoi otto servi, preparò la grande guerra del suo Signore, radunando Orchi, Troll e legioni dell'Harad. Si vendicò anche di Eärnur: lo sfidò infatti a duello, ma Mardil persuase il Re a non accettare; ma alla seconda sfida, nel 2050, Eärnur accettò, si recò con una scorta a Minas Morgul e scomparve nelle ombre; probabilmente fu torturato a morte. Mardil divenne il primo Sovrintendente Regnante. Passò molto tempo, tempo in cui il Re Stregone attese la guerra di Sauron; e quando a Mordor si venne a sapere che un Mezzuomo possedeva l'Unico Anello di Sauron, egli prese la forma di un Nero Cavaliere e con gli altri Nazgûl partì per il settentrione. Giunti nella Contea nel settembre 3018, il Signore dei Nazgûl diede la caccia all'Hobbit per gran parte dell'Eriador; il culmine si ebbe quando egli ed altri quattro spettri accerchiarono gli Hobbit, condotti dall'Erede d'Isildur, sulla cima di Colle Vento. Egli, con un pugnale Morgul, ferì il Portatore dell'Anello e per poco la missione non fallì. Ma il Mezzuomo cavalcò sul cavallo elfico di Glorfindel sino al guardo del Rombirivo, e qui Elrond scatenò il fiume sommergendo il Re Stregone ed i suoi Spettri; essi furono privati temporaneamente della forma corporale. A seguito di quella sconfitta il Signore dei Nazgûl tornò a Mordor dove riprese di nuovo la sua forma ed una bestia alata da cavalcare per guidare le truppe dell'Oscuro Sire; tuttavia i suoi Nazgûl proseguirono incessantemente le ricerche. Nel libro Le due torri il Re Stregone appare solo nel capitolo Le scale di Cirith Ungol, allorché Frodo e Sam lo vedono lasciare la città di Morgul per recarsi alla guerra; torna poi ne Il ritorno del Re. Qui scatena la guerra a lungo preparata; indossa una corona di ferro e, su di un destriero nero, conduce dapprima l'attacco ad Osgiliath, facendo fuggire terrorizzati i difensori di Gondor, e poi l'assedio di Minas Tirith, in cui, con un terribile e misterioso maleficio, scardina il Cancello della Città Bianca. Qui entra, ma si ritrova innanzi a Gandalf, lo Stregone Bianco, in groppa ad Ombromanto:
Tuttavia non affronta questo nemico, poiché in quel momento i Rohirrim comandati da Théoden giungono in soccorso di Minas Tirith. Il Re Stregone abbandona il duello, sale sulla sua bestia alata e cala su Re Théoden, ferendo il suo destriero, Nevecrino, con un dardo venefico. Il Re cade sotto il cavallo, ed il Signore dei Nazgûl s'appresta ad ucciderlo, portando con sé l'ombra che stava diradandosi; però interviene Éowyn, nipote del Re, che, nonostante il terrore, decapita la bestia alata. Allora il Signore dei Nazgûl la assale, armato di una grande mazza; con essa rompe lo scudo, e conseguentemente il braccio che lo reggeva, della fanciulla: tuttavia non riesce a darle il colpo di grazia poiché a tergo viene ferito da Meriadoc Brandibuck, un Mezzuomo, armato di una lama fabbricata secoli addietro dai fabbri di Arnor per combattere i servi di Angmar. Con le ultime forze Éowyn affonda la propria lama "fra la corona e il manto", così da adempire l'antica profezia di Glorfindel riuscendo a scacciarlo dal mondo dei vivi.
In tal modo, nel 15 marzo 3019 cadde il più potente capitano di Sauron; la voce della sua caduta giunse anche a Frodo Baggins e Samvise Gamgee, mentre si trovavano a Mordor, per bocca di un Nazgûl alato che con un grido disperato recò la notizia alla Torre Oscura. Adattamenti
Il Re Stregone appare in tutti gli adattamenti de Il Signore degli Anelli, cinematografiche, radiofoniche o teatrali.
Nel film di Peter Jackson è interpretato da Lawrence Makoare e doppiato da Andy Serkis. Le sue azioni e quelle degli altri Spettri dell'Anello differiscono da quelle narrate nel libro.
Ne La Compagnia dell'Anello attaccano la Taverna del Puledro Impennato di Brea, mentre nel libro sono i loro complici locali a fare l'incursione.
Ingaggiano anche un lungo duello con Aragorn a Colle Vento, durante il quale alcuni Spettri prendono fuoco, mentre nel libro Aragorn li costringe ad allontanarsi con una torcia infuocata.
Infine al guado i Nove Spettri fronteggiano Frodo e Arwen e sono spazzati via da un'onda provocata da quest'ultima, mentre nel libro il ruolo di Arwen è svolto da Glorfindel.
Ne Le due Torri il Re Stregone appare su un destriero nero mentre conduce il suo esercito da Minas Morgul a Minas Tirith. Non avverte la presenza dell'Anello come nel libro ma è riconosciuto da Frodo.
Durante l'assedio di Minas Tirith il Re Stregone provoca il caos con la sua bestia alata tra i difensori, mentre nel libro arriverà al cancello dopo che questo sarà stato distrutto dall'ariete Grond. Nel film i primi nemici a entrare in città sono gli orchi dalle torri d'assedio e i Trolls dal cancello.
Mentre Gandalf sta scendendo dai livelli più alti della Cittadella è inavvertitamente attaccato dal Re Stregone che riesce a frantumare il suo bastone. Lo scontro è però interrotto dall'arrivo dei Rohirrim.
Ne Il ritorno del Re durante la Battaglia dei Campi del Pelennor è armato con una spada ed un enorme mazzafrusto (non di una mazza come nel libro). Col mazzafrusto colpisce più volte Éowyn fino a frantumarle lo scudo. 25 mei La lingua dei Nani: il nanesco o khuzdulRimasto invariato dalla sua ideazione, era protetto gelosamente dai Nani, tanto che sembra che nessuno che non fosse un nano potesse parlarlo. I nani tendevano ad utilizzare altre lingue nei rapporti con le altre genti, e ad usare il nanesco solo ed esclusivamente tra di loro. Per un nano, il proprio nome originale in nanesco era uno dei segreti più preziosi e meglio custoditi. Il Khuzdul è una lingua artificiale creata da J.R.R. Tolkien ed utilizzata nei suoi romanzi fantasy dalla popolazione immaginaria dei Nani, una delle tante stirpi di Arda e della Terra di Mezzo. Di questa lingua si sa poco, data la sua marginale importanza negli scritti di Tolkien. Sembra però che sia basato su radici triconsonantiche, come le lingue semitiche. Per la trilogia cinematografica de il Signore degli Anelli, Peter Jackson ha ingaggiato il linguista David Salo per ricostruire quel poco di Khuzdul ricavabile dai racconti di Tolkien, ampliandolo in maniera tale da poterlo usare nei film. Questa lingua di solito viene chiamata neo-Khuzdul dai tolkeniani. Glossario (khuzdul e neo-khuzdul)
La Storia degli Istari (o Stregoni)Gli Istari (o Stregoni), vennero mandati nella Terra di Mezzo dai Valar, in forma umana, (per tanto soggetti a ferite ed anche alla morte), per aiutare i popoli che vi vivevano dalla minaccia di Sauron. Leggendo il Silmarillion, si apprende che ne vennero mandati cinque: Saruman il Bianco, Gandalf il Grigio, Radagast il Bruno e due Istari Blu. Di questi ultimi si sa solo che arrivano nella Terra di Mezzo e che partono per l'Est, dopodiché se ne perdono le tracce. Quanto a Saruman, venne posto a capo del Bianco Consiglio (costituito da lui stesso, da Gandalf, da Galadriel, da Elrond e dal re di Gondor), e dimora a Orthanc, l'alta torre che si trova a "guardia" della Breccia di Rohan. Saruman si dedica allo studio degli Anelli del Potere, per poi schierarsi al fianco di Sauron nel tentativo di imposessarsi dell'Unico Anello una volta che l'Oscuro Signore ne fosse rientrato in possesso. Gandalf, invece, erra per tutta la Terra di Mezzo, perseguendo i suoi scopi ed aiutando coloro i quali necessitano del suo aiuto, senza però imporre mai la sua volontà, lasciando piuttosto che ognuna faccia le proprie scelte, anche se queste dovessero rivelarsi fatali. Radagast è colui che riesce a comunicare con ogni animale presente sulla Terra di Mezzo, specialmente con gli uccelli, che utilizza come messaggeri e come raccoglitori di notizie. Detto questo, si tenga a mente che gli Istari non sono una razza, bensì degli spiriti incarnati. 02 april Il Flagello di DurinIl Flagello di Durin fu un servo di Morgoth nella Prima Era, e sopravvisse alla sconfitta del suo Signore nella Grande Battaglia, scappando verso le Montagne Nebbiose.
Egli restò nascosto nelle viscere della terra per più di cinquemila anni, senza che nessuno lo disturbasse per tutta la Seconda Era e per parte della Terza Era, finché i minatori di Mithril, comandati dall'allora Re dei Nani Durin VI, lo svegliarono a Khazad-dûm. Durin stesso fu ucciso dalla terribile creatura, che da allora prese appunto il nome di Flagello di Durin. Nonostante i Nani avessero tentato di combattere tale mostro, essi erano nettamente più deboli, e numerose furono le vittime del Flagello di Durin, fra cui anche il Re Náin; pare che il Balrog avesse mietuto vittime anche fra gli Elfi Silvani che vivevano nelle vicinanze, che chiamarono da quel momeno Khazad-dûm "Moria", "La trappola Nera". Per cinquecento anni, Moria rimase nelle mani del Balrog. Sauron incominciò a muovere la sua macchina da guerra intorno all'anno 2480 della Terza Età: mandò eserciti di Orchetti verso le Montagne Nebbiose, e molti di essi si addentrarono nei Cancelli di Moria. Non si sa se a quei tempi Sauron controllava il Balrog, o se piuttosto era alleato con esso contro il Bene. Fatto sta che il Flagello di Durin permise la permanenza delle creature di Sauron all'interno di Moria. La Battaglia di Azanulbizar, che ebbe luogo nel 2799 davanti ai cancelli orientali di Khazad-dûm, segnò la vittoria dei Nani sugli Orchetti. I vincitori, tuttavia, non conquistarono Moria perchè Dain Piediferro, dopo aver ucciso l'orchetto Azog, sentì il terrore del Balrog e si rifiutò di entrare. Anche Balin, nel 2989, tentò di colonizzare Moria, ma invano. Il Flagello di Durin rimase il malvagio protettore di quei luoghi oscuri. Nel gennaio del 3019 la Compagnia dell'Anello attraversò Khazad-dûm, e incontrò il Balrog sul ponte di Moria; l'unico in grado di sfidarlo era naturalmente Gandalf, essendo anch'egli un Maiar. Gandalf ruppe il ponte, e lui ed il Flagello di Durin caddero nel precipizio, per poi finire in un lago sotterraneo, dove le fiamme sul corpo del Balrog si estinsero, indebolendolo notevolmente. Riconosciuta la sua inferiorità, l'essere malvagio scappò e Gandalf lo inseguì per otto giorni, finché i due raggiunsero il picco del Zirakzigil; a quel punto, le fiamme del Balrog divamparono nuovamente, restituendogli la sua forza originaria. I due combatterono per due giorni, e Gandalf ebbe la meglio, facendo cadere il suo rivale giù dal picco della montagna. La Casa Di Durin
Durin
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Durin VI |
Nain I
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Thrain I
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Thorin I
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Gloin
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Oin
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Nain II
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Dain I Borin
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Thror Fror Gror |
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Thrain II Nain Fundin Groin
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Thorin II Frerin Dis | Balin Dwalin Oin Gloin
| Thorin III |
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Kili Filti | Gimli
Durin VII L'amico degli Elfi Animali nella Terra di Mezzo
Per quanto concerne il ruolo delle Aquile ne Il Signore degli Anelli, il capo di esse aiuta Gandalf a scendere dalla vetta in cui egli è ricomparso dopo essere caduto nelle Miniere di Moria; sempre il capo delle Aquile aiuta Gandalf a scappare dalla Torre di Orthanc; inutile dire, quindi, che senza l’aiuto delle Aquile sicuramente i fatti riguardanti la Guerra dell’Anello non sarebbero andati così come sono effettivamente andati. Per quanto riguarda la descrizione delle Aquile, esse vengono spesso descritte come uccelli enormi, evidentemente molto forti fisicamente (visto che sono in grado di trasportare un uomo sulle loro spalle) e veloci. Le Aquile vivono sulle montagne più alte, dove nessuno può arrivare ai loro nidi, e odiano gli Orchetti e i Lupi, di cui sono acerrimi nemici; sembrano invece essere molto amiche di Gandalf.
I Draghi non compaiono ne Il Signore degli Anelli, il che è motivato da una questione molto semplice: l’ultimo dei Draghi viene annientato quando la Guerra dell’Anello doveva ancora cominciare. La Dei Draghi sappiamo relativamente poco, almeno per quanto concerne le loro peculiarità; è certo che i Draghi vivono nel nord della Terra-di-Mezzo, e più specificatamente a nord est, presso i Colli Ferrosi, dove ora vi sono lande desolate e deserte, perché depredate dai Draghi nell’antichità. Essi avevano infatti l’abitudine di bruciare tutto il terreno circostante la loro dimora, senza lasciare intatto un solo albero. I Draghi sono stati protagonisti di molti saccheggi a città e paesi della Terra di Mezzo; l’ultimo saccheggio a opera di un Drago ebbe luogo a Dale, una città abitata dai Nani vicino alla Montagna Solitaria. Viene spontaneo chiedersi che cosa se ne facessero i Draghi dell’oro e degli oggetti preziosi che rubavano; ebbene, non se ne facevano niente. Essi passavano il loro tempo dormendo su grandi quantità d’oro, difendendolo da chiunque vi si avvicinasse. A questo scopo i Draghi avevano sviluppato in particolare due sensi: l’udito e l’olfatto, senza naturalmente dimenticare la vista. I Draghi avevano una corporatura protetta da una pelle molto spessa, che li rendeva molto difficili da uccidere. Smaug aveva poi un’armatura di scaglie d’oro, il che ne faceva una creatura pressoché invulnerabile; tuttavia questa armatura aveva un buco sul ventre, il che fu fatale per Smaug, che venne poi ucciso da Bard con una freccia, mentre compiva la sua ultima scorribanda nella città di Esgaroth sul Lago Lungo. E proprio nel Lago lungo finì il corpo morto di Smaug, ultimo Drago della Terra di Mezzo, la cui corazza d’oro si dice essere visibile sul fondale del lago nei giorni particolarmente soleggiati.
I LupiI Lupi fanno parte, insieme a Orchetti, Balrog e Draghi, degli eserciti che Morgoth e poi il suo successore Sauron hanno schierato durante le battaglie. I Lupi sono creature dall’intelligenza molto sviluppata, basti pensare che alcuni di loro possono camminare su due zampe, parlare e utilizzare armi. Quelli che troverete di seguito sono i tre Lupi più famosi della storia della Terra di Mezzo. Non va dimenticato, tuttavia, che sebbene questi Lupi fossero tutti morti all’epoca della Guerra dell’Anello, molti altri venivano utilizzati dagli Orchetti come cavalcature: con essi i servi di Sauron aprivano squarci negli schieramenti avversari e attaccavano i soldati rimasti isolati. Caran Carach Il suo nome significa in Sindarin “Dente Rosso”. Caran Carach era un discendente di Draugluin (vedi questo); Egli era a guardia della fortezza di Dol Guldur, la dimora di Sauron in Bosco Atro durante la Terza Età. Questo tremendo lupo veniva nutrito con i corpi dei prigionieri catturati dai Fantasmi dell’Anello; Caran Carach veniva spesso liberato per andare a caccia degli Elfi Silvani di Thranduil che vivevano a nord e dei boscaioli che abitavano a sud di Bosco Atro. Carcharoth. Questo nome in Sindarin significa “Fauci Rosse”. Carcharoth fu allevato nella Prima Età da Morgoth per uccidere Huan, il nobile Cane di Valinor addestrato per uccidere i Lupi malvagi dell’Oscuro Signore. Carcharoth è il figlio di Draugluin, e fu nutrito con le proprie mani da Morgoth. Egli gli dava vittime ancora vive come pasto, e alla fine Carcharoth divenne il più forte Lupo mai visto su Arda: egli dormiva ai piedi Morgoth, perché era talmente grande a non stare in una tana. Quando Beren e Lúthien andarono a strappare il Silmaril a Sauron, Carcharoth staccò una mano a Beren, proprio quella con la quale egli portava la Pietra di Fëanor. Il grande Lupo era sì fortissimo, ma il suo stomaco non resistette al dolore lancinante provocate dal Silmaril, cosicché Carcharoth corse impazzito per il Doriath, finché Huan, dopo un violento duello, lo uccise, ma rimase a sua volta mortalmente ucciso; il Silmaril però fu infine recuperato dal suo ventre. Draugluin Questo servo di Sauron era il sire dei Lupi di Angband. Draugluin stava di guardia davanti ai cancelli della dimora di Sauron nella Prima Età, e fu ucciso dal Cane Huan, quando questi accompagnò Lúthien alla fortezza dell’Oscuro Signore per salvare Beren dall’Isola dei Lupi Mannari (Tol-in-Gauroth). Draugluin, davanti al nobile Cane di Valinor, scappò ed andò a morire ai piedi di Sauron, avvisandolo che Huan era arrivato. Gli Olifanti
Incontriamo gli Olifanti per la prima volta nell’Ithillien, quando Faramir e i suoi uomini tendono un’imboscata all’esercito di Haradrim venuto dal sud che si congiunge a quello di Mordor. I RagniNon li si può certamente definire un popolo della Terra di Mezzo; in ogni caso, i Ragni giocano un ruolo di un certo rilievo, sia in Lo Hobbit, sia ne Il Signore degli Anelli. Ne Il Signore degli Anelli, invece, la situazione è diversa: Frodo e Sam vengono assaliti da Shelob, un ragno enorme che vive in una caverna puzzolente presso la torre di Cirith Ungol. Shelob non può considerarsi alleata di Sauron, tuttavia questo spregevole animale si occupa di fare fuori chiunque esca o cerchi di penetrare nei confini di Mordor; fra le sue vittime vi sono anche gli Orchetti che circolano da quelle parti. Essendo abituata a vivere nelle caverne, Shelob vede molto bene al buio, per questo è dotata di grandi occhi; per uccidere le sue vittime, Shelob prima le fa svenire tramite il suo veleno, quindi le trascina nella sua grotta. I Ragni hanno un corpo piuttosto robusto; tuttavia, il loro addome è molle, ed è proprio questo il loro punto debole. Sam se ne accorge giusto in tempo per difendere il suo padrone, e trapassa la pancia di Shelob con Pungolo. Discorso a parte per Ungoliant, madre di ragni (tra cui Shelob) le cui origini si perdono nel mito della creazione della Terra-di-Mezzo durante i canti dei Valar. Pare infatti che Melkor le dia origine assieme ad altre orrende bestie con i suoi contrappunti e temi, confrontandosi con Ilúvatar in persona. Ungoliant non è però serva di Melkor, infatti dopo la creazione della Terra-di-Mezzo si rifugia nella zona dell’Avathar, dando origine alla sua progenie. Dopo aver fondato Angband, Melkor crea orrende specie tra cui Balrog, Lupi, Serpenti, rinforzando i suoi eserciti, dopodiché idea il piano di distruzione dei due Alberi di Valinor. Ecco che chiede l’aiuto di Ungoliant, la quale accetta poiché sa che potrà saziarsi di luce, suo cibo prediletto. I due, coperti dalla nera tela del ragno raggiungono Valinor e compiono il misfatto. Al ritorno però si affrontano, desiderando Ungoliant i Silmaril appena rubati da Melkor. Il Signore nero, imprigionato nelle ragnatele di Ungoliant caccia un urlo terribile (che entrerà nella leggenda e addirittura darà nome a quella terra, Lammoth, cioè “urlo terribile”) e richiama i suoi Balrog che, giungendo come un vento di fuoco cacciano il ragno. Di Ungoliant si perdono le tracce. Nel Silmarillion si paventa l’ipotesi che ella stessa si sia uccisa divorandosi, data la sua fame insaziabile. L'osservatore nell'acquaÈ detto che quando nel 1981 della Terza Era il Balrog si scatenò in Moria, un altro essere emerse dalle acque scure ai piedi delle Montagne nebbiose. Si trattava di una grande piovra dai molti tentacoli, enorme e viscida; era di un verde luminoso, e possiamo immaginarci il fetore di inchiostro che promanava dalla sua sozza mole. Probabilmente abitava già nei pressi dei Monti nebbiosi, ma fu solo verso il 29° o 30° secolo che si portò al Sirannon, il "rivo del cancello" di Moria. Là si costruì un argine nel letto del fiume, creando una pozza nera nelle limpide acque del fiume. Dalla sua posizione poteva vigilare costantemente sul Cancello occidentale di Moria, come dimostrò all'arrivo della Compagnia dell'Anello. Buoi di ArawTra gli animali della Terra-di-Mezzo, ce n'erano alcuni che vi erano stati portati dai Valar, specialmente da Oromë. Una razza di questi animali furono, come vennero chiamati in Gondor, i Buoi di Araw (Araw è il nome Sindarin di Oromë). Erano i rinomati buoi bianchi che abitavano le zone in prossimità del Mare di Rhûn. Le loro lunghe corna erano molto apprezzate. In Gondor uno di questi corni fu trasformato, dal Sovrintendente Vorondil, in un corno da caccia cesellato d'argento, ed esso si trasmise di Sovrintendente in Sovrintendente, e fu chiamato "il Corno dei Sovrintendenti". Questo passò per ultimo nelle mani di Boromir che lo suonò durante l'attacco degli Orchi a Parth Galen; e andò distrutto nella caduta della sua barca funeraria sull'Anduin. Fauna NúmenoreanaDalla "Descrizione dell'isola di Númenor" e dal lessico della lingua Adûnaic possiamo dedurre quali animali erano presenti sull'isola, o almeno quegli animali che i Númenorean conoscevano.
Storia del Popolo di Durinnell’articolo che segue parlerò di una parte della storia del popolo di durin, cioè il più vecchio dei nani che ebbero in dono i sette anelli.
durin giunse ad azanulbizar stabilendo la propria dimora nelle caverne sul kheled-zaram a est delle montagne nebbiose. la sua dimora fu poi ricordata come le miniere di moria. fu chiamato il senza morte perché visse per moltissimi anni ed il suo regno fu uno dei più lunghi. però egli morì prima che i tempi remoti finissero e la sua tomba fu costruita a khazad-dûm. nella discendenza di durin, altri cinque nani presero il medesimo nome per le stesse ragioni ed anche perché si pensava che questi cinque nani fossero la reincarnazione di durin. dopo la fine della prima era la potenza e la ricchezza di khazad-dûm crebbero enormemente, infatti i nani poterono approfittare di tutti coloro che fuggendo dalle città di norgrod e belegost (nelle montagne azzurre) ai tempi della caduta di thangorodrim si rifugiarono a khazad-dum, portando con sé le loro arti e le loro tradizioni. il potere di moria perdurò anche durante gli anni oscuri e il dominio di sauron perchè, nonostante la devastazione dell’eregion e la chiusura dei cancelli di moria, le sale di khazad-dum erano resistenti e piene di gente ardita a tal punto che sauron non avrebbe potuto conquistarli dall’esterno. così la ricchezza del popolo dei nani di moria non diminuiva anche se i nani erano sempre di meno. alla metà della terza era circa sauron stava ricominciando a crescere di potenza e tutte le creature malefiche erano in movimento. proprio in quegli anni, i nani scavavano sempre più a fondo nelle miniere, per trovare il mithril (un metallo leggero, ma resistente. la cotta che bilbo regalò a frodo era stata fatta con questo materiale) che di anno in anno era sempre più difficile da trovare. così i nani scavarono troppo a fondo e risvegliarono uno dei balrog di morgoth che alla caduta del suo padrone si era rifugiato nelle viscere della terra. questa creatura decimò i nani e la maggior parte dei superstiti si rifugiò a nord, e thrain i, figlio di nain, giunse a erebor, la montagna solitaria. poco tempo dopo, quasi tutto il popolo di durin abbandonò le montagne grigie. gror, figlio di dain, partì con molti seguaci alla volta dei colli ferrosi, ma thror, l’erede di dain, tornò con alcuni nani alla montagna solitaria e riportò nel cuore della montagna, la preziosa archengemma e il suo popolo si arricchì e prosperò, anche perché i nani commerciavano i loro manufatti con gli uomini che vivevano da quelle parti e con i loro parenti dei colli ferrosi. << questo potrebbe essere per te la base di una nuova fortuna, benché sembri improbabile. ma per fare oro occorre averne. >> disse thror. << non intendi certo tornare a erebor >> disse thrain ii. << non alla mia età. affido a te e ai tuoi figli la vendetta contro smaug. ma sono stanco della povertà e della derisione degli uomini. vado a vedere che cosa posso trovare >> disse thror, ma non specificò dove sarebbe andato. dal dunland, in cui abitava all’epoca, thror, seguito da un suo fidato amico, cioè nar, attraversò il valico di cornorosso e si diresse verso moria. egli entrò nelle miniere con l’aria fiera di un erede che ritorna nella dimora dei suoi padri. nar non andò con lui ed aspettò il suo re per alcuni giorni; poi un giorno sentì urlare qualcuno e vide uscire dai cancelli un corpo senza vita. si avvicinò al corpo e vide che era quello di thror. << coraggio barbuto! ti vediamo benissimo. ma non devi avere paura, oggi. ci servi come messaggero >> disse un orchetto. << se i mendicanti non aspettano alla porta, ma entrano di nascosto e cercano di rubare, ecco come li trattiamo. se un altro dei tuoi amici ficca la sua lurida barba qui dentro, avrà il medesimo trattamento. và a dirlo in giro! ma se la sua famiglia desidera sapere chi è adesso il re qui dentro, il nome è scritto sul suo viso. l’ho ucciso io! sono io il padrone! >> disse di nuovo l’orchetto. nar voltò la testa mozza del suo re e vide marcato sulla fronte in rune che egli sapeva leggere il nome di azog. in quel momento quel nome si impresse del suo cuore e in quello di tutti gli altri nani. nar si chinò per prendere la testa, ma la voce di azog disse: << lasciala stare! vattene! eccoti una mancia, barba di accattone!>>. nar si sentì colpire da un sacchetto che conteneva poche monetine di poco valore. piangendo nar fuggì lungo il corso dell’argentaroggia e voltandosi vide gli orchetti fare a pezzi il corpo di thror lanciando i suoi pezzi ai corvi. apprendendo la triste notizia da nar, thrain ii pianse e si tirò la barba, e dopo aver smesso stette in silenzio per sette giorni ed infine disse: << non possiamo sopportare ciò!>> così egli inviò messaggeri a nord, est ed ovest e ci vollero tre anni prima che gli eserciti di thrain ii e degli eredi degli altri sei padri fossero riuniti. le altre casate dei padri dei nani parteciparono perché non accettavano che l’erede del più anziano dei padri fosse stato ucciso in quel modo. così, non appena tutte le forze dei nani furono riunite, essi saccheggiarono e distrussero tutte le fortezze degli orchetti da gundabad fino al gaggiolo. inizialmente tutto andò per il verso giusto, ma gli orchetti rimasti in vita fuggirono e i nani li inseguirono fino a moria dove un altro esercito di orchetti era radunato. così in quel luogo iniziò la dura battaglia che fu chiamata in seguito la battaglia di azanulbizar (in elfico invece, fu chiamata nanduhirion). << azog! se ci sei vieni fuori! o forse i nostri sono giochi troppo maneschi per te? >> allora azog uscì dai cancelli seguito da altri orchetti e iniziarono a lottare. nain che era molto stanco e arrabbiato con azog ebbe la peggio: sferrò un duro colpo che sfortunatamente il suo avversario schivò e azog con un abile gesto ruppe il collo di nain. però azog vide che gli orchetti erano rimasti in pochi e fuggivano da tutte le parti inseguiti dai nani, allora iniziò a scappare, ma sulle sue tracce si gettò dain piediferro, figlio del deceduto nain, che uccise azog. << bene! abbiamo vinto. khazad-dum è nostra! >> << tu sei l’erede di durin, ma anche con un occhio solo dovresti vedere piuttosto bene. abbiamo combattuto questa guerra per vendetta, e vendetta è stata fatta. ma il suo sapore non è dolce. se questo si chiama vincere, le nostre mani sono troppo piccole per accogliere questa vittoria! >> dissero loro. coloro che non appartenevano al popolo di durin dissero: << khazad-dum non era la dimora dei nostri avi. che cosa rappresenta per noi se non la speranza di un tesoro? ma se dobbiamo andarcene senza le ricompense che meritiamo, meglio tornare al più presto nelle nostre terre >>. allora thrain ii si rivolse a dain e disse: << il mio popolo vuole dunque abbandonarmi? >>. << no >> disse dain. << tu sei il padre della nostra gente, e noi abbiamo sanguinato per te e siamo pronti a ricominciare. ma non vogliamo entrare a khazad-dum. tu non entrerai a khazad-dum. io sono l’unico ad aver guardato attraverso l’ombra del cancello. al di là dell’ombra il flagello di durin è in agguato. il mondo dovrà cambiare e qualche altro potere dovrà sopraggiungere prima che il popolo di durin varchi di nuovo la soglia di moria >>. prima di andare per la loro strada, i nani spogliarono i loro morti e li bruciarono visto che non potevano seppellirli, infatti per fare le loro tombe si sarebbero impiegati moltissimi anni. un nano che discende da uno dei nani bruciati quella notte, dirà con fierezza che il suo avo “fu uno dei nani bruciati”. un nano che partecipò a questa battaglia fu thorin ii detto anche scudodiquercia. infatti il suo scudo fu spezzato e tagliando con l’ascia un ramo di quercia, lo usò come scudo. dopo la battaglia thrain ii e thorin scudodiquercia, tornarono nel dunland e alcuni anni dopo si stabilirono a est dell’ered luin, sulla costa del luhun. dell’anello forgiato per durin, possiamo dire che i nani discendenti di durin credevano che fosse stato il primo anello fra i sette ad essere stato forgiato e che durin iii ricevette l’anello dalle mani degli elfi e non da sauron, benchè il malefico potere di quest'ultimo vi si fosse infiltrato dal momento che sauron aveva contribuito alla creazione di tutti e sette gli anelli. ma i possessori dell’anello non lo mostravano a chiunque e neanche ne parlavano, ma lo cedevano solamente in prossimità della loro morte. alcuni credevano che l’anello fosse rimasto a khazad-dum, nascosto nelle tombe dei re, a meno che queste non fossero state saccheggiate. altri invece pensavano che l’anello l’avesse tenuto thror e che azog dopo averlo ucciso l’avesse tenuto per sé, ma sul corpo di azog i nani non trovarono nulla. alcuni credevano invece che sauron avesse scoperto chi possedeva l’anello e che le costanti sventure dei nani derivassero proprio dalla malvagità dell’anello. un altro grande nano appartenente alla famiglia di durin era gimli, il famoso nano che fece parte della compagnia dell’anello che prese il nome di amico degli elfi dal momento che era amico di legolas, figlio di re thranduil, e venerava anche dama galadriel. si dice anche che in seguito gimli seguì legolas nelle terre imperiture. I NaniI Nani vennero creati nei tempi antichi da Aulë, uno dei Valar più importanti, prima che i Primogeniti, ovvero gli Elfi, scendessero su Arda. Aulë sapeva che su Arda vi era abbastanza spazio per più razze, e così pensò di creare un popolo diverso da quello progettato da Ilúvatar. Aulë lavorò in gran segreto, ma quando Eru lo scoprì lo rimproverò; tuttavia egli non ordinò ad Aulë di distruggere la propria opera, bensì gli ordinò di aspettare la comparsa degli Elfi su Arda prima di mandarvi i Nani. Siccome i Nani dovevano comparire durante gli anni di potere di Melkor, essi erano resistenti come la pietra, testardi e pronti all'amicizia come all' ostilità. Aulë creò prima i Sette Padri dei Nani, di cui Durin, detto il Senzamorte, era il più vecchio; così i Nani assunsero anche il soprannome di Popolo di Durin. Quest'ultimo guidò il suo popolo a est delle Montagne Nebbiose, dove poi sorsero le famose Miniere di Moria. Dopo la sua morte, la sua linea continuò a prolificare. Il potere di Moria o Khazad-dûm continuò a crescere, e i suoi abitanti impararono arti raffinate anche grazie ai Nani che provenivano da altre regioni, come le Montagne Azzurre. Moria perdurò attraverso gli Anni Oscuri, benché il suo popolo cominciasse a diminuire di numero. Verso la metà della Terza Era, sotto Durin (il sesto della sua stirpe con questo nome), il potere dell’Oscuro Signore ricominciò a crescere. I Nani, popolo da sempre avaro di ricchezze, scavava in quei tempi nelle viscere della terra per trovare il mithril, un metallo dal valore inestimabile. Ma proprio la loro ingordigia li portò a scoprire un Balrog, un essere malefico, nelle viscere della terra. Il Balrog uccise Durin e suo figlio Náin I. La gente di Moria da allora cominciò a disperdersi. I Nani si andarono a rifugiare prevalentemente a nord est, vicino alla Montagna Solitaria, dove fondarono la città di Dale. Il loro tesoro venne però depredato dal Drago Smaug, ed essi scapparono nuovamente. Moria era però stata conquistata dagli Orchetti, e solo dopo una sanguinosa battaglia i Nani riuscirono a farla di nuovo loro. Essi però non osarono entrarvi, visto che temevano il flagello di Durin, il Balrog; i Nani si dispersero così per la Terra di Mezzo. Dopo molti anni Thorin Scudodiquercia guida insieme a Bilbo Bagginse altri Nani una spedizione per riconquistare il tesoro della Montagna Solitaria sottratto al suo popolo da Smaug. Ma di questo si parla in Lo Hobbit. 13 maart Ambientazione della Terza EraIl romanzo è ambientato in un [[universo immaginario]] ([[Arda (Tolkien)|Arda]]), e in un tempo immaginario (la [[Terza Era]] della [[Terra di Mezzo]]). Riguardo a questo mondo "altro", informazioni ci vengono fornite per tutto il corso della vicenda, ma sono soprattutto le appendici del libro e l'opera postuma ''[[Il Silmarillion]]'' a descrivere dettagliatamente la storia, gli usi e i linguaggi di queste civiltà. Ne ''[[Il Silmarillion]]'', in particolare, viene narrata l'origine di [[Sauron]] al servizio di [[Morgoth|Melkor]], archetipo del male assoluto, e della [[Guerra d'Ira|guerra]] scatenata contro quest'ultimo dalle potenze angeliche del mondo, i [[Vala]]r, che alla fine della [[Prima Era]] lo sconfissero e lo rinchiusero nel Vuoto oltre il tempo e lo spazio .
Gli uomini che avevano aiutato i Valar vennero premiati con il dono di un'isola al centro del mare: [[Númenor]]. Questi uomini, chiamati [[Dúnedain]] o [[Númenor]]eani, per lungo tempo vissero in pace e prosperità, scambiando conoscenze con i vicini [[Elfi (Tolkien)|Elfi]] che risiedevano nel Reame Immortale, pur non avendo il diritto di sbarcare presso di loro (era il "Bando dei Valar"). Tuttavia il male non era stato del tutto estirpato: [[Sauron]] era riuscito a scampare alla distruzione rifugiandosi nei luoghi profondi della terra. Attorno al 1500 della [[Seconda Era]], egli riuscì ad irretire dei fabbri elfici, inducendoli a creare con il suo aiuto gli [[Anelli del Potere]], potenti strumenti [[magia|magici]] che influenzavano i loro portatori.
Sauron, tuttavia, creò segretamente un l'"[[Unico Anello]]", un anello che gli consentisse di dominare tutti gli altri. Egli infuse in questo anello buona parte del suo potere, fino a farlo diventare un'entità dotata di volontà propria: tutti gli anelli, a poco a poco, caddero sotto il suo potere; ma [[Celebrimbor]], capo dei fabbri elfici, scoprì in tempo le intenzioni di Sauron, riuscendo a nascondere i tre anelli più potenti, [[Narya]], [[Vilya]] e [[Nenya]], che la mano di Sauron non aveva toccato, e che quindi non poteva controllare. Sauron, sconfitto, si ritirò presso la sua fortezza di [[Umbar]].
Oltre 1500 anni dopo, i Númenoreani, la cui vita ricca e felice andava accorciandosi sempre di più con l'acuirsi della paura della [[morte]], erano diventati avidi di ricchezza e di potere: non avevano più ormai da tempo contatti con gli [[Elfi (Tolkien)|Elfi]]. Tuttavia alcuni abitanti, detti i Fedeli, riuscirono segretamente a mantenere i rapporti con loro. Ma l'ultimo sovrano númenoreano, [[Ar-Pharazôn|Ar-Pharazôn il Dorato]], organizzò un gigantesco esercito, portandolo a [[Umbar]] e sconfiggendo [[Sauron]], e commise però l'errore di lasciare in vita il [[Maia (Tolkien)|Maia]]: lo portò in catene a Númenor, e questi a poco a poco ingigantì nella mente di Ar-Pharazôn la paura della [[morte]], spingendolo ad invadere le coste di [[Valinor]]. Il sovrano infranse il Bando dei Valar, i quali per difendersi chiamarono [[Eru Ilúvatar]]; e la sua collera si scatenò sui [[Númenor]]eani, distruggendo il loro esercito e inabissando definitivamente l'isola nell'oceano. Alcuni dei Fedeli erano tuttavia riusciti a salvarsi, sbarcando sulle coste della [[Terra di Mezzo]], dove fondarono i due regni Númenoreani in esilio: [[Arnor]] al nord e [[Gondor]] al sud.
Sauron, pur essendo morto nel corpo, riuscì a ritornare sotto forma di spirito nella Terra di Mezzo, e cento anni più tardi attaccò gli esuli Númenoreani comandati da [[Elendil]]. Ci fu quindi l'[[Ultima Alleanza tra gli Elfi e gli Uomini]], nella quale le schiere di [[Gil-galad]] si unirono a quelle di Elendil, cingendo d'assedio [[Mordor]]. L'anno seguente, combattendo contro Sauron stesso, morirono entrambi, e la spada di Elendil, [[Narsil]], fu infranta. Ma il figlio di lui, [[Isildur]], riuscì con l'elsa della spada infranta a tagliare il dito all'Oscuro Sire, separandolo dall'Anello e riducendolo a un'ombra. Isildur però non si disfece subito dell'Anello, come gli consigliava lo scudiero di Gil-galad, [[Elrond]]; lò conservò e dopo due anni esso lo tradì, facendolo cadere in un'imboscata degli [[Orchi (Tolkien)|Orchi]]. L'Anello fu perduto e non se ne seppe più nulla per duemila anni.
È quest'Anello che venne casualmente ritrovato da due [[Hobbit]], [[Gollum|Sméagol]] e [[Déagol]]; il primo uccise il secondo per impossessarsene, quindi si rifugiò nelle montagne imbestialendosi sempre di più e prendendo anche il nome di [[Gollum]]. Ma, come narra ''[[Lo Hobbit]]'', l'Anello gli fu sottratto 600 anni dopo da un altro Hobbit, [[Bilbo Baggins]], che lo tenne per sé e lo portò nella [[Contea (Tolkien)|Contea]].
Nel frattempo il regno di [[Arnor]] fu prima diviso in tre parti, poi venne distrutto dal [[Re Stregone di Angmar|Re degli stregoni di Angmar]], signore dei [[Nazgûl]]; il regno si dissolse, ma la stirpe che discendeva da [[Isildur]] rimase salda, finché non venne alla luce [[Aragorn]], suo ultimo erede. A [[Gondor]], invece, la stirpe si estinse con il re [[Eärnur]], morto senza figli. Da quel momento in poi regnarono su Gondor i [[Sovrintendenti di Gondor|Sovrintendenti Regnanti]]: all'epoca dei fatti narrati nel romanzo si era giunti al ventiseiesimo sovrintendente, [[Denethor|Denethor II]].
Una mappa dell'isola di Númenor Mappa della Terra di Mezzo, luogo in cui sono ambientate le vicende dell'opera 04 november Il Cancello ESTIl Cancello Est di Moria era l'entrata orientale di Moria, in linea retta ad almeno quaranta miglia dal Cancello di Moria e a poco più di cinque leghe da Lothlórien. Ai piedi del cancello si estendeva la Valle dei Rivi Tenebrosi (Azanulbizar) nella quale fu combattuta la battaglia omonima tra Nani ed Orchi (2799 T.E.). Quando la Compagnia dell'Anello vi giunse (15 Gennaio 3019 T.E.), i grandi pilastri del portale torreggiavano, ma i battenti erano fracassati e giacevano in terra3. Dal cancello scendeva un'ampia via lastricata (quando la Compagnia la percorse, essa era in dissesto ed accidentata). Invece i Cancelli Orientali, distrutti nella guerra contro gli Orchi, si aprivano sull'intero mondo, ed erano meno amichevoli. Essi recavano iscrizioni runiche in vari linguaggi: incantesimi di divieto ed esclusione in Khuzdul, e comandi (tutti coloro che non avessero il permesso del Signore di Moria dovevano allontanarsi) scritti in Quenya, Sindarin, Lingua Corrente e nei linguaggi di Rohan, Valle e Dunland. I Cancelli di Moria In questo approfondimento ci si soffermerà sui cancelli occidentali di Moria più che su Khazad-dûm stessa. Il Cancello di Moria, detto anche Cancello di Durin, fu costruito nella Seconda Era, probabilmente prima dell'anno 1000, quando l'amicizia fra i Nani i Khazad-dûm e gli Elfi dell'Eregion aveva raggiunto l'apice. Esso resistette fino al 13 Gennaio del 3019 della Terza Età, quando la Compagnia dell'Anello lo attraversa scappando dal Guardiano che vive nello specchio d'acqua antistante. In quell'occasione, il Guardiano richiude il portone alle loro spalle e ne seppellisce l'entrata. Il cancello fu costruito da Elfi e Nani insieme; Narvi, probabilmente il più abile artigiano dei Nani di quell'epoca, disegnò e creò le porte. Celebrimbor, Signore dell'Eregion e discendente di Fëanor, vi incise delle scritte con l'ithildin: L'emblema di Durin, cioé il martello e l'incudine sormontata da una corona e sette stelle; l'Albero degli Elfi Alti; la Stella della Casa di Fëanor. Sulle porte vi erano scritte le seguenti parole: "Le Porte di Durin, Signore di Moria. Parla,amico, ed entra. Io, Narvi, le feci, Celebrimbor dell'Hollin disegnò questi segni." Le porte erano state costruite in modo che esse potevano essere aperte dall'interno solo se spinte da due persone. Per questo motivo i Nani tenevano sempre una guardia all'interno, in modo che una singola persona, o una persona che tentasse di scappare, non avrebbe avuto la possibilità di uscire senza l'aiuto della guardia. Tuttavia non vi era alcun modo di aprire le porte dall'esterno, se non quello di pronunciare la parola magica; in questo maniera le porte si aprivano da sole. Dopo la costruzione del Cancello, esso rimase aperto per molti anni per facilitare il commercio tra i Nani e gli Elfi. Successivamente all'arrivo di Sauron nell'Eregion sotto le mentite spoglie di Annatar e la creazione dell'Unico Anello (1600 S.E.), gli Elfi si accorsero di essere stati imbrogliati dall'Oscuro Signore; per questo motivo cominciò la Guerra tra Sauron e gli Elfi, che vennero sconfitti. Con loro morì anche Celebrimbor (1697 S.E.), e un esercito composto da Nani ed Elfi del Lórien, passando attraverso i Cancelli occidentali, attaccò l'esercito di Sauron, consentendo a Elron di scappare; dopodiché le Porte vennero chiuse. Il Cancello rimase chiuso durante gli Anni Oscuri (circa fino al termine della Seconda Era). Il Cancello di Durin non viene più menzionato fino all'arrivo della Compagnia dell'Anello, nonostante esso sia stato sicuramente aperto più volte dal popolo di Durin prima dell'avvento del Balrog nel 1980 della Terza Era. Gandalf ebbe notevoli difficoltà a far aprire il cancello quando la Compagnia vi dovette passare, perché egli tradusse erroneamente l'iscrizione, non accorgendosi che la parola magica (mellon, amico) si trovava davanti a lui. 20 oktober IL SIGNIFICATO DEL NOME "MORIA"E LA STORIA DI MORIAIL NOME "MORIA"
Il nome Moria viene spesso utilizzato come diretto sinonimo di Khazad-dûm ma sebbene indichino lo stesso luogo, si riferiscono ad esso in diversi tempi.
Khazad-dûm (dal nanico Khazâd: nani e Dûm: escavazioni, saloni, palazzi) è il nome utilizzato fino all'anno 1981 della Terza Era quando gli ultimi nani del clan Lungobarbi fuggirono dal Balrog. Moria è invece il nome dato a Khazad-dûm nel momento in cui gli Orchi, Troll e Balrog vi presero dimora. Il significato di Moria nella lingua degli Elfi Grigi è Il Pozzo Nero (The Black Pit) o L'Oscuro Abisso (The Black Chasm). Gli altri nomi con cui è conosciuta Moria sono: - Hadhodrond dai Sindar - Casarrondo dai Noldor - Phurunargian nella lingua comune Tutti e tre i termini significano nanosterro. Le miniere di Moria compaiono sia ne Il Signore degli Anelli che nel Silmarillion. LA STORIA DI "MORIA" Scavate dai nani come dimore, oltre che per la ricerca del mithril, le miniere di Moria sono descritte come splendide opere piene di luci e abitate da tantissimi nani. Questi nani vivevano in stretto rapporto con gli elfi dell'Eregion che vivevano oltre l'ingresso occidentale di Moria. La crisi di Moria avvenne a causa della cupidigia dei nani, che scavando in profondità alla ricerca di mithril, risvegliarono quello che sarà poi chiamato il flagello di Durin, un Balrog di Morgoth. La più importante casata nanica, quella di Durin, che viveva per intero a Moria dovette lasciare la sua patria a causa delle innumerevoli vittime e delle devastazioni causate dal Balrog e vagare per varie zone della Terra di Mezzo. Svuotata dai nani e scomparsi anche gli elfi che vivevano al confine occidentale Moria divenne dimora di un gran numero di orchi. Molti secoli dopo Thror , ormai vecchio e disperato, si diresse a Moria. La sua mente ormai ottenebrata lo spinse a entrare in quella che era la "sua" dimora, solo per venire brutalmente assassinato da un orco di nome Azog. Nove anni dopo, suo figlio Thrain combatté gli Orchi ad Azanulbizar; la battaglia si trasformò in un massacro. Thrain fu storpiato, mentre il giovane Dain Piediferro decapitò Azog. La vittoria arrise ai Nani, ma non fu una vittoria da festeggiare. I morti erano innumerevoli, non vi era tempo per erigere un simile numero di tombe in pietra. Così i superstiti spogliarono i loro morti, prima di bruciarli su immensi roghi; per alimentarli i Nani disboscarono l'intera valle di Azanulbizar. Thrain non entrò nell'avita dimora, dietro consiglio di Dain. Un tentativo importante per riconquistare Moria venne fatto da Balin, un nano amico di Bilbo Baggins, che guidando un gruppo di consanguinei rientrò a Moria e si proclamò re. Il tentativo fallì e tutti i nani vennero uccisi come si deduce dal libro che viene trovato vicino alla tomba di Balin dalla Compagnia dell'Anello durante il suo attraversamento delle miniere. Dopo la morte del Balrog, secoli dopo l'inizio della Quarta Era, il re Durin VII (discendente da Thorin III Elminpietra) riportò il suo popolo a Moria, ritrovando quanto rimaneva delle immense ricchezze di Khazad-Dum. 30 augustus MoriaFondata da Durin molti anni fa, “quando il mondo era giovane e le montagne verdi”, Khazad-Dûm era la più grande delle sale ancestrali dei Nani. Per millenni fu uno dei più grandi misteri del mondo settentrionale. Durante la Prima Era e la Seconda, la gente di Durin scavò, minò e costruì tra tre picchi delle Montagne Nebbiose: Baranzibar (Charadras) Zirak-zigil (Celebdil) e Bundushathûr (Fanuidol). Il risultato fu una vasta città sotterranea, lunga più di 70 miglia e larga 40, e profonda a moltissimi livelli con corridoi come strade, sale e camere come case e saloni. Nonostante Gli Elfi la chiamassero Moria, il “Nero Abisso”, essa era animata dalle luci delle Lanterne dei Nani e dal suono dei Nani al lavoro. Tra i suoi misteri c’era il Ponte di Durin - uno stretto passaggio attraverso un vasto abisso appena passato il Cancello Est - e la Scala Senza Fine, che correva dal più profondo dei sotterranei al picco più alto conosciuto come la Torre di Durin. Khazad-Dûm restò per più di 5000 anni abitata in segreto, sopravvivendo anche allo sconvolgimento del mondo antico alla fine della Prima Era e agli Anni Oscuri, quando Sauron invase tutta la Terra di Mezzo Occidentale durante la Seconda Era. Infine fu distrutta quando i Nani scavarono troppo in profondità alla ricerca del Mithril. Così facendo risvegliarono un Balrog di Morgoth, che era rimasto lì nascosto dalla caduta del suo signore. Nel giro di un anno il Balrog uccise prima il Re Durin VI, poi il suo successore Nain I; portò una distruzione che i Nani non riuscirono mai a riparare del tutto. Moria divenne il nascondiglio di Orchi, Troll e altre creature malvagie. Nella tarda Terza Era la gente di Durin fece due tentativi di tornare a Moria. Il primo, uno sforzo eroico da parte di Thròr il Vecchio, condusse alla sua uccisione e diede inizio alla Guerra dei Nani e degli Orchi. Il secondo, guidato da Balin figlio di Fundin, portò alla conquista di una colonia nella parte orientale di Moria, ma Balin e i suoi persero la vita contro gli Orchi e altre creature dopo soli cinque anni. Durante la Guerra dell’Anello la Compagnia, in mancanza di altre vie, scelse di attraversare Moria, incontrando decine e decine di Orchi e Troll, e infine il Balrog. Gandalf il Grigio lo affrontò a costo della sua stessa vita. In seguito avendo a disposizione la loro antica dimora libera da questo grande male, i Nani aspettarono solo la nascita di Durin VII per riunire le loro forze e reclamare Khazad-Dûm. 26 augustus Le origini, le caratteristiche e i primi incontri degli Nani con gli ElfiPrima che qualsiasi altra creatura parlante venisse al mondo per volere della divinità suprema ([[Eru]]), uno dei [[Valar|numi]] minori ([[Aulë]]), desideroso di insegnare a delle creature la sua arte di fabbro, creò di nascosto i Nani, ad immagine di come aveva avuto visione degli Elfi.
Aulë fu rimproverato dalla divinità suprema per la sua opera in quanto non aveva il diritto di creare, ma alla fine gli concesse di non distruggere le sue creature; ma esse avrebbero dovuto dormire fino all'avvento degli elfi. Poiché erano destinati ad apparire nei giorni del potere del male, Aulë rese i nani {{quote|[...] forti e resistenti. Ne consegue che essi sono duri come sasso, testardi, pronti all’amicizia e all’ostilità, e sopportano le fatiche e la fame e il dolore fisico più impavidamente di ogni altro popolo parlante. E vivono a lungo, ben più degli [[uomini (Tolkien)|Uomini]], non tuttavia per sempre. Un tempo si riteneva, dagli Elfi della [[Terra di Mezzo]], che, morendo, i nani tornassero alla terra e al sasso onde erano fatti; [...]|[[J.R.R. Tolkien]], [[Il Silmarillion]], dicembre 2002, X edizione Bompiani, traduzione di Francesco Saba Sardi}}
Non è tuttavia così, poiché Aulë (che essi chiamano ''Mahal'', "Il Fabbro") ha riservato per loro un posto nelle [[Aule di Mandos]].
Così Aulë pose a dormire i Sette Padri dei Nani che aveva creato. Di loro si conosce solo il nome di Durin, e la sua stirpe fu quella che più di tutte conquistò gloria e onori e tesori, ma che al tempo stesso fu più colpita da disgrazie; oggi molti dei nani più impavidi e abili in battaglia portano il suo nome. Non è ben chiaro come avvenne il loro risveglio: le prime informazioni che abbiamo di loro si riferiscono all’incontro dei nani di [[Nogrod]] e [[Belegost]] con gli elfi di [[Thingol]], molto prima dell'avvento degli uomini.
Anche il luogo del risveglio è avvolto da un’aurea di mistero, dato che i nani non parlano mai con estranei di loro e delle loro origini, e non è possibile capire se essi si siano risvegliati in luoghi diversi, come suggerirebbe la notevole distanza fra le poche città nanesche di cui si hanno notizie, oppure se alcuni di essi siano migrati in cerca di regni propri, e di altre ricchezze. Benché la stirpe di Durin sia oggi quella più conosciuta, essa rimase ignota per lunghi anni. In realtà i primissimi rappresentanti del popolo dei Naugrim (''popolo rachitico'', come vennero definiti dai [[Sindar]]) presso le altre razze furono un popolo che scavò delle meravigliose grotte dove in seguito sarebbe sorta [[Nargothrond]]. In seguito gli elfi occuparono queste grotte, e i nani li odiarono per sempre ritenendoli usurpatori e invasori. Col tempo elfi e nani impararono a convivere e trassero grandi profitti dalla reciproca alleanza, sebbene fra di loro non ci fosse una vera amicizia; furono i nani a costruire le grandi strade, ma di rado gli elfi le usavano per recarsi nelle loro città di pietra. Ancora una volta schivi preferirono imparare l’idioma elfico piuttosto che insegnare il proprio a creature di altre razze.
Furono loro a insegnare agli elfi a costruire armi e armature e in questo rimasero sempre imbattibili.
Da parte loro, i nani appresero dagli elfi le rune e ricevettero parecchio lavoro per cui furono sempre generosamente ricompensati. In battaglia erano i più valorosi: i Naugrim resistevano, infatti, al fuoco più validamente di elfi e uomini, e inoltre era loro costume indossare, in battaglia, grandi maschere di aspetto spaventoso, le quali assai valsero loro contro i draghi. Bocca di SauronQuesto individuo era uno dei Númenoreani Neri, e apparve brevemente di persona quando si trovò di fronte alle armate dell'ovest di fronte al Morannon, tentando di convincere Aragorn e Gandalf ad arrendersi e a lasciare vincere la guerra per la terra di mezzo a Sauron. Quando Gandalf rifiutò l'offerta, l'emissario scagliò contro l'esercito degli umani l'intera armata di Mordor. Conosciuto anche come Tenente di Barad-dûr, aveva servito Sauron per lungo tempo, e aveva dimenticato il proprio nome. Uomo di alta statura e abile nell'uso della magia, era al pari di altri Dúnedain, ma era caduto nell'oscurità. Secondo quanto riportato, questo individuo era entrato al servizio della torre oscura quando venne riscostruita di nuovo - quando incontrò Aragorn e Gandalf al cancello, la Bocca di Sauron aveva servito il suo padrone per 68 anni. Il destino della Bocca di Sauron é sconosciuto, ma é probabile che sia morto nell'assalto di fronte al Morannon, in quanto Gandalf lo aveva avvertito momenti prima della battaglia. Aragorn afferma, nel capitolo Le due torri, che Sauron non usa il proprio nome reale, e non permette ad altri di pronunciarlo. Se ciò non é sbagliato, sarebbe strano che uno dei suoi ufficiali abbia un titolo che viola questa regola. Secondo Christopher Tolkien questa discrepanza può essere capita se si intende che Aragorn possa avere informazioni vecchie e non aggiornate, riguardo la identità nascosta precedente di Sauron. GimliNano della dinastia di Durin, figlio di Glóin e membro della Compagnia dell'Anello dal 3018. In seguito sarà chiamato "amico degli Elfi". Nato nell'anno 2879 della Terza Era, nel 2941 visse assieme a suo padre ad Erebor. Accompagnò suo padre a Gran Burrone per chiedere a Elrond consiglio sul destino di suo cugino Balin che aveva provato a tornare a Moria. Prese così parte al Consiglio di Elrond, e venne scelto come esponente della razza dei nani nella Compagnia dell'Anello. Durante il viaggio dovette affrontare la dura prova di varcare il cancello di Moria e di vedere che tutti i nani che avevano accompagnato Balin erano morti. Nella sua permanenza a Lothlórien si innamora di Galadriel che gli cede, fra lo stupore di molti elfi, una ciocca dei suoi capelli biondi. Si dimostra intrepido e risoluto in battaglia. Nello scontro al Fosso di Helm salva la vita a Éomer, e pareggia per la prima volta (ha sempre perso) ad uno strano duello con Legolas per chi uccide più Orchi. Nel resto del libro accompagna sempre Aragorn, combattendo al suo fianco. Dopo aver preso parte a tutte le battaglie della Guerra dell'Anello, forgiò i nuovi cancelli di Moria in ferro e mithril.Secondo quanto afferma il libro rosso, nell'anno 120 della Quarta Era navigò oltre mare con Legolas discendendo il fiume Anduin con una nave costruita dallo stesso Elfo spinto dalla bellezza della dama Galadriel e dal desiderio di rimanere con l' amico Ascia I Nani della truppa di Dain vengono descritti equipaggiati di '''asce''' a due mani ("two-handed mattocks"). I [[Sindar]] della Prima Era andavano in battaglia armati alla leggera, e con asce. 18 augustus Il Canto dell'Anello in elficoNeldë cormar na Erein Eldar nu menel che, ritradotto, farebbe più o meno così: Tre Anelli ai Re degli Elfi sotto il cielo, I Nani più FamosiAzaghâl Signore di Belegost nella Prima Era. Ucciso da Glaurung, dopo averlo a sua volta ferito, durante la Nirnaeth Arnoediad nell’anno 473. Balin Nato nell’anno 2763 della Terza Era. Appartenente alla Casa di Durin, egli prende parte della Spedizione per Erebor; dopo il 2941 visse nella Montagna Solitaria e nell’anno 2989-2994 della Terza Era fu il Re di Khazad-dûm. Fu ucciso da un Orchetto nel 2994. Bifur Membro della Spedizione per Erebor, dopo il 2941 visse nella Montagna Solitaria, e morì nel 3018 della Terza Era. Bodruith Signore di Belegost nella Prima Era. Ucciso durante il tentativo di fare sua la Nauglamír. Bofur Membro della Spedizione per Erebor. Visse nella Montagna Solitaria dopo il 2941 e morì nel 3018 della Terza Era. Bombur, Membro della Spedizione per Erebor. Visse nella Montagna Solitaria dopo il 2941 e morì nel 3018 della Terza Era. Era così grasso che non riusciva a muoversi da solo, e abbisognava di 6 nani per aiutarlo. Borin Visse dall’anno 2450 al 2711 della Terza Era. Appartiene alla Casa di Durin, secondo figlio di Náin II. Visse negli Ered Mithrin fino al 2590, quando incontrò Thrór, che andò ad Erebor. Dáin I Vive dall’anno 2440 al 2589 della Terza Era, Re della Casa di Durin. Dáin II Piediferro 2767 – 3019 Terza Era. Uccise Azog ad Azanulbizar nel 2799, e divenne Signore dei Nani delle Colline di Ferro nel 2805. Re della Casa di Durin a Erebor dopo il 2941, fu ucciso durante la Battaglia della Valle Dís Nata nell’anno 2760 della Terza Era, appartiene alla Casa di Durin ed è l’unica figlia di Thráin II. Madre di Fili e Kili. Dori Appartenente alla Casa di Durin e membro della spedizione per Erebor; visse dopo il 2941 nella Montagna Solitaria, e morì nel 3018 della Terza Era. Durin I Nato nei Primi Anni della Prima Era. Antenato del Popolo di Durin, il più vecchio e più conosciuto dei Sette Padri dei Nani. Iniziò la costruzione di Khazad-dûm, visse per un’intera Era e fu per questo chiamato Durin il Senzamorte. Durin II Visse verso la fine del primo millennio della Seconda Era (X secolo). Re della stirpe di Durin e di Khazad-dûm durante la costruzione del cancello ovest. Durin III Visse a metà del secondo millennio della Seconda Era (XV-XVI secolo). Re della Casa di Durin e di Khazad-dûm durante la creazione degli Anelli di Potere. Gli fu affidato il più potente dei Sette Anelli da Celebrimbor in persona. Durin VI 1731 – 1980 Terza Era. Re della Casa di Durin e Khazad-dûm. Durante il suo regno fu ucciso da un Balrog. Durin VII L’ultimo Re della Casa di Durin. Visse all’inizio della Quarta Era. Tornò a Moria e la ricostruì. Dwalin 2772 Terza Era – 92 Quarta Era. Appartenente alla Casa di Durin, secondo figlio di Fundin. Membro della Spedizione per Erebor, visse dopo il 2941 nella Montagna Solitaria. Visse ben 340 anni. Farin 2560 – 2803 Terza Era. Appartenente alla Casa di Durin, figlio di Borin e padre di Fundin e Gróin. Fíli 2859 – 2941 Terza Era. Apparteneva alla Casa di Durin, figlio di Dís e nipote di Thorin. Membro della Spedizione per Erebor, fu ucciso nella Battaglia dei Cinque Eserciti, mentre difendeva il corpo di Thorin. Flói Andò a Khazad-dûm con Balin, ma fu ucciso durante una battaglia fuori dai cancelli nel 2989 della Terza Era. Fu sepolto vicino allo Stagnospecchio. Frár Andò a Khazad-dûm con Balin e fu ucciso difendendo il Ponte di Durin e la Seconda Stanza nell’anno 2994 della Terza Era. Frerin 2751 – 2799 Terza Era. Apparteneva alla Casa di Durin, secondo figlio di Thráin II. Scappò da Erebor nel 2770 e fu ucciso ad Azanulbizar. Frór 2552 – 2592 Terza Era. Apparteneva alla Casa di Durin, secondogenito di Dáin I. Fu ucciso con suo padre negli Ered Mithrin da un Drago. Fundin 2662 – 2799 Terza Era. Apparteneva alla Casa di Durin, figlio di Farin e padre di Balin e Dwalin. Ucciso ad Azanulbizar. Gamil Zirak Detto il Vecchio. Fabbro di Nogrod nella Prima Era e maestro di Telchar. Gimli Nato nel 2879 della Terza Era. Apparteneva alla Casa di Durin, figlio di Glóin. Dopo il 2941 visse con suo padre ad Erebor. Nel 3018 fece parte della Compagnia dell’Anello. Prese parte a tutte le maggiori battaglie della Guerra dell’Anello, e forgiò i nuovi cancelli di Minas Tirith in ferro e mithril. Nel 120 della Quarta Era navigò oltremare con Legolas; fu chiamato amico degli Elfi. Glóin (1) 2136 – 2385 Terza Era. Re della Casa di Durin negli Ered Mithrin dal 2283 al 2385. Glóin (2) 2783 Terza Era – 15 Quarta Era. Apparteneva alla casa di Durin, figlio di Gróin e padre di Gimli. Era compagno di Thráin e Thorin durante i loro viaggi dopo la battaglia di Azanulbizar; fu membro della spedizione per Erebor, e dopo il 2941 si insediò nella Montagna Solitaria e divenne ricco e importante. Nel 3018 prese parte al Concilio di Elrond. Gróin 2671 – 2923 Terza Era. Apparteneva alla casa di Durin, figlio di Farin e padre di Óin e Glóin. Grór 2563 – 2805 Terza Era. Apparteneva alla Casa di Durin, era il figlio più giovane di Dáin I e padre di Náin. Fondò il Reame Nanesco nei Colli Ferrosi. Ibun Visse nella Prima Era. Figlio di Mîm di Noegyth Nibin. Khîm Figlio di Mîm di Noegyth Nibin. Ucciso nel 486 Prima Era da uno dei fuorilegge di Túrin. Kíli 2864 – 2941 Terza Era. Apparteneva alla Casa di Durin, figlio di Dís, nipote di Thorin. Membro della spedizione per Erebor, fu ucciso durante la Battaglia dei Cinque Eserciti, mentre difendeva il corpo di Thorin assieme a suo fratello Fili. Lóni Andò a Khazad-dûm con Balin nel 2989 della Terza Era, ma fu ucciso nel 2994, mentre difendeva il Ponte di Durin e la Seconda Stanza. Mîm Uno degli ultimi di Noegyth Nibin. Tradì Túrin, consegnandolo agli Orchetti e dopo la partenza di Glaurung si insediò nelle rovine di Nargothrond, dove si impossessò del tesoro. Fu ucciso da Húrin nel 502 della Prima Era e prima della propria morte maledì il tesoro, cosicché tutti quelli che vennero in contatto con esso successivamente, fra cui Thingol e Beren, furono perseguitati dalla sfortuna. La Nauglamír fu forgiata con questo oro. Náin I 1832 – 1980 Terza Era. Re della Casa di Durin e Khazad-dûm per un anno. Fu ucciso dal Balrog. Náin II 2338 – 2585 Terza Era. Re della Casa di Durin negli Ered Mithrin. Náin 2665 – 2799 Terza Era. Apparteneva alla Casa di Durin, figlio di Grór e padre di Dáin Piediferro. Fu ucciso da Azog nella battaglia di Azanulbizar. Náli Andò con Balin a Khazad-dûm nel 2989 della Terza Era, ma fu ucciso nel 2994 mentre difendeva il Ponte di Durin e la Seconda Sala. Nár Era un compagno di Thrór durante i suoi viaggi nel 28 della Terza Era ed ebbe il ruolo di messaggero degli Orchetti di Khazad-dûm per raccontare ai Nani dell’omicidio di Thrór. Narvi Visse nella seconda metà del primo millennio della Seconda Era. Ideò e costruì i Cancelli Occidentali di Moria. Naugladur Signore dei Nani di Nogrod nella Prima Era. Condusse l’attacco a Thingol e lo uccise, si impossesso della Nauglamír e la indossò. Successivamente combatté contro Beren, ma venne ucciso da quest’ultimo. Nori Apparteneva alla Casa di Durin e fece parte della spedizione per Erebor. Óin 2238 – 2488 Terza Era. Re della Casa di Durin (2385 – 2488) negli Ered Mithrin. Óin 2774 – 2994 Terza Era. Figlio di Gróin, apparteneva alla Casa di Durin e fece parte della spedizione per Erebor; nel 2941 si insediò nella Montagna Solitaria, e nel 2989 andò con Balin a Khazad-dûm. Fu ucciso dal Guardiano delle Acque Occidentali nel 2994. Ori Apparteneva alla Casa di Durin e fece parte della spedizione per Erebor. Nel 2989 lasciò la Montagna Solitaria e andò a Khazad-dûm con Balin, dove morì nel 2994 durante la difesa della Camera di Mazarbul. Telchar Il fabbro più famoso di Nogrod nella Prima Era. Forgiò Narsil, la spada di Elendil, ed Angrist, il coltello di Curufin, che passerà successivamente nelle mani di Beren; egli lo usò per estrarre il Silmaril dalla corona di ferro di Melkor. Thorin I 2035 – 2289 Terza Era. Re della Casa di Durin dal 2190 al 2289. Guidò un gran numero di Nani del popolo di Durin da Erebor agli Ered Mithrin. Thorin II 2746 – 2941 Terza Era. Re della Casa di Durin in esilio. Combatté coraggiosamente ad Azanulbizar e successivamente visse negli Ered Luin con suo pare Thráin II. Nel 2941 decise di rivendicare il Reame di Erebor strappato ai Nani dal drago Smaug. Il drago fu ucciso, ma Thorin rimase ucciso durante la Battaglia dei Cinque Eserciti. Era conosciuto come Thorin Scudodiquercia, siccome nella Battaglia di Azanulbizar utilizzò il ramo di una quercia come scudo e mazza. Thorin III Nato nel 2866 della Terza Era; Re della Casa di Durin a Erebor. Era conosciuto anche come Thorin Elminpietra. Thráin I 1934 – 2190 Terza Era. Re della Casa di Durin dal 1981. Condusse la sua gente da Khazad-dûm a Erebor nel 1999 e lì fondò il Reame sotto la Montagna; scoprì la Arkengemma. Era chiamato Thráin il Vecchio da Thorin Scudodiquercia. Thráin II 2644 – 2850 Terza Era. Re della Casa di Durin in esilio (2790 – 2850). Condusse i Nani durante la Battaglia di Azanulbizar e durante lo scontro perse un occhio. Nel 2845 fu catturato da Sauron e imprigionato a Dol Guldur. Fu torturato per cinque anni e gli fu strappato l’Anello di Potere. Gandalf lo incontrò a Dol Guldur e ricevette da lui la mappa di Erebor ed una chiave, successivamente usate da Thorin II. Thrór 2542 – 2790 Terza Era. Re della Casa di Durin dal 2589 al 2790. Condusse il proprio popolo dagli Ered Mithrin ad Erebor. Nel 2790 scappò da Smaug e vagò per la Terra di Mezzo con pochi conoscenti. Quando fu vecchio decise di andare a Moria, ma Azog lo uccise e gli tagliò la testa; per questo motivo ebbe inizio la guerra tra Nani ed Orchetti. 30 mei L'ULTIMO VIAGGIO DI "GIMLI & LEGOLAS" I Due Compagni si ritrovarono accanto quasi per caso, sulla Via Silente, mentre andavano entrambi a rendere omaggio a Re Elessar, morto quattro giorni prima. Legolas e Gimli non si vedevano da diversi mesi: i loro compiti presso i rispettivi popoli li avevano tenuti lontani. Gimli era un Re, e aveva incarichi importanti da svolgere, e Legolas era ugualmente un personaggio molto importante tra gli Elfi Verdi dell'Ithilien. 14 mei PERSONGGI Figlio di Arathorn e Gilraen, Aragorn è discendente di Isildur (trentanovesimo in linea diretta) e per questo legittimo erede al trono di Gondor. Dopo la morte del padre, viene portato a Imladris e accolto come figlio da Elrond. Raggiunta la maggiore età e divenuto amico di Gandalf parte per le Terre Selvagge. Tornato a Gran Burrone, appena ventenne, Elrond gli svela la sua identità e gli consegna l'anello di Barahir e i frammenti della spada di Elendil*, padre di Isildur.Aragorn si distingue in varie battaglie contro i servi di Sauron durante gli anni successivi. Combatte al fianco dei cavalieri di Rohan, milita nell'esercito di Gondor e guida la spedizione contro i pirati di Umbar. A Gran Burrone conosce Arwen, figlia di Elrond, e se ne innamora. Ma la sua indole raminga lo spinge a rimettersi in cammino per sorvegliare e proteggere i confini della Contea. A Brea, nella Locanda del Puledro Impennato, incontra Sam, Merry, Pippin e Frodo, il portatore dell'Anello, e li scorta alla Casa di Elrond. Qui si unisce alla Compagnia incaricata dal Consiglio di accompagnare Frodo al Monte Fato, il luogo in cui Sauron forgiò l'Anello del Potere. Combatte al fianco di Re Théoden nella vittoriosa battaglia del Fosso di Helm e comanda gli eserciti degli uomini nella lotta finale contro Sauron. Figlio di Re Thranduil, sovrano di Bosco Atro, zona situata a nord delle Terre Selvagge. Un tempo Bosco Atro era chiamato anche Grande Foresta Verde, ma dopo la venuta di Sauron il male è dilagato ovunque, giungendo sino al regno di Thranduil e trasformandolo in un luogo oscuro e ben diverso dalla meravigliosa foresta di una volta. Durante il Consiglio di Elrond si offre per unirsi alla Compagnia dell'Anello, e insieme ai suoi compagni affronta il lungo e pericoloso viaggio verso Mordor. Si distingue per il suo coraggio e la sua abilità nella battaglia del Fosso di Helm e nella guerra finale contro gli eserciti di Sauron. Nonostante alcune incomprensioni iniziali, diventa grande amico del nano Gimli, evento eccezionale viste le difficili relazioni da sempre intercorse fra Elfi e Nani. Arciere infallibile, Legolas possiede la grazia e la bellezza di tutti gli Elfi, nonché alcune sorprendenti facoltà, come camminare lievemente senza lasciare impronte, leggere nella mente e parlare con gli animali. I suoi 3000 anni d'età testimoniano il dono dell'immortalità e dell'eterna giovinezza di cui, in quanto elfo, è dotato. Gimli, figlio di Glòin, è uno dei nani dell’Erebor che si unisce alla Compagnia dell'Anello a Gran Burrone. Come tutti quelli della sua stirpe, è scorbutico e diffidente, specie nei confronti degli elfi, ma la sua parola diventa un patto solenne. In battaglia è spietato e micidiale. Lo dimostra nella battaglia di Moria, quando fa di tutto per difendere la tomba di Balin dalle grinfie degli orchi. Nonostante il suo caratere coriaceo, Gimli si scioglie alla vista di Galadriel, la bellissima dama di Lorièn, di cui si infatua e grazie alla quale inizia a cambiare idea sul conto degli elfi. E infatti, nonostante gli iniziali dissapori, Gimli instaura un legame fraterno proprio con Legolas, ingaggiando con l'elfo spassosissime gare atte a stabilire chi di loro due è più bravo in battaglia. Come tutti i nani è innamorato di ciò che può essere creato o forgiato e ha una “strana” passione per le caverne e le miniere. ![]() Figlio prediletto di Denethor, sovrintendente di Gondor, Bormoir è un guerriero forte e temerario. Partecipa al Consiglio di Elrond in veste di ambasciatore di Gondor ed erede alla sovrintendenza del Regno. Durante il conciliabolo propone di usare l'Anello contro Sauron, suscitando le reazioni di Aragorn, Legolas e Gandalf, favorevoli invece alla distruzione dell'Unico. Si unisce alla Compagnia dell'Anello più per salvaguardare il coraggio e l'onore di Gondor che per reale convinzione.
Accecato dal desiderio di impossessarsi dell'Anello, cerca di sottrarlo a Frodo, ma poi si accorge dell'errore e si pente. Muore in battaglia, combattendo gloriosamente, da solo, contro una banda di Orchi per difendere Merry e Pipino. ![]() Gandalf il Grigio appartiene all'Ordine degli Istari ed è chiamato dagli Elfi Mithrandir. Giunto nella Terra di Mezzo, prosegue il suo incessante vagare (di lì il soprannome di "Grigio Pellegrino"), divenendo ottimo amico di Elrond, signore elfico di Gran Burrone, e dell’hobbit Gerontius, capostipite della famiglia dei Tuc.
Conosce Bilbo Baggins circa sessant'anni prima degli eventi narrati nella Compagnia dell'Anello e fra i due nasce una lunga e sincera amicizia. Colpito dal coraggio di Frodo, che si assume l'onere di portare l'Unico Anello al Monte Fato, diviene uno dei membri alla Compagnia. Durante il viaggio, nella profondità delle miniere di Khazad-dûm, cade vittima del Balrog di Moria (che pure resta ucciso), ma l'intervento dei Valar lo rimanda da morte per il tempo necessario a completare la sua missione. Vestito di bianco, massima onoreficenza per uno stregone, diviene "una fiamma radiante", benché ancora velata, se non in momenti di grande necessità. Libera re Theoden dall'influenza maligna di Saruman (ex capo dell'Ordine degli Istari, asservito alla volontà di Sauron) e tenta di convincerlo a muovere guerra contro le forze di Isengard. Di fronte alla titubanza di Theoden, che preferisce condurre il suo popolo al Fosso di Helm, decide di partire per richiamare Eomer (nipote del re) e il suo esercito di Rohirrim, banditi dallo stesso Theoden su consiglio del perfido Grima Vermilinguo, segretamente alleato con Saruman. Dopo 3 giorni, torna al Fosso di Helm con i rinforzi e contribuisce alla sconfitta dell'esercito dell'ex stregone bianco. Nella guerra finale contro Sauron, guida la difesa di Minas Tirith, assediata dagli orchi del Signore Oscuro, impedendo la presa della città e la conseguente sconfitta di Gondor. La spada elfica di Gandalf, chiamata Glamdring, viene trovata dal Mago durante un viaggio con Bilbo nella caverna degli Uomini Neri. Forgiata durante la Prima Era, Glamdring è appartenuta a Turgon, re di Gondolin, che l'ha usata per combattere orde di orchi. Dopo la sconfitta di Gondolin viene presa dagli orchi e portata come bottino di guerra nelle terre dell’Est. ![]() Figlio di Bungo Baggins e Belladonna Tuc, nasce durante la Terza Era della Terra di Mezzo.
Durante il viaggio alla conquista di Erebor, insieme a Gandalf, cade nella grotta di Gollum e trova l’Anello. Tornato a Hobbitville, conserva gelosamente e in segreto il prezioso oggetto, grazie al quale acquisisce un'incredibile longevità. Quando Frodo rimane orfano, Bilbo lo adotta e si fa carico della sua educazione. Nel giorno del suo centoundicesimo annuncia la sua intenzione di abbandonare la Contea per terminare la sua autobiografia, lasciando tutti i suoi averi (anello compreso) a Frodo. Ma il potere corruttore dell’Anello continua ad esercitare un certo influsso sull'hobbit, spingendolo addirittura a minacciare l’amato Frodo pur di riaverlo. Frodo Baggins, figlio di Drogo Baggins e di Primula Brandibuck, cugino/nipote di Bilbo Baggins, è il Portatore dell’Anello. Protagonista dell’epico viaggio che determina le sorti della Terra di Mezzo, dapprima insieme agli altri 8 della Compagnia, poi con il suo fedele amico Sam Gamgee e Gollum/Smeagol.Rischia più volte di soccombere alla volontà malvagia dell’Anello, ma Sam è sempre lì a riportarlo sulla retta via. E quando il suo compagno non può nulla, è il destino a salvare le sorti della Terra di Mezzo. Alla fine del viaggio, infatti, Frodo si rifiuta di gettare l'Anello nel cratere e se lo infila al dito, ormai soggiogato dal suo malefico potere. L'hobbit scompare e la tragedia sembra ormai inevitabile, quando appare Gollum, che aveva seguito Frodo e Sam sin lì. La creatura riesce ad impossessarsi del suo "tesoro" (strappando il dito di Frodo con un morso), ma finisce per perdere l'equilibrio e precipitare nella Voragine del Fuoco. La spada di Frodo, Sting (nella traduzione italiana Pungolo), è un coltello elfico rinvenuto da Bilbo Baggins in una caverna degli Uomini Neri. Ma per un hobbit, vista la differenza di altezza e corporatura, può benissimo assolvere le funzioni di una spada!
Samvise Gamgee, detto Sam, è il giardiniere di casa Baggins, nonché grande amico di Frodo e Bilbo. Instancabile lavoratore, si trova coinvolto suo malgrado nell’avventura di Frodo a causa della sua curiosità e della cieca fedeltà verso il suo amico. Sam “cuor di leone” Gamgee è un bravo hobbit, serio e responsabile, amante della natura e della buona cucina. Nonostante la sua indole pacifica e tranquilla, riesce in più di un'occasione a sfoderare un coraggio inaspettato e salvare la vita del Portatore dell’Anello. I suoi gesti di altruismo sono sin troppi per essere menzionati tutti. Uno in particolare colpisce lo spettatore in un'epoca in cui l'amore per il prossimo sembra caduto nel dimenticatoio. Sulle pendici del Monte Fato, Sam abbraccia Frodo ormai stremato dal peso (fisico e morale) dell'Anello e lo prende sulle sue spalle esclamando: "se non posso portare il vostro fardello, posso portare voi". EROICO! Arriva dunque fino in fondo insieme al suo padrone, infondendogli costantemente coraggio e rincuorandolo nei momenti di maggiore difficoltà. E' sicuramente il personaggio più positivo della Trilogia, simbolo di genuina forza e affettuosa abnegazione. Indimenticabile.
Meriadoc Brandibuck, detto Merry, è amico di lunga data di Frodo. Ama l’erba pipa, gli scherzi e le burle, ma è molto maturo per essere un hobbit della sua età. In fuga dai cani del vecchio Maggot, che stanno rincorrendo lui e Pipino per aver rubato ortaggi di vario genere, incontra per caso Frodo e Sam in viaggio verso Gran Burrone e decide di andare con loro. Dopo la partenza dalla Casa di Elrond, è protagonista di una serie di strepitose gesta. Degna di nota la battaglia dei Campi del Pelennor, dove Merry combatte valorosamente a fianco di Eowyn, nipote del re di Rohan.
Regina del reame di Lothlorien, viene anche chiamata “la Dama del Bosco”. E’ la sposa di Celeborn, col quale vive a Caras Galadhon. E' uno dei primi elfi che attraversano il Mare per recarsi nella Terra di Mezzo. Al dito porta Nenya, uno dei Tre Anelli donati ai re degli Elfi, il quale le conferisce grandi poteri, come, per esempio, leggere nei cuori degli uomini. Famoso è anche “lo Specchio di Galadriel”, grazie al quale la Dama può mostrare il passato, il presente e il probabile futuro a chi lo guarda.
Diciassettesimo Re di Rohan, Theoden è un sovrano forte e saggio. Viene soggiogato dal potere di Saruman, che avvelena la sua mente per mezzo del Consigliere Grima Vermilinguo. I falsi consigli di Saruman, mascherati da parole di saggezza, rendono il re incapace di reagire agli avvenimenti che accadono nel suo regno, minandolo sia nel fisico che nella mente. La venuta di Gandalf a Meduseld spezza l’incantesimo e il re ritrova la sua antica forza impugnando nuovamente la sua spada.
13 mei IL MONDO STA CAMBIANDO!!!"I amar prestararen."
"Han mathon ne men."
"Ha mathon ne chae."
"A han mostron ne wilith."
Molto di ciò che era si è perduto...
...perchè ora nn vive nessuno che lo ricorda. LA STORIA DEL'ANELLO"L'anno 3434 della Seconda Era"
"Qui segue il racconto di Isildur Ré di Gondor,..."
"...e della scoperta dell'Anello del potere."
"E giunto a me."
"L'unico Anello d'ora in poi apparterrà al mio regno".
"tutti i miei discendenti saranno Legati al suo destino..."
..."perchè non voglio rischiare che l'anello subisca danni".
"Mi è caro..."
"...benchè lo stia acquistando con grandi sofferenze."
"Le incisioni sulla fascia comiciono a sbiadire."
"La scritta,che in principio era chiara,è sparita del tutto."
"Un segreto che ora solo il fuoco può raccontare." 10 januari COSE LA MORTE?La morte è soltanto un'altra via.
dovremo prenderla tutti.
la grande cortina di pioggia di questo mondo
Si apre..
è tutto si trasforma in vetro argentato.
E poi lo vedi.
Bianche sponde..
..e,al di la di queste..
..un verde paesaggio..
..sotto una lesta aurora..
22 oktober Cronologia di ArdaEventi fuori dal tempo (prima della creazione dell'Universo)
Anni dei ValarPrima della creazione del Sole le date sono computate secondo gli Anni dei Valar e non tutte possono essere fissate con precisione. Le date fornite sono tratte dagli Annali di Aman a meno che non sia specificato diversamente. Per convertire gli Anni dei Valar in anni solari, vedi la voce relativa.
Anni delle Lampade
Anni degli AlberiInizia un nuovo computo del tempo: 3501° Anno dei Valar = 1° Anno degli Alberi.
Prima Era
11 oktober continuoSeconda Era
La Seconda Era durò 3441 anni. Le date sono tratte dall'Appendice B de Il Signore degli Anelli (Il Calcolo degli Anni) e da Il lignaggio di Elros: Re di Númenor, pubblicato nei Racconti incompiuti.
Terza EraLa Terza Era durò 3021 anni. Le date sono tratte dalle appendici A, B e C de Il Signore degli Anelli (Annali dei Re e Governatori, Il Calcolo degli Anni e Alberi genealogici). L'anno 1601 della Terza Era, in cui la Contea fu fondata, è l'anno 1 del Calendario della Contea. Quindi, gli anni della Terza Era possono essere convertiti nel loro equivalente della Contea sottraendo 1600 anni.
14 september continuo
Quarta EraLa durata della Quarta Era non è conosciuta. Le date sono tratte dall'appendice B de Il Signore degli Anelli (Il Calcolo degli Anni), a meno che non sia indicato diversamente. Per evitare le ambiguità dovute all'adozione del Nuovo Computo a Gondor (secondo cui la Quarta Era iniziò circa nove mesi prima rispetto alla Contea), le date vengono fornite secondo il Calendario della Contea.
12 september MA CHE SCRIVO...........BORAGAZZI SN DAVANTI AL PC IN QUESTA ORA BUGLIA E NN SO CHE SCRIVE
TUTTO CIO CHE A UN INZIO A ANCHE UNA FINE
COME IL TEMPO QUI DOVE STO NEL MIO PAESE
PIOVE
E PENSO COSA NE SARA DI ME FRA 95 ANNI
DI VITA MA X IL MOMENTO LASCIO STARE
ORA VADO VIA IN QUESTA ORA E BUGLIA
CIAOOOOO.......! COMMENTATE "GRAZIE" |
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