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    16 maart

    Re Stregone di Angmar

    Le sue origini
     

    Nella Seconda Era della Terra di Mezzo, il Maia Sauron, divenuto il secondo Oscuro Signore, escogitò un inganno per sottomettere gli Elfi: insegnò loro come forgiare grandi Anelli del Potere in cui far fluire la volontà di risanare (ma era un tranello) le ferite della loro amata Terra di Mezzo. Essi, sotto la sua guida, ne crearono molti; ma infine, quando Sauron forgiò per se stesso un Unico Anello con cui sottomettere gli altri Portatori, essi nascosero gli artefatti. Sauron dunque scatenò una guerra, ed infine sottrasse agli Elfi molti anelli, che ridistribuì fra varie razze, con l'intento di sottometterle: Sette ne donò ai Nani, e Nove agli Uomini.

    Ma i Nani non erano facili da sottomettere, e caddero solo superficialmente sotto l'influsso dei gioielli; invece gli Uomini, più semplici da corrompere, cominciarono ad utilizzare largamente gli Anelli, divenendo con il tempo degli Spettri, denominati Nazgûl. Il più potente di essi era probabilmente un signore Númenoreano che serviva Sauron da tempo; egli possedeva grandi poteri ed era un negromante, e in vita fu famoso. Ma quando cadde vittima del suo anello, divenne solo un servo, uno schiavo incatenato alla volontà di Sauron; eppure i suoi poteri aumentarono grandemente, ed egli ottenne una sorta d'immortalità. Il suo nome non si conosce: alcuni fans e studiosi di Tolkien lo identificano con Isilmo, fratello della Regina di Numenor Tar-Telperiën, e padre del Re Tar-Minastir, ma ciò appare privo di fondamento.

    La sua prima apparizione fu nel 2251 della Seconda Era. Poi Sauron fu deportato a Númenor ed egli attese il suo ritorno; dopo la caduta dei Númenoreani, l'Oscuro Sire tornò nella Terra di Mezzo dove, assieme al Re Stregone e agli altri Nazgûl, scatenò la guerra contro gli Esuli e gli Elfi.

    Tuttavia Sauron perse quella guerra, ed il Re Stregone scomparve fra le ombre, attendendo pazientemente il momento della riscossa di Mordor.

     Il Regno di Angmar

    Allorché Sauron tornò a costituire il proprio potere e a cercare l'Unico Anello perduto, anche il Re Stregone, nel 1300 della Terza Era, fece ritorno con i suoi otto simili, e si recò nell'abbandonato Reame di Angmar, un tempo dimora di grandi stregoni. In quelle terre forgiò il suo nuovo regno, sottomettendo Orchi, Uomini di Carn Dûm e ogni sorta di spettri e spiriti malvagi. Il suo dovere era quello di annientare il Reame di Arnor, diviso ora in tre parti avversarie. Tale divisione facilitò enormemente il suo lavoro.

    Nel 1409 il Re Stregone invase Cardolan e circondò Colle Vento, ma la sua vittoria fu incompleta: riuscì sì a bruciare la grande torre di Amon Sûl ma non s'impadronì del palantír, portato in salvo a Fornost.

    Infine accadde l'inevitabile, essendo Arnor divisa e il Re Stregone troppo potente: le truppe di Angmar sferrarono un massiccio attacco ad Arthedain, l'ultima provincia rimasta del Regno del Nord, nel 1974 e conquistarono Fornost. I palantíri vennero dispersi in mare.

    Ma infine Gondor intervenne; una flotta di gondoriani, comandata da Re Eärnur, affrontò l'esercito di Angmar nella battaglia di Fornost, mandandolo allo sbaraglio; si dice che quando tutto fu perduto apparve il Re Stregone in persona, su di un cavallo nero, e tutti fuggirono innanzi a lui; Eärnur avrebbe resistito, ma il suo destriero lo trascinò via. Intervenne però il sire elfico Glorfindel, troppo potente persino per il Re Stregone, che fuggì, scomparendo nel Nord. Vedendo l'intenzione del re di inseguire lo spettro, Glorfindel pronunciò queste parole:

    « Non l'inseguire! Non tornerà nella sua terra. Lontano ancora è il suo destino, ed egli non cadrà per mano di un uomo. »

     La Guerra dell'Anello

    Fuggito infine dal suo Reame, il Re Stregone tornò a Minas Morgul dove, assieme ai suoi otto servi, preparò la grande guerra del suo Signore, radunando Orchi, Troll e legioni dell'Harad. Si vendicò anche di Eärnur: lo sfidò infatti a duello, ma Mardil persuase il Re a non accettare; ma alla seconda sfida, nel 2050, Eärnur accettò, si recò con una scorta a Minas Morgul e scomparve nelle ombre; probabilmente fu torturato a morte. Mardil divenne il primo Sovrintendente Regnante. Passò molto tempo, tempo in cui il Re Stregone attese la guerra di Sauron; e quando a Mordor si venne a sapere che un Mezzuomo possedeva l'Unico Anello di Sauron, egli prese la forma di un Nero Cavaliere e con gli altri Nazgûl partì per il settentrione.

    Giunti nella Contea nel settembre 3018, il Signore dei Nazgûl diede la caccia all'Hobbit per gran parte dell'Eriador; il culmine si ebbe quando egli ed altri quattro spettri accerchiarono gli Hobbit, condotti dall'Erede d'Isildur, sulla cima di Colle Vento. Egli, con un pugnale Morgul, ferì il Portatore dell'Anello e per poco la missione non fallì. Ma il Mezzuomo cavalcò sul cavallo elfico di Glorfindel sino al guardo del Rombirivo, e qui Elrond scatenò il fiume sommergendo il Re Stregone ed i suoi Spettri; essi furono privati temporaneamente della forma corporale.

    A seguito di quella sconfitta il Signore dei Nazgûl tornò a Mordor dove riprese di nuovo la sua forma ed una bestia alata da cavalcare per guidare le truppe dell'Oscuro Sire; tuttavia i suoi Nazgûl proseguirono incessantemente le ricerche.

    Nel libro Le due torri il Re Stregone appare solo nel capitolo Le scale di Cirith Ungol, allorché Frodo e Sam lo vedono lasciare la città di Morgul per recarsi alla guerra; torna poi ne Il ritorno del Re. Qui scatena la guerra a lungo preparata; indossa una corona di ferro e, su di un destriero nero, conduce dapprima l'attacco ad Osgiliath, facendo fuggire terrorizzati i difensori di Gondor, e poi l'assedio di Minas Tirith, in cui, con un terribile e misterioso maleficio, scardina il Cancello della Città Bianca. Qui entra, ma si ritrova innanzi a Gandalf, lo Stregone Bianco, in groppa ad Ombromanto:

    « Vecchio pazzo! Non riconosci la Morte quando la vedi? »

    Tuttavia non affronta questo nemico, poiché in quel momento i Rohirrim comandati da Théoden giungono in soccorso di Minas Tirith. Il Re Stregone abbandona il duello, sale sulla sua bestia alata e cala su Re Théoden, ferendo il suo destriero, Nevecrino, con un dardo venefico. Il Re cade sotto il cavallo, ed il Signore dei Nazgûl s'appresta ad ucciderlo, portando con sé l'ombra che stava diradandosi; però interviene Éowyn, nipote del Re, che, nonostante il terrore, decapita la bestia alata. Allora il Signore dei Nazgûl la assale, armato di una grande mazza; con essa rompe lo scudo, e conseguentemente il braccio che lo reggeva, della fanciulla: tuttavia non riesce a darle il colpo di grazia poiché a tergo viene ferito da Meriadoc Brandibuck, un Mezzuomo, armato di una lama fabbricata secoli addietro dai fabbri di Arnor per combattere i servi di Angmar. Con le ultime forze Éowyn affonda la propria lama "fra la corona e il manto", così da adempire l'antica profezia di Glorfindel riuscendo a scacciarlo dal mondo dei vivi.

    « [...]Un urlo si levò nell'aria vibrante, spegnendosi con una nota acuta, un lacerante lamento che scomparve con il vento, una voce senza corpo che si estinse e fu inghiottita e non si udì mai più in quell'era del mondo. »

    In tal modo, nel 15 marzo 3019 cadde il più potente capitano di Sauron; la voce della sua caduta giunse anche a Frodo Baggins e Samvise Gamgee, mentre si trovavano a Mordor, per bocca di un Nazgûl alato che con un grido disperato recò la notizia alla Torre Oscura.

     Adattamenti

    Il Re Stregone appare in tutti gli adattamenti de Il Signore degli Anelli, cinematografiche, radiofoniche o teatrali.

    Nel film di Peter Jackson è interpretato da Lawrence Makoare e doppiato da Andy Serkis. Le sue azioni e quelle degli altri Spettri dell'Anello differiscono da quelle narrate nel libro.

    Ne La Compagnia dell'Anello attaccano la Taverna del Puledro Impennato di Brea, mentre nel libro sono i loro complici locali a fare l'incursione.

    Ingaggiano anche un lungo duello con Aragorn a Colle Vento, durante il quale alcuni Spettri prendono fuoco, mentre nel libro Aragorn li costringe ad allontanarsi con una torcia infuocata.

    Infine al guado i Nove Spettri fronteggiano Frodo e Arwen e sono spazzati via da un'onda provocata da quest'ultima, mentre nel libro il ruolo di Arwen è svolto da Glorfindel.

    Ne Le due Torri il Re Stregone appare su un destriero nero mentre conduce il suo esercito da Minas Morgul a Minas Tirith. Non avverte la presenza dell'Anello come nel libro ma è riconosciuto da Frodo.

    Durante l'assedio di Minas Tirith il Re Stregone provoca il caos con la sua bestia alata tra i difensori, mentre nel libro arriverà al cancello dopo che questo sarà stato distrutto dall'ariete Grond. Nel film i primi nemici a entrare in città sono gli orchi dalle torri d'assedio e i Trolls dal cancello.

    Mentre Gandalf sta scendendo dai livelli più alti della Cittadella è inavvertitamente attaccato dal Re Stregone che riesce a frantumare il suo bastone. Lo scontro è però interrotto dall'arrivo dei Rohirrim.

    Ne Il ritorno del Re durante la Battaglia dei Campi del Pelennor è armato con una spada ed un enorme mazzafrusto (non di una mazza come nel libro). Col mazzafrusto colpisce più volte Éowyn fino a frantumarle lo scudo.

     

     
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