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THE LORD OF THE RINGS

Un anello per domarli, un anello per trovarli, un anello per ghermirli e nel buio incatenarli

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La 4 Era

< DIValign=center> 
Moria  
全 22 枚中 1 枚目
3月16日

Re Stregone di Angmar

Le sue origini
 

Nella Seconda Era della Terra di Mezzo, il Maia Sauron, divenuto il secondo Oscuro Signore, escogitò un inganno per sottomettere gli Elfi: insegnò loro come forgiare grandi Anelli del Potere in cui far fluire la volontà di risanare (ma era un tranello) le ferite della loro amata Terra di Mezzo. Essi, sotto la sua guida, ne crearono molti; ma infine, quando Sauron forgiò per se stesso un Unico Anello con cui sottomettere gli altri Portatori, essi nascosero gli artefatti. Sauron dunque scatenò una guerra, ed infine sottrasse agli Elfi molti anelli, che ridistribuì fra varie razze, con l'intento di sottometterle: Sette ne donò ai Nani, e Nove agli Uomini.

Ma i Nani non erano facili da sottomettere, e caddero solo superficialmente sotto l'influsso dei gioielli; invece gli Uomini, più semplici da corrompere, cominciarono ad utilizzare largamente gli Anelli, divenendo con il tempo degli Spettri, denominati Nazgûl. Il più potente di essi era probabilmente un signore Númenoreano che serviva Sauron da tempo; egli possedeva grandi poteri ed era un negromante, e in vita fu famoso. Ma quando cadde vittima del suo anello, divenne solo un servo, uno schiavo incatenato alla volontà di Sauron; eppure i suoi poteri aumentarono grandemente, ed egli ottenne una sorta d'immortalità. Il suo nome non si conosce: alcuni fans e studiosi di Tolkien lo identificano con Isilmo, fratello della Regina di Numenor Tar-Telperiën, e padre del Re Tar-Minastir, ma ciò appare privo di fondamento.

La sua prima apparizione fu nel 2251 della Seconda Era. Poi Sauron fu deportato a Númenor ed egli attese il suo ritorno; dopo la caduta dei Númenoreani, l'Oscuro Sire tornò nella Terra di Mezzo dove, assieme al Re Stregone e agli altri Nazgûl, scatenò la guerra contro gli Esuli e gli Elfi.

Tuttavia Sauron perse quella guerra, ed il Re Stregone scomparve fra le ombre, attendendo pazientemente il momento della riscossa di Mordor.

 Il Regno di Angmar

Allorché Sauron tornò a costituire il proprio potere e a cercare l'Unico Anello perduto, anche il Re Stregone, nel 1300 della Terza Era, fece ritorno con i suoi otto simili, e si recò nell'abbandonato Reame di Angmar, un tempo dimora di grandi stregoni. In quelle terre forgiò il suo nuovo regno, sottomettendo Orchi, Uomini di Carn Dûm e ogni sorta di spettri e spiriti malvagi. Il suo dovere era quello di annientare il Reame di Arnor, diviso ora in tre parti avversarie. Tale divisione facilitò enormemente il suo lavoro.

Nel 1409 il Re Stregone invase Cardolan e circondò Colle Vento, ma la sua vittoria fu incompleta: riuscì sì a bruciare la grande torre di Amon Sûl ma non s'impadronì del palantír, portato in salvo a Fornost.

Infine accadde l'inevitabile, essendo Arnor divisa e il Re Stregone troppo potente: le truppe di Angmar sferrarono un massiccio attacco ad Arthedain, l'ultima provincia rimasta del Regno del Nord, nel 1974 e conquistarono Fornost. I palantíri vennero dispersi in mare.

Ma infine Gondor intervenne; una flotta di gondoriani, comandata da Re Eärnur, affrontò l'esercito di Angmar nella battaglia di Fornost, mandandolo allo sbaraglio; si dice che quando tutto fu perduto apparve il Re Stregone in persona, su di un cavallo nero, e tutti fuggirono innanzi a lui; Eärnur avrebbe resistito, ma il suo destriero lo trascinò via. Intervenne però il sire elfico Glorfindel, troppo potente persino per il Re Stregone, che fuggì, scomparendo nel Nord. Vedendo l'intenzione del re di inseguire lo spettro, Glorfindel pronunciò queste parole:

« Non l'inseguire! Non tornerà nella sua terra. Lontano ancora è il suo destino, ed egli non cadrà per mano di un uomo. »

 La Guerra dell'Anello

Fuggito infine dal suo Reame, il Re Stregone tornò a Minas Morgul dove, assieme ai suoi otto servi, preparò la grande guerra del suo Signore, radunando Orchi, Troll e legioni dell'Harad. Si vendicò anche di Eärnur: lo sfidò infatti a duello, ma Mardil persuase il Re a non accettare; ma alla seconda sfida, nel 2050, Eärnur accettò, si recò con una scorta a Minas Morgul e scomparve nelle ombre; probabilmente fu torturato a morte. Mardil divenne il primo Sovrintendente Regnante. Passò molto tempo, tempo in cui il Re Stregone attese la guerra di Sauron; e quando a Mordor si venne a sapere che un Mezzuomo possedeva l'Unico Anello di Sauron, egli prese la forma di un Nero Cavaliere e con gli altri Nazgûl partì per il settentrione.

Giunti nella Contea nel settembre 3018, il Signore dei Nazgûl diede la caccia all'Hobbit per gran parte dell'Eriador; il culmine si ebbe quando egli ed altri quattro spettri accerchiarono gli Hobbit, condotti dall'Erede d'Isildur, sulla cima di Colle Vento. Egli, con un pugnale Morgul, ferì il Portatore dell'Anello e per poco la missione non fallì. Ma il Mezzuomo cavalcò sul cavallo elfico di Glorfindel sino al guardo del Rombirivo, e qui Elrond scatenò il fiume sommergendo il Re Stregone ed i suoi Spettri; essi furono privati temporaneamente della forma corporale.

A seguito di quella sconfitta il Signore dei Nazgûl tornò a Mordor dove riprese di nuovo la sua forma ed una bestia alata da cavalcare per guidare le truppe dell'Oscuro Sire; tuttavia i suoi Nazgûl proseguirono incessantemente le ricerche.

Nel libro Le due torri il Re Stregone appare solo nel capitolo Le scale di Cirith Ungol, allorché Frodo e Sam lo vedono lasciare la città di Morgul per recarsi alla guerra; torna poi ne Il ritorno del Re. Qui scatena la guerra a lungo preparata; indossa una corona di ferro e, su di un destriero nero, conduce dapprima l'attacco ad Osgiliath, facendo fuggire terrorizzati i difensori di Gondor, e poi l'assedio di Minas Tirith, in cui, con un terribile e misterioso maleficio, scardina il Cancello della Città Bianca. Qui entra, ma si ritrova innanzi a Gandalf, lo Stregone Bianco, in groppa ad Ombromanto:

« Vecchio pazzo! Non riconosci la Morte quando la vedi? »

Tuttavia non affronta questo nemico, poiché in quel momento i Rohirrim comandati da Théoden giungono in soccorso di Minas Tirith. Il Re Stregone abbandona il duello, sale sulla sua bestia alata e cala su Re Théoden, ferendo il suo destriero, Nevecrino, con un dardo venefico. Il Re cade sotto il cavallo, ed il Signore dei Nazgûl s'appresta ad ucciderlo, portando con sé l'ombra che stava diradandosi; però interviene Éowyn, nipote del Re, che, nonostante il terrore, decapita la bestia alata. Allora il Signore dei Nazgûl la assale, armato di una grande mazza; con essa rompe lo scudo, e conseguentemente il braccio che lo reggeva, della fanciulla: tuttavia non riesce a darle il colpo di grazia poiché a tergo viene ferito da Meriadoc Brandibuck, un Mezzuomo, armato di una lama fabbricata secoli addietro dai fabbri di Arnor per combattere i servi di Angmar. Con le ultime forze Éowyn affonda la propria lama "fra la corona e il manto", così da adempire l'antica profezia di Glorfindel riuscendo a scacciarlo dal mondo dei vivi.

« [...]Un urlo si levò nell'aria vibrante, spegnendosi con una nota acuta, un lacerante lamento che scomparve con il vento, una voce senza corpo che si estinse e fu inghiottita e non si udì mai più in quell'era del mondo. »

In tal modo, nel 15 marzo 3019 cadde il più potente capitano di Sauron; la voce della sua caduta giunse anche a Frodo Baggins e Samvise Gamgee, mentre si trovavano a Mordor, per bocca di un Nazgûl alato che con un grido disperato recò la notizia alla Torre Oscura.

 Adattamenti

Il Re Stregone appare in tutti gli adattamenti de Il Signore degli Anelli, cinematografiche, radiofoniche o teatrali.

Nel film di Peter Jackson è interpretato da Lawrence Makoare e doppiato da Andy Serkis. Le sue azioni e quelle degli altri Spettri dell'Anello differiscono da quelle narrate nel libro.

Ne La Compagnia dell'Anello attaccano la Taverna del Puledro Impennato di Brea, mentre nel libro sono i loro complici locali a fare l'incursione.

Ingaggiano anche un lungo duello con Aragorn a Colle Vento, durante il quale alcuni Spettri prendono fuoco, mentre nel libro Aragorn li costringe ad allontanarsi con una torcia infuocata.

Infine al guado i Nove Spettri fronteggiano Frodo e Arwen e sono spazzati via da un'onda provocata da quest'ultima, mentre nel libro il ruolo di Arwen è svolto da Glorfindel.

Ne Le due Torri il Re Stregone appare su un destriero nero mentre conduce il suo esercito da Minas Morgul a Minas Tirith. Non avverte la presenza dell'Anello come nel libro ma è riconosciuto da Frodo.

Durante l'assedio di Minas Tirith il Re Stregone provoca il caos con la sua bestia alata tra i difensori, mentre nel libro arriverà al cancello dopo che questo sarà stato distrutto dall'ariete Grond. Nel film i primi nemici a entrare in città sono gli orchi dalle torri d'assedio e i Trolls dal cancello.

Mentre Gandalf sta scendendo dai livelli più alti della Cittadella è inavvertitamente attaccato dal Re Stregone che riesce a frantumare il suo bastone. Lo scontro è però interrotto dall'arrivo dei Rohirrim.

Ne Il ritorno del Re durante la Battaglia dei Campi del Pelennor è armato con una spada ed un enorme mazzafrusto (non di una mazza come nel libro). Col mazzafrusto colpisce più volte Éowyn fino a frantumarle lo scudo.

 

5月25日

La lingua dei Nani: il nanesco o khuzdul

Rimasto invariato dalla sua ideazione, era protetto gelosamente dai Nani, tanto che sembra che nessuno che non fosse un nano potesse parlarlo. I nani tendevano ad utilizzare altre lingue nei rapporti con le altre genti, e ad usare il nanesco solo ed esclusivamente tra di loro. Per un nano, il proprio nome originale in nanesco era uno dei segreti più preziosi e meglio custoditi.

Il Khuzdul è una lingua artificiale creata da J.R.R. Tolkien ed utilizzata nei suoi romanzi fantasy dalla popolazione immaginaria dei Nani, una delle tante stirpi di Arda e della Terra di Mezzo.

Di questa lingua si sa poco, data la sua marginale importanza negli scritti di Tolkien. Sembra però che sia basato su radici triconsonantiche, come le lingue semitiche.

Per la trilogia cinematografica de il Signore degli Anelli, Peter Jackson ha ingaggiato il linguista David Salo per ricostruire quel poco di Khuzdul ricavabile dai racconti di Tolkien, ampliandolo in maniera tale da poterlo usare nei film. Questa lingua di solito viene chiamata neo-Khuzdul dai tolkeniani.

                                                                                     Glossario (khuzdul e neo-khuzdul)

  • aglâb “Lingua parlata”
  • ai-mênu “su di te”, composto da «aya» e «mênu»
  • aya “su, sopra”
  • Azaghâl signore dei Nani di Belegost
  • Azanûl forma probabilmente rimpiazzata di Azanulbizar
  • Azanulbizar “Valle dei Rivi Tenebrosi”, si vedano gli elementi «ZN», «ul» e «bizar»
  • baraz “rosso”, in Barazimbar; o in Baraz stesso, nome abbreviato di Barazimbar
  • Barazinbar “Cornorosso”, un monte di Moria. Sindarin «Caradhras». Si vedano «baraz» e «inbar» baruk “asce, scuri”, plur.
  • Baruk Khazâd! “(Per) le Asce dei Nani!”, un grido di guerra bizar “valle” in Azanulbizâr
  • BND radice triconsonantica vista in «bund» “testa”
  • BRZ radice triconsonantica vista in «baraz», “rosso” o “vermiglio”
  • bund “testa” in Bundushathûr e fors’anche in Sharbhund
  • Bundushathûr “Vettanubi”, uno dei monti di Moria. Sindarin «Fanuidhol», con lo stesso significato. È composta dagli elementi «bund(u)» e «shatûr»
  • Buzundush “Morthond, Cepponero”
  • Carn Dûm non è certa l’appartenenza al linguaggio nanesco, ma la presenza di «dûm» farebbe presupporre il contrario
  • dûm “scavi, aule, abitazioni”, un plurale o collettivo in Khazad-dûm e probabilmente anche in Carn Dûm. Una sua possibile forma del genitivo appare in Khazaddûmu
  • FELEK “roccia intagliata”, una radice felak 1) uno strumento come uno scalpello a lama larga, od una lama d’ascia senza manico per tagliare la pietra; 2) usare tale strumento. Vi sarebbe da proporre «felak» anche come “scavatore” (un nome arcaico) basato su quanto segue
  • felakgundu “scavatore di cave” (preso in prestito dal Sindarin come Felagund, un nome di Finrod) Fundinul “(figlio) di Fundin”, Fundin è apparentemente un vocabolo del linguaggio degli uomini, ma la terminazione lascia trasparire un genitivo Nanesco
  • gabil “grande”, isolate da Gabilgathol e Gabilan Gabilân, un nome del fiume Gelion. Include apparentemente la forma «gabil», “grande”
  • Gabilgathol “grande fortezza”, Sindarin Belegost Gamil Zirak il Vecchio, nome di un fabbro Nano, maestro di Telchar di Nogrod. Gamil è simile all’Antico Nordico «gamall», ed all’Antico Inglese «gamol», entrambi significanti “vecchio” gathol “fortezza”, estratto da Gabilgathol
  • Gundabad, in Monte Gundabad. In origine non si identificava in questa lingua, ma solo dopo il suggerimento che davano le parole Nanesche «uzbad» e «-gundu»; si è anche affermato tuttavia che Gundabad non sia in origine un nome Khuzdul (“Nanesco”) gundu “casa, abitazione sotterranea” (dalla radice «GUNUD»). L’elemento «-gund(u)» appare in Felak-gundu, nonché in Gundabad e Nargûn. GUNUD “scavo sotterraneo, tunnel”, registrata come una radice. Cf. il tema «gundu» di sopra
  • Ibun un figlio di Mîm il Nano. Appartenenza non certa
  • iglishmêk, il linguaggio gestuale dei Nani.
  • inbar “corno” (riferito ad un monte quale il Cornorosso) in Barazinbar
  • Kazaddûm, una forma primitiva di Khazad-dûm
  • KBL radice triconsonantica rintracciabile in «kibil» “argento”, in Kibil-nâla, e forse collegata al Quenya «telpe-» Khazâd “Nani”, il nome con il quale si identificavano
  • Khazâd ai-mênu! “I Nani sono su di te!”(lett.), con gli elementi «aya» e «mênu»
  • Khazad-dûm “Casa dei Khazad, Nanosterro”, riferito a Moria. In origine pronunciato Khazaddûm ed identificato con la “Miniera dei Nani” di Nogrod. La forma Khazaddûmu, che apparve sulla Tomba di Balin, sembra essere il suo genitivo: “di Khazad-dûm”
  • kheled “vetro” in Kheled-zâram “Mirolago” (dove “Mirolago” è la traduzione italiana per “Mirrormere”, che ha in sé il valore di “specchio”). Il termine è attestato come Khûzdul e si pensa sia stato preso in prestito al Sindarin «heledh»
  • Kheled-zâram “Mirolago, lago di vetro”, scritto anche Kheledzâram, e tradotto “vitrea pozza”
  • Khîm, un figlio di Mîm
  • Khûzdul “Nanesco, la lingua dei Nani”, pronunciato anche Khuzdul
  • Khuzûd “Nani”, il termine con il quale si identificavano, rimpiazzato da Khazâd kibil “argento”, con la radice triconsonantica «KBL»
  • Kibil-nâla “Argentaroggia”, il fiume Celebrant, composto da «kibil» e «nâla»
  • Mahal “Aule” il nome Nanesco del Valar. (S:44, 339). Si crede che possa significare “fabbro”, ma nessuna ipotesi avvalora le tesi
  • Mazarbul “(dei-?-) Registri”. Il finale in «-ul» lascerebbe presupporre un genitivo
  • MBR radice triconsonantica vista in «inbar», “corno”
  • mênu “voi” inteso come un accusativo plurale
  • Mîm il Nano
  • -nad elemento che compare in Zigilnad, un altro nome del fiume Celebrant, “Argentaroggia”
  • nâla “sentiero, corso, o letto (del fiume)”, in Kibil-nâla
  • Narag-zâram “Pozza Nera -?-” con la radice «NRG»
  • Nargûn “Mordor”; con la radice «NRG», “nero”
  • NRG “nero” radice triconsonantica vista in Narag-zâram e Nargûn. Avrebbe anche una forma indipendente, «*narag»
  • Nulukkhizdîn “Nargothrond”, o Nulukkizdîn. Rimpiazzò la primitive forma Nulukkhizdun.
  • Rukhs “Orco”, plurale Rakhâs
  • Sharbhund “Monte Calvo -?-”, probabile nome nanesco per Amon Rudh. Il primo elemento sembra simile alla forma nella lingua degli Orchi, o in quella del Linguaggio Nero, «sharkû», dall’epiteto Sharkey, un nome di Saruman che significherebbe “vecchio uomo”. Se il Nanesco e la lingua degli Orchi sono in relazione, «shar-» sarebbe “Calvo", epiteto che calza ad un vecchio uomo. Il secondo elemento è simile a «bund(u)», “testa”, metafora commune per “monte, collina” come nel Quenya «nóla», e nel Sindarin «dôl»; («NDOL-»).
  • shathûr “nuvola/e”, elemento basilare incerto se singolare o plurale. Shathûr è anche il nome abbreviato di Bundushathur “Vettanubi”, uno dei monti di Moria
  • ShThR “nuvola/e”una radice triconsonantica rintracciabile in shathûr, Bundushathûr
  • sigin “lungo” in Sigin-tarag
  • Sigin-tarag “Lunga-barba” one una delle Sette Case dei Nani
  • tarag “barba/e” in Sigin-tarag Tharkûn, nome di Gandalf per I Nani , col significato di “Maestro”. Affibbiabile al Sindarin e forse dovrebbe non essere in questa lista
  • Tumunzahar “Nogrod”, una città dei Nani ai piedi dei Monti Azzurri. Presenta gli elementi «tumun», “cavo” (simile al Quenya «tumbu» “cavo, scavato”) e «zahar» “ (forma nominale).
  • -u “in/di” in Bund-u-shathûr “Vetta(fra-le)nubi”. Probabilmente genitivo
  • Udushinbar nome primitivo di Bundushathûr
  • ûl “rivi, ruscelli” in Azanulbizar
  • -ul un probabile suffisso aggettivale, nei termini Khûzdul, “Nanesco”, Fundinul, “figlio di Fundin”, ed in Mazarbul.
  • Uruktharbun “Moria-?-”, attestato come Khûzdul. (RS:458, 465). Sembra essere stato rimpiazzato da Khazad-dûm, anche se pare contenga l’elemento “orco”, potrebbe essere un nome di una località dominate da un gruppo ostile
  • uzbad “signore”, affibbiato ai Re di Moria
  • zâram “vetro” (in Narag-zâram e Kheled-zaram) o “lago” secondo altri pareri. Tali due significati non sembrano essere in conflitto, dato che una pozza d’acqua in una caverna sotterranea ha notevoli proprietà riflessive e diventa senza problemi una popolare metafora di “vetro”.
  • ZGL, radice triconsonantica vista in «zigil», “cuspide” (ma si noti Zigilnad)
  • zigil “cuspide (più piccolo e sottile di un comune corno)” in Zirak-zigil “Argentacuspide”
  • Zigilnad, un primitivo o alternativo termine per Kibil-nala, il Celebrant, o Argentaroggia, dove «zigil» pare significhi “argento”
  • zirak “argento” in Zirak-zigil, “Argentacuspide”. (Ne Il Signore degli Anelli si narra: I Nani serbano un nome per ciò [mithril] che non rivelano." Tuttavia, questo si addice, dato il suo altro significato “grigio” (vedi «ZRK»), ed è probabile che lo fosse. Abbiamo altrimenti due altri termini che abbiano il significato di argento). Zirak è anche il nome breve di Zirak-zigil, reperito nel nome Gamil Zirak
  • Zirakinbar “Corno d’Argento” (vedi «inbar»), rimpiazzato da Zirak-zigil, “Argentacuspide”
  • Zirak-zigil “Argentacuspide”, uno dei monti di Moria (Sindarin Celebdil)
  • ZN “buio, oscuro”, radice biconsonantica vista in Azanulbizar. Ha probabilmente una forma indipendente: «*azan»
  • ZRK “argento, di colore grigio” radice triconsonantica rintracciata in «zirak», Zirak-zigil

La Storia degli Istari (o Stregoni)

Gli Istari (o Stregoni), vennero mandati nella Terra di Mezzo dai Valar, in forma umana, (per tanto soggetti a ferite ed anche alla morte), per aiutare i popoli che vi vivevano dalla minaccia di Sauron. Leggendo il Silmarillion, si apprende che ne vennero mandati cinque: Saruman il Bianco, Gandalf il Grigio, Radagast il Bruno e due Istari Blu. Di questi ultimi si sa solo che arrivano nella Terra di Mezzo e che partono per l'Est, dopodiché se ne perdono le tracce. Quanto a Saruman, venne posto a capo del Bianco Consiglio (costituito da lui stesso, da Gandalf, da Galadriel, da Elrond e dal re di Gondor), e dimora a Orthanc, l'alta torre che si trova a "guardia" della Breccia di Rohan. Saruman si dedica allo studio degli Anelli del Potere, per poi schierarsi al fianco di Sauron nel tentativo di imposessarsi dell'Unico Anello una volta che l'Oscuro Signore ne fosse rientrato in possesso. Gandalf, invece, erra per tutta la Terra di Mezzo, perseguendo i suoi scopi ed aiutando coloro i quali necessitano del suo aiuto, senza però imporre mai la sua volontà, lasciando piuttosto che ognuna faccia le proprie scelte, anche se queste dovessero rivelarsi fatali. Radagast è colui che riesce a comunicare con ogni animale presente sulla Terra di Mezzo, specialmente con gli uccelli, che utilizza come messaggeri e come raccoglitori di notizie. Detto questo, si tenga a mente che gli Istari non sono una razza, bensì degli spiriti incarnati.
4月2日

Il Flagello di Durin

Il Flagello di Durin fu un servo di Morgoth nella Prima Era, e sopravvisse alla sconfitta del suo Signore nella Grande Battaglia, scappando verso le Montagne Nebbiose.

Egli restò nascosto nelle viscere della terra per più di cinquemila anni, senza che nessuno lo disturbasse per tutta la Seconda Era e per parte della Terza Era, finché i minatori di Mithril, comandati dall'allora Re dei Nani Durin VI, lo svegliarono a Khazad-dûm.
Durin stesso fu ucciso dalla terribile creatura, che da allora prese appunto il nome di Flagello di Durin.

Nonostante i Nani avessero tentato di combattere tale mostro, essi erano nettamente più deboli, e numerose furono le vittime del Flagello di Durin, fra cui anche il Re Náin; pare che il Balrog avesse mietuto vittime anche fra gli Elfi Silvani che vivevano nelle vicinanze, che chiamarono da quel momeno Khazad-dûm "Moria", "La trappola Nera".

Per cinquecento anni, Moria rimase nelle mani del Balrog.

Sauron incominciò a muovere la sua macchina da guerra intorno all'anno 2480 della Terza Età: mandò eserciti di Orchetti verso le Montagne Nebbiose, e molti di essi si addentrarono nei Cancelli di Moria. Non si sa se a quei tempi Sauron controllava il Balrog, o se piuttosto era alleato con esso contro il Bene.
Fatto sta che il Flagello di Durin permise la permanenza delle creature di Sauron all'interno di Moria.

La Battaglia di Azanulbizar, che ebbe luogo nel 2799 davanti ai cancelli orientali di Khazad-dûm, segnò la vittoria dei Nani sugli Orchetti. I vincitori, tuttavia, non conquistarono Moria perchè Dain Piediferro, dopo aver ucciso l'orchetto Azog, sentì il terrore del Balrog e si rifiutò di entrare.

Anche Balin, nel 2989, tentò di colonizzare Moria, ma invano. Il Flagello di Durin rimase il malvagio protettore di quei luoghi oscuri.

Nel gennaio del 3019 la Compagnia dell'Anello attraversò Khazad-dûm, e incontrò il Balrog sul ponte di Moria; l'unico in grado di sfidarlo era naturalmente Gandalf, essendo anch'egli un Maiar.
Gandalf ruppe il ponte, e lui ed il Flagello di Durin caddero nel precipizio, per poi finire in un lago sotterraneo, dove le fiamme sul corpo del Balrog si estinsero, indebolendolo notevolmente.

Riconosciuta la sua inferiorità, l'essere malvagio scappò e Gandalf lo inseguì per otto giorni, finché i due raggiunsero il picco del Zirakzigil; a quel punto, le fiamme del Balrog divamparono nuovamente, restituendogli la sua forza originaria.
I due combatterono per due giorni, e Gandalf ebbe la meglio, facendo cadere il suo rivale giù dal picco della montagna.
 
 
 
           La Casa Di Durin
         
 
                                                                                                      Durin
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                                                                                                     Durin VI
                                                                                                          |
                                                                                                      Nain I
                                                                                                          |
                                                                                                    Thrain I
                                                                                                          |
                                                                                                    Thorin I
                                                                                                          |
                                                                                                      Gloin
                                                                                                          |
                                                                                                        Oin
                                                                                                           |
                                                                                                       Nain II
                                                                                                           |
                                    |---------------------------------------------------------------------------------------------|
                                    |                                                                                                                            |
                                 Dain I                                                                                                                  Borin
                                     |                                                                                                                           |
                     |---------------------------|--------------------------|                                                               Farin
                 Thror                             Fror                            Gror                                                                |
                     |                                                                        |                                            |---------------------------------------|
               Thrain II                                                              Nain                                  Fundin                                            Groin
                     |                                                                        |                                            |                                                    |
   |---------------------------------------------|                         Dain II                             |---------------|                              |----------------|
 Thorin II              Frerin                        Dis                          |                                 Balin            Dwalin                    Oin                Gloin
                                                                |                        Thorin III                                                                                                    |
                                                     |-----------------|                 |                                                                                                             |
                                                   Kili                   Filti             |                                                                                                          Gimli
                                                                                           Durin VII                                                                                         L'amico degli Elfi

Animali nella Terra di Mezzo

Anche in questo caso parliamo di una specie animale che nel corso dei vari racconti della Terra-di-Mezzo svolge alcuni ruoli piuttosto importanti; si può addirittura dire che in alcuni casi l’arrivo delle Aquile sia stato decisivo per lo svolgimento dei fatti come li conosciamo oggi.
Tanto per citare un esempio, le Aquile salvarono la compagnia dei Nani, Gandalf e Bilbo in Lo Hobbit, quando essi erano rimasti intrappolati in cima a degli alberi mentre i Lupi e gli Orchi appiccavano fuoco tutt’intorno. Sempre le Aquile prendono parte nel medesimo libro alla Battaglia dei Cinque Eserciti, svolgendo un ruolo più o meno determinante.

Per quanto concerne il ruolo delle Aquile ne Il Signore degli Anelli, il capo di esse aiuta Gandalf a scendere dalla vetta in cui egli è ricomparso dopo essere caduto nelle Miniere di Moria; sempre il capo delle Aquile aiuta Gandalf a scappare dalla Torre di Orthanc; inutile dire, quindi, che senza l’aiuto delle Aquile sicuramente i fatti riguardanti la Guerra dell’Anello non sarebbero andati così come sono effettivamente andati. Per quanto riguarda la descrizione delle Aquile, esse vengono spesso descritte come uccelli enormi, evidentemente molto forti fisicamente (visto che sono in grado di trasportare un uomo sulle loro spalle) e veloci. Le Aquile vivono sulle montagne più alte, dove nessuno può arrivare ai loro nidi, e odiano gli Orchetti e i Lupi, di cui sono acerrimi nemici; sembrano invece essere molto amiche di Gandalf.

 

 
                                 

 

I Draghi non compaiono ne Il Signore degli Anelli, il che è motivato da una questione molto semplice: l’ultimo dei Draghi viene annientato quando la Guerra dell’Anello doveva ancora cominciare. La spedizione che annientò l’ultimo Drago stanziato in Erebor, Smaug, ebbe luogo nel 2941 della Terza Età, e viene descritta meticolosamente in Lo Hobbit. Smaug risiedeva nella Montagna Solitaria da molti anni ormai, e più precisamente dal 2770 della Terza Età, quando questi assaltò Erebor facendone scappare i Nani suoi abitanti, a quel tempo regnati da Thrór che fugge insieme a Thráin II e Thorin II. Smaug però non è l’unico Drago nella storia della Terra-di-Mezzo; il primo Drago di Morgoth si chiamava Glaurung, ed era presente alla Dagor Bragollach, alla Nirnaeth Arnoediad e al Sacco di Nargothrond. Glaurung viene ucciso da Túrin alla Cabed-en-Aras. Un altro Drago molto famoso fu Ancalagon il Nero, che durante la Guerra d'Ira tra i Valar e Morgoth venne ucciso da Eärendil a bordo della sua nave Vingilot, facendolo precipitare sul rifugio di Morgoth e distruggendo così i picchi di Thangorodrim.

Dei Draghi sappiamo relativamente poco, almeno per quanto concerne le loro peculiarità; è certo che i Draghi vivono nel nord della Terra-di-Mezzo, e più specificatamente a nord est, presso i Colli Ferrosi, dove ora vi sono lande desolate e deserte, perché depredate dai Draghi nell’antichità. Essi avevano infatti l’abitudine di bruciare tutto il terreno circostante la loro dimora, senza lasciare intatto un solo albero. I Draghi sono stati protagonisti di molti saccheggi a città e paesi della Terra di Mezzo; l’ultimo saccheggio a opera di un Drago ebbe luogo a Dale, una città abitata dai Nani vicino alla Montagna Solitaria.

Viene spontaneo chiedersi che cosa se ne facessero i Draghi dell’oro e degli oggetti preziosi che rubavano; ebbene, non se ne facevano niente. Essi passavano il loro tempo dormendo su grandi quantità d’oro, difendendolo da chiunque vi si avvicinasse. A questo scopo i Draghi avevano sviluppato in particolare due sensi: l’udito e l’olfatto, senza naturalmente dimenticare la vista.

I Draghi avevano una corporatura protetta da una pelle molto spessa, che li rendeva molto difficili da uccidere. Smaug aveva poi un’armatura di scaglie d’oro, il che ne faceva una creatura pressoché invulnerabile; tuttavia questa armatura aveva un buco sul ventre, il che fu fatale per Smaug, che venne poi ucciso da Bard con una freccia, mentre compiva la sua ultima scorribanda nella città di Esgaroth sul Lago Lungo. E proprio nel Lago lungo finì il corpo morto di Smaug, ultimo Drago della Terra di Mezzo, la cui corazza d’oro si dice essere visibile sul fondale del lago nei giorni particolarmente soleggiati.  

 

 

 

I Lupi

I Lupi fanno parte, insieme a Orchetti, Balrog e Draghi, degli eserciti che Morgoth e poi il suo successore Sauron hanno schierato durante le battaglie. I Lupi sono creature dall’intelligenza molto sviluppata, basti pensare che alcuni di loro possono camminare su due zampe, parlare e utilizzare armi. Quelli che troverete di seguito sono i tre Lupi più famosi della storia della Terra di Mezzo.

Non va dimenticato, tuttavia, che sebbene questi Lupi fossero tutti morti all’epoca della Guerra dell’Anello, molti altri venivano utilizzati dagli Orchetti come cavalcature: con essi i servi di Sauron aprivano squarci negli schieramenti avversari e attaccavano i soldati rimasti isolati.

Caran Carach Il suo nome significa in Sindarin “Dente Rosso”. Caran Carach era un discendente di Draugluin (vedi questo); Egli era a guardia della fortezza di Dol Guldur, la dimora di Sauron in Bosco Atro durante la Terza Età. Questo tremendo lupo veniva nutrito con i corpi dei prigionieri catturati dai Fantasmi dell’Anello; Caran Carach veniva spesso liberato per andare a caccia degli Elfi Silvani di Thranduil che vivevano a nord e dei boscaioli che abitavano a sud di Bosco Atro.

Carcharoth. Questo nome in Sindarin significa “Fauci Rosse”. Carcharoth fu allevato nella Prima Età da Morgoth per uccidere Huan, il nobile Cane di Valinor addestrato per uccidere i Lupi malvagi dell’Oscuro Signore. Carcharoth è il figlio di Draugluin, e fu nutrito con le proprie mani da Morgoth. Egli gli dava vittime ancora vive come pasto, e alla fine Carcharoth divenne il più forte Lupo mai visto su Arda: egli dormiva ai piedi Morgoth, perché era talmente grande a non stare in una tana. Quando Beren e Lúthien andarono a strappare il Silmaril a Sauron, Carcharoth staccò una mano a Beren, proprio quella con la quale egli portava la Pietra di Fëanor. Il grande Lupo era sì fortissimo, ma il suo stomaco non resistette al dolore lancinante provocate dal Silmaril, cosicché Carcharoth corse impazzito per il Doriath, finché Huan, dopo un violento duello, lo uccise, ma rimase a sua volta mortalmente ucciso; il Silmaril però fu infine recuperato dal suo ventre.

Draugluin Questo servo di Sauron era il sire dei Lupi di Angband. Draugluin stava di guardia davanti ai cancelli della dimora di Sauron nella Prima Età, e fu ucciso dal Cane Huan, quando questi accompagnò Lúthien alla fortezza dell’Oscuro Signore per salvare Beren dall’Isola dei Lupi Mannari (Tol-in-Gauroth). Draugluin, davanti al nobile Cane di Valinor, scappò ed andò a morire ai piedi di Sauron, avvisandolo che Huan era arrivato. 

Gli Olifanti 

Gli Olifanti, il cui nome originale sarebbe Mûmakil, sono animali enormi, simili agli elefanti: pelle color grigia, zanne e stazza sopra il normale. Questi animali sono originari del sud, o quantomeno vi risiedono ai tempi della Guerra dell’Anello, in quanto vengono utilizzati dai Sudroni come mezzi militari; gli Olifanti non si fermano davanti a niente e nessuno, schiacciando uomini e abbattendo alberi.

Incontriamo gli Olifanti per la prima volta nell’Ithillien, quando Faramir e i suoi uomini tendono un’imboscata all’esercito di Haradrim venuto dal sud che si congiunge a quello di Mordor.

 

 
 
 

I Ragni

Non li si può certamente definire un popolo della Terra di Mezzo; in ogni caso, i Ragni giocano un ruolo di un certo rilievo, sia in Lo Hobbit, sia ne Il Signore degli Anelli.
Nel primo caso, la compagnia dei Nani e Bilbo incontrano i Ragni in Bosco Atro; non è certamente un incontro gradito, almeno da parte dei Nani, visto che i Ragni amano mangiare qualsiasi essere vivente passi loro per le grinfie, di qualunque dimensione esso sia. I Ragni in quell’occasione avvolgono i Nani in una fitta ragnatela e se li sarebbero mangiati, se non fosse stato per Bilbo.

Ne Il Signore degli Anelli, invece, la situazione è diversa: Frodo e Sam vengono assaliti da Shelob, un ragno enorme che vive in una caverna puzzolente presso la torre di Cirith Ungol. Shelob non può considerarsi alleata di Sauron, tuttavia questo spregevole animale si occupa di fare fuori chiunque esca o cerchi di penetrare nei confini di Mordor; fra le sue vittime vi sono anche gli Orchetti che circolano da quelle parti. Essendo abituata a vivere nelle caverne, Shelob vede molto bene al buio, per questo è dotata di grandi occhi; per uccidere le sue vittime, Shelob prima le fa svenire tramite il suo veleno, quindi le trascina nella sua grotta.

I Ragni hanno un corpo piuttosto robusto; tuttavia, il loro addome è molle, ed è proprio questo il loro punto debole. Sam se ne accorge giusto in tempo per difendere il suo padrone, e trapassa la pancia di Shelob con Pungolo.

Discorso a parte per Ungoliant, madre di ragni (tra cui Shelob) le cui origini si perdono nel mito della creazione della Terra-di-Mezzo durante i canti dei Valar. Pare infatti che Melkor le dia origine assieme ad altre orrende bestie con i suoi contrappunti e temi, confrontandosi con Ilúvatar in persona. Ungoliant non è però serva di Melkor, infatti dopo la creazione della Terra-di-Mezzo si rifugia nella zona dell’Avathar, dando origine alla sua progenie. Dopo aver fondato Angband, Melkor crea orrende specie tra cui Balrog, Lupi, Serpenti, rinforzando i suoi eserciti, dopodiché idea il piano di distruzione dei due Alberi di Valinor. Ecco che chiede l’aiuto di Ungoliant, la quale accetta poiché sa che potrà saziarsi di luce, suo cibo prediletto. I due, coperti dalla nera tela del ragno raggiungono Valinor e compiono il misfatto. Al ritorno però si affrontano, desiderando Ungoliant i Silmaril appena rubati da Melkor.

Il Signore nero, imprigionato nelle ragnatele di Ungoliant caccia un urlo terribile (che entrerà nella leggenda e addirittura darà nome a quella terra, Lammoth, cioè “urlo terribile”) e richiama i suoi Balrog che, giungendo come un vento di fuoco cacciano il ragno. Di Ungoliant si perdono le tracce. Nel Silmarillion si paventa l’ipotesi che ella stessa si sia uccisa divorandosi, data la sua fame insaziabile.

L'osservatore nell'acqua

È detto che quando nel 1981 della Terza Era il Balrog si scatenò in Moria, un altro essere emerse dalle acque scure ai piedi delle Montagne nebbiose.

Si trattava di una grande piovra dai molti tentacoli, enorme e viscida; era di un verde luminoso, e possiamo immaginarci il fetore di inchiostro che promanava dalla sua sozza mole.

Probabilmente abitava già nei pressi dei Monti nebbiosi, ma fu solo verso il 29° o 30° secolo che si portò al Sirannon, il "rivo del cancello" di Moria. Là si costruì un argine nel letto del fiume, creando una pozza nera nelle limpide acque del fiume. Dalla sua posizione poteva vigilare costantemente sul Cancello occidentale di Moria, come dimostrò all'arrivo della Compagnia dell'Anello.

Buoi di Araw

Tra gli animali della Terra-di-Mezzo, ce n'erano alcuni che vi erano stati portati dai Valar, specialmente da Oromë.

Una razza di questi animali furono, come vennero chiamati in Gondor, i Buoi di Araw (Araw è il nome Sindarin di Oromë).

Erano i rinomati buoi bianchi che abitavano le zone in prossimità del Mare di Rhûn.

Le loro lunghe corna erano molto apprezzate. In Gondor uno di questi corni fu trasformato, dal Sovrintendente Vorondil, in un corno da caccia cesellato d'argento, ed esso si trasmise di Sovrintendente in Sovrintendente, e fu chiamato "il Corno dei Sovrintendenti".

Questo passò per ultimo nelle mani di Boromir che lo suonò durante l'attacco degli Orchi a Parth Galen; e andò distrutto nella caduta della sua barca funeraria sull'Anduin.

Fauna Númenoreana

Dalla "Descrizione dell'isola di Númenor" e dal lessico della lingua Adûnaic possiamo dedurre quali animali erano presenti sull'isola, o almeno quegli animali che i Númenorean conoscevano.

  • Aquila: in Adûnaic si diceva "narak"; abitavano sulle montagne e nella reggia del Re ad Armenelos.
  • Cane: in Adûnaic "raba".
  • Cavallo: in Adûnaic "karab". Andare a cavallo era uno dei massimi svaghi dei Númenorean.
  • Corvo: in Adûnaic "khâu, khô".
  • Orso: in Adûnaic "urug". Probabilmente abitavano nei boschi dello Hyarrostar.
  • Pecore: erano allevate nel Mittalmar, specialmente nella zona di Hyarastorni.
  • Pesci. La fauna ittica che viveva nei dintorni dell'isola costuì sempre gran parte del cibo consumato dai Númenorean.
  • Uccelli d'entroterra.
  • Uccelli marini: gabbiani. Vivevano soprattutto sulla costa meridionale

Storia del Popolo di Durin

nell’articolo che segue parlerò di una parte della storia del popolo di durin, cioè il più vecchio dei nani che ebbero in dono i sette anelli.

durin giunse ad azanulbizar stabilendo la propria dimora nelle caverne sul kheled-zaram a est delle montagne nebbiose. la sua dimora fu poi ricordata come le miniere di moria. fu chiamato il senza morte perché visse per moltissimi anni ed il suo regno fu uno dei più lunghi. però egli morì prima che i tempi remoti finissero e la sua tomba fu costruita a khazad-dûm.

nella discendenza di durin, altri cinque nani presero il medesimo nome per le stesse ragioni ed anche perché si pensava che questi cinque nani fossero la reincarnazione di durin.

dopo la fine della prima era la potenza e la ricchezza di khazad-dûm crebbero enormemente, infatti i nani poterono approfittare di tutti coloro che fuggendo dalle città di norgrod e belegost (nelle montagne azzurre) ai tempi della caduta di thangorodrim si rifugiarono a khazad-dum, portando con sé le loro arti e le loro tradizioni. il potere di moria perdurò anche durante gli anni oscuri e il dominio di sauron perchè, nonostante la devastazione dell’eregion e la chiusura dei cancelli di moria, le sale di khazad-dum erano resistenti e piene di gente ardita a tal punto che sauron non avrebbe potuto conquistarli dall’esterno. così la ricchezza del popolo dei nani di moria non diminuiva anche se i nani erano sempre di meno.

alla metà della terza era circa sauron stava ricominciando a crescere di potenza e tutte le creature malefiche erano in movimento. proprio in quegli anni, i nani scavavano sempre più a fondo nelle miniere, per trovare il mithril (un metallo leggero, ma resistente. la cotta che bilbo regalò a frodo era stata fatta con questo materiale) che di anno in anno era sempre più difficile da trovare. così i nani scavarono troppo a fondo e risvegliarono uno dei balrog di morgoth che alla caduta del suo padrone si era rifugiato nelle viscere della terra. questa creatura decimò i nani e la maggior parte dei superstiti si rifugiò a nord, e thrain i, figlio di nain, giunse a erebor, la montagna solitaria.

thrain iniziò nuovi lavori e si diede il titolo di re sotto la montagna. in quel luogo egli trovò l’archengemma (il gioiello che thorin scudodiquercia cercava nella montagna solitaria dopo che il drago smaug, l’ultimo della sua specie, fu ucciso). dopo che thorin i arrivò alla montagna solitaria i draghi, che erano ritornati forti come un tempo, assalirono i nani e presero i loro tesori, e lì dain i e suo figlio secondogenito fror perirono sotto l’attacco di un drago del freddo.

poco tempo dopo, quasi tutto il popolo di durin abbandonò le montagne grigie. gror, figlio di dain, partì con molti seguaci alla volta dei colli ferrosi, ma thror, l’erede di dain, tornò con alcuni nani alla montagna solitaria e riportò nel cuore della montagna, la preziosa archengemma e il suo popolo si arricchì e prosperò, anche perché i nani commerciavano i loro manufatti con gli uomini che vivevano da quelle parti e con i loro parenti dei colli ferrosi.

la voce che narrava le grandi ricchezze dei nani di erebor (la montagna solitaria) si sparse ed arrivò anche alle orecchie dei draghi, così smaug il dorato, il più potente dei draghi, assalì inaspettatamente il re thror e poco tempo dopo, la montagna fu posta sotto il potere di smaug e la valle lì vicina era deserta e in rovina. solo pochi riuscirono a sopravvivere e thror, con suo figlio thrain ii, riuscirono a scappare con alcuni seguaci da una porta segreta. molti anni dopo, thror diede a suo figlio l’unico tesoro che ormai possedeva: l’anello di uno dei sette padri dei nani. ecco cosa si dissero per l’ultima volta thror e suo figlio:

<< questo potrebbe essere per te la base di una nuova fortuna, benché sembri improbabile. ma per fare oro occorre averne. >> disse thror.

<< non intendi certo tornare a erebor >> disse thrain ii.

<< non alla mia età. affido a te e ai tuoi figli la vendetta contro smaug. ma sono stanco della povertà e della derisione degli uomini. vado a vedere che cosa posso trovare >> disse thror, ma non specificò dove sarebbe andato.

dal dunland, in cui abitava all’epoca, thror, seguito da un suo fidato amico, cioè nar, attraversò il valico di cornorosso e si diresse verso moria. egli entrò nelle miniere con l’aria fiera di un erede che ritorna nella dimora dei suoi padri. nar non andò con lui ed aspettò il suo re per alcuni giorni; poi un giorno sentì urlare qualcuno e vide uscire dai cancelli un corpo senza vita. si avvicinò al corpo e vide che era quello di thror.

<< coraggio barbuto! ti vediamo benissimo. ma non devi avere paura, oggi. ci servi come messaggero >> disse un orchetto.

<< se i mendicanti non aspettano alla porta, ma entrano di nascosto e cercano di rubare, ecco come li trattiamo. se un altro dei tuoi amici ficca la sua lurida barba qui dentro, avrà il medesimo trattamento. và a dirlo in giro! ma se la sua famiglia desidera sapere chi è adesso il re qui dentro, il nome è scritto sul suo viso. l’ho ucciso io! sono io il padrone! >> disse di nuovo l’orchetto.

nar voltò la testa mozza del suo re e vide marcato sulla fronte in rune che egli sapeva leggere il nome di azog. in quel momento quel nome si impresse del suo cuore e in quello di tutti gli altri nani. nar si chinò per prendere la testa, ma la voce di azog disse:

<< lasciala stare! vattene! eccoti una mancia, barba di accattone!>>.

nar si sentì colpire da un sacchetto che conteneva poche monetine di poco valore. piangendo nar fuggì lungo il corso dell’argentaroggia e voltandosi vide gli orchetti fare a pezzi il corpo di thror lanciando i suoi pezzi ai corvi.

apprendendo la triste notizia da nar, thrain ii pianse e si tirò la barba, e dopo aver smesso stette in silenzio per sette giorni ed infine disse:

<< non possiamo sopportare ciò!>>

così egli inviò messaggeri a nord, est ed ovest e ci vollero tre anni prima che gli eserciti di thrain ii e degli eredi degli altri sei padri fossero riuniti. le altre casate dei padri dei nani parteciparono perché non accettavano che l’erede del più anziano dei padri fosse stato ucciso in quel modo. così, non appena tutte le forze dei nani furono riunite, essi saccheggiarono e distrussero tutte le fortezze degli orchetti da gundabad fino al gaggiolo. inizialmente tutto andò per il verso giusto, ma gli orchetti rimasti in vita fuggirono e i nani li inseguirono fino a moria dove un altro esercito di orchetti era radunato. così in quel luogo iniziò la dura battaglia che fu chiamata in seguito la battaglia di azanulbizar (in elfico invece, fu chiamata nanduhirion).

inizialmente le sorti della battaglia erano in mano agli orchetti, dal momento che disponevano di un numero superiore di soldati rispetto ai nani ed avevano una posizione favorevole dalla quale attaccare. il primo attacco dell’avanguardia fu condotto da thrain ii che dovette però rifugiarsi in una foresta lì vicino dato che molti dei suoi soldati erano caduti. nella battaglia perirono anche frerin, figlio di thrain ii, e fundin un suo parente. sia thorin che thrain ii furono feriti in questa battaglia.

la battaglia si stava trasformando in un insuccesso clamoroso dei nani, finchè non arrivò nain con i suoi soldati dei colli ferrosi, che a differenza degli orchetti erano più riposati e mentre uccidevano i loro nemici e distruggevano tutto ciò che incontravano sul loro cammino urlavano il nome di azog. nain si fermò poi davanti ai cancelli di moria e disse:

<< azog! se ci sei vieni fuori! o forse i nostri sono giochi troppo maneschi per te? >>

allora azog uscì dai cancelli seguito da altri orchetti e iniziarono a lottare. nain che era molto stanco e arrabbiato con azog ebbe la peggio: sferrò un duro colpo che sfortunatamente il suo avversario schivò e azog con un abile gesto ruppe il collo di nain. però azog vide che gli orchetti erano rimasti in pochi e fuggivano da tutte le parti inseguiti dai nani, allora iniziò a scappare, ma sulle sue tracce si gettò dain piediferro, figlio del deceduto nain, che uccise azog.

finì così la battaglia. la testa di azog fu infilata su un paletto di legno e i nani gli misero in bocca il sacchetto pieno di monete che azog aveva dato a nar dopo la morte di thror. quella notte non ci furono né canti né festeggiamenti, dato che quella non era stata una grande vittoria, ma una carneficina per i nani. nonostante tutto, thrain ii si avvicinò agli altri nani e disse loro:

<< bene! abbiamo vinto. khazad-dum è nostra! >>

<< tu sei l’erede di durin, ma anche con un occhio solo dovresti vedere piuttosto bene. abbiamo combattuto questa guerra per vendetta, e vendetta è stata fatta. ma il suo sapore non è dolce. se questo si chiama vincere, le nostre mani sono troppo piccole per accogliere questa vittoria! >> dissero loro.

coloro che non appartenevano al popolo di durin dissero:

<< khazad-dum non era la dimora dei nostri avi. che cosa rappresenta per noi se non la speranza di un tesoro? ma se dobbiamo andarcene senza le ricompense che meritiamo, meglio tornare al più presto nelle nostre terre >>.

allora thrain ii si rivolse a dain e disse:

<< il mio popolo vuole dunque abbandonarmi? >>.

<< no >> disse dain. << tu sei il padre della nostra gente, e noi abbiamo sanguinato per te e siamo pronti a ricominciare. ma non vogliamo entrare a khazad-dum. tu non entrerai a khazad-dum. io sono l’unico ad aver guardato attraverso l’ombra del cancello. al di là dell’ombra il flagello di durin è in agguato. il mondo dovrà cambiare e qualche altro potere dovrà sopraggiungere prima che il popolo di durin varchi di nuovo la soglia di moria >>.

prima di andare per la loro strada, i nani spogliarono i loro morti e li bruciarono visto che non potevano seppellirli, infatti per fare le loro tombe si sarebbero impiegati moltissimi anni. un nano che discende da uno dei nani bruciati quella notte, dirà con fierezza che il suo avo “fu uno dei nani bruciati”. un nano che partecipò a questa battaglia fu thorin ii detto anche scudodiquercia. infatti il suo scudo fu spezzato e tagliando con l’ascia un ramo di quercia, lo usò come scudo.

dopo la battaglia thrain ii e thorin scudodiquercia, tornarono nel dunland e alcuni anni dopo si stabilirono a est dell’ered luin, sulla costa del luhun.

 dell’anello forgiato per durin, possiamo dire che i nani discendenti di durin credevano che fosse stato il primo anello fra i sette ad essere stato forgiato e che durin iii ricevette l’anello dalle mani degli elfi e non da sauron, benchè il malefico potere di quest'ultimo vi si fosse infiltrato dal momento che sauron aveva contribuito alla creazione di tutti e sette gli anelli. ma i possessori dell’anello non lo mostravano a chiunque e neanche ne parlavano, ma lo cedevano solamente in prossimità della loro morte. alcuni credevano che l’anello fosse rimasto a khazad-dum, nascosto nelle tombe dei re, a meno che queste non fossero state saccheggiate. altri invece pensavano che l’anello l’avesse tenuto thror e che azog dopo averlo ucciso l’avesse tenuto per sé, ma sul corpo di azog i nani non trovarono nulla. alcuni credevano invece che sauron avesse scoperto chi possedeva l’anello e che le costanti sventure dei nani derivassero proprio dalla malvagità dell’anello.

l’unico potere che l’anello poteva avere sui nani era quello di renderli maggiormente avidi di oro: infatti si narra che thrain ii, insoddisfatto dell’oro che già possedeva ed ossessionato dal volerne possedere di più, decise di andare via dal luhun e di ritornare a erebor. prima di partire lo disse a suo figlio thorin scudodiquercia che stava andando via, ma non gli confidò ciò che lo tormentava. mentre egli andava verso bosco atro, molti furono gli attacchi da parte degli orchetti e dei lupi da cui dovette difendersi e furono molti anche i problemi che incontrò durante il viaggio.

arrivato a bosco atro thrain ii, che era stato accompagnato da balin, dwalin e altri nani, si addormentò insieme ai suoi compagni. il giorno dopo essi non lo trovarono più e iniziarono a chiamarlo e a cercarlo, ma dato che non lo trovarono decisero di ritornare a casa. molti anni dopo si seppe che thrain ii era stato catturato e trascinato sino ai pozzi di dol guldur, dove lo avevano torturato e lo avevano depredato dell’anello, per poi lasciarlo morire.

così thorin scudodiquercia divenne l’erede di durin e per molti anni, dopo la scomparsa di suo padre si diede al commercio e sotto il suo regno il numero dei nani aumentò. ma nel suo cuore, thorin voleva vedere l’erebor e riconquistare il tesoro dei suoi avi che furono derubati e uccisi dal drago smaug.

un giorno thorin incontrò gandalf alla locanda del puledro impennato a brea e insieme decisero di tornare a erebor per uccidere il drago e riprendere il tesoro. gandalf voleva solo uccidere smaug, perché credeva che sauron se ne volesse servire per i suoi scopi malefici. thorin voleva solo riconquistare il tesoro dei suoi avi e più precisamente l’archengemma (il seguito della storia è narrato nel libro lo hobbit).

un altro grande nano appartenente alla famiglia di durin era gimli, il famoso nano che fece parte della compagnia dell’anello che prese il nome di amico degli elfi dal momento che era amico di legolas, figlio di re thranduil, e venerava anche dama galadriel. si dice anche che in seguito gimli seguì legolas nelle terre imperiture.

I Nani

I Nani vennero creati nei tempi antichi da Aulë, uno dei Valar più importanti, prima che i Primogeniti, ovvero gli Elfi, scendessero su Arda. Aulë sapeva che su Arda vi era abbastanza spazio per più razze, e così pensò di creare un popolo diverso da quello progettato da Ilúvatar. Aulë lavorò in gran segreto, ma quando Eru lo scoprì lo rimproverò; tuttavia egli non ordinò ad Aulë di distruggere la propria opera, bensì gli ordinò di aspettare la comparsa degli Elfi su Arda prima di mandarvi i Nani. Siccome i Nani dovevano comparire durante gli anni di potere di Melkor, essi erano resistenti come la pietra, testardi e pronti all'amicizia come all' ostilità. Aulë creò prima i Sette Padri dei Nani, di cui Durin, detto il Senzamorte, era il più vecchio; così i Nani assunsero anche il soprannome di Popolo di Durin. Quest'ultimo guidò il suo popolo a est delle Montagne Nebbiose, dove poi sorsero le famose Miniere di Moria.

Dopo la sua morte, la sua linea continuò a prolificare. Il potere di Moria o Khazad-dûm continuò a crescere, e i suoi abitanti impararono arti raffinate anche grazie ai Nani che provenivano da altre regioni, come le Montagne Azzurre. Moria perdurò attraverso gli Anni Oscuri, benché il suo popolo cominciasse a diminuire di numero. Verso la metà della Terza Era, sotto Durin (il sesto della sua stirpe con questo nome), il potere dell’Oscuro Signore ricominciò a crescere. I Nani, popolo da sempre avaro di ricchezze, scavava in quei tempi nelle viscere della terra per trovare il mithril, un metallo dal valore inestimabile. Ma proprio la loro ingordigia li portò a scoprire un Balrog, un essere malefico, nelle viscere della terra. Il Balrog uccise Durin e suo figlio Náin I. La gente di Moria da allora cominciò a disperdersi.

I Nani si andarono a rifugiare prevalentemente a nord est, vicino alla Montagna Solitaria, dove fondarono la città di Dale. Il loro tesoro venne però depredato dal Drago Smaug, ed essi scapparono nuovamente. Moria era però stata conquistata dagli Orchetti, e solo dopo una sanguinosa battaglia i Nani riuscirono a farla di nuovo loro. Essi però non osarono entrarvi, visto che temevano il flagello di Durin, il Balrog; i Nani si dispersero così per la Terra di Mezzo. Dopo molti anni Thorin Scudodiquercia guida insieme a Bilbo Bagginse altri Nani una spedizione per riconquistare il tesoro della Montagna Solitaria sottratto al suo popolo da Smaug. Ma di questo si parla in Lo Hobbit.

3月13日

Ambientazione della Terza Era

Il romanzo è ambientato in un [[universo immaginario]] ([[Arda (Tolkien)|Arda]]), e in un tempo immaginario (la [[Terza Era]] della [[Terra di Mezzo]]). Riguardo a questo mondo "altro", informazioni ci vengono fornite per tutto il corso della vicenda, ma sono soprattutto le appendici del libro e l'opera postuma ''[[Il Silmarillion]]'' a descrivere dettagliatamente la storia, gli usi e i linguaggi di queste civiltà. Ne ''[[Il Silmarillion]]'', in particolare, viene narrata l'origine di [[Sauron]] al servizio di [[Morgoth|Melkor]], archetipo del male assoluto, e della [[Guerra d'Ira|guerra]] scatenata contro quest'ultimo dalle potenze angeliche del mondo, i [[Vala]]r, che alla fine della [[Prima Era]] lo sconfissero e lo rinchiusero nel Vuoto oltre il tempo e lo spazio  .
Gli uomini che avevano aiutato i Valar vennero premiati con il dono di un'isola al centro del mare: [[Númenor]]. Questi uomini, chiamati [[Dúnedain]] o [[Númenor]]eani, per lungo tempo vissero in pace e prosperità, scambiando conoscenze con i vicini [[Elfi (Tolkien)|Elfi]] che risiedevano nel Reame Immortale, pur non avendo il diritto di sbarcare presso di loro (era il "Bando dei Valar"). Tuttavia il male non era stato del tutto estirpato: [[Sauron]] era riuscito a scampare alla distruzione rifugiandosi nei luoghi profondi della terra. Attorno al 1500 della [[Seconda Era]], egli riuscì ad irretire dei fabbri elfici, inducendoli a creare con il suo aiuto gli [[Anelli del Potere]], potenti strumenti [[magia|magici]] che influenzavano i loro portatori.
Sauron, tuttavia, creò segretamente un l'"[[Unico Anello]]", un anello che gli consentisse di dominare tutti gli altri. Egli infuse in questo anello buona parte del suo potere, fino a farlo diventare un'entità dotata di volontà propria: tutti gli anelli, a poco a poco, caddero sotto il suo potere; ma [[Celebrimbor]], capo dei fabbri elfici, scoprì in tempo le intenzioni di Sauron, riuscendo a nascondere i tre anelli più potenti, [[Narya]], [[Vilya]] e [[Nenya]], che la mano di Sauron non aveva toccato, e che quindi non poteva controllare. Sauron, sconfitto, si ritirò presso la sua fortezza di [[Umbar]].
Oltre 1500 anni dopo, i Númenoreani, la cui vita ricca e felice andava accorciandosi sempre di più con l'acuirsi della paura della [[morte]], erano diventati avidi di ricchezza e di potere: non avevano più ormai da tempo contatti con gli [[Elfi (Tolkien)|Elfi]]. Tuttavia alcuni abitanti, detti i Fedeli, riuscirono segretamente a mantenere i rapporti con loro. Ma l'ultimo sovrano númenoreano, [[Ar-Pharazôn|Ar-Pharazôn il Dorato]], organizzò un gigantesco esercito, portandolo a [[Umbar]] e sconfiggendo [[Sauron]], e commise però l'errore di lasciare in vita il [[Maia (Tolkien)|Maia]]: lo portò in catene a Númenor, e questi a poco a poco ingigantì nella mente di Ar-Pharazôn la paura della [[morte]], spingendolo ad invadere le coste di [[Valinor]]. Il sovrano infranse il Bando dei Valar, i quali per difendersi chiamarono [[Eru Ilúvatar]]; e la sua collera si scatenò sui [[Númenor]]eani, distruggendo il loro esercito e inabissando definitivamente l'isola nell'oceano. Alcuni dei Fedeli erano tuttavia riusciti a salvarsi, sbarcando sulle coste della [[Terra di Mezzo]], dove fondarono i due regni Númenoreani in esilio: [[Arnor]] al nord e [[Gondor]] al sud.
Sauron, pur essendo morto nel corpo, riuscì a ritornare sotto forma di spirito nella Terra di Mezzo, e cento anni più tardi attaccò gli esuli Númenoreani comandati da [[Elendil]]. Ci fu quindi l'[[Ultima Alleanza tra gli Elfi e gli Uomini]], nella quale le schiere di [[Gil-galad]] si unirono a quelle di Elendil, cingendo d'assedio [[Mordor]]. L'anno seguente, combattendo contro Sauron stesso, morirono entrambi, e la spada di Elendil, [[Narsil]], fu infranta. Ma il figlio di lui, [[Isildur]], riuscì con l'elsa della spada infranta a tagliare il dito all'Oscuro Sire, separandolo dall'Anello e riducendolo a un'ombra. Isildur però non si disfece subito dell'Anello, come gli consigliava lo scudiero di Gil-galad, [[Elrond]]; lò conservò e dopo due anni esso lo tradì, facendolo cadere in un'imboscata degli [[Orchi (Tolkien)|Orchi]]. L'Anello fu perduto e non se ne seppe più nulla per duemila anni.
È quest'Anello che venne casualmente ritrovato da due [[Hobbit]], [[Gollum|Sméagol]] e [[Déagol]]; il primo uccise il secondo per impossessarsene, quindi si rifugiò nelle montagne imbestialendosi sempre di più e prendendo anche il nome di [[Gollum]]. Ma, come narra ''[[Lo Hobbit]]'', l'Anello gli fu sottratto 600 anni dopo da un altro Hobbit, [[Bilbo Baggins]], che lo tenne per sé e lo portò nella [[Contea (Tolkien)|Contea]].
Nel frattempo il regno di [[Arnor]] fu prima diviso in tre parti, poi venne distrutto dal [[Re Stregone di Angmar|Re degli stregoni di Angmar]], signore dei [[Nazgûl]]; il regno si dissolse, ma la stirpe che discendeva da [[Isildur]] rimase salda, finché non venne alla luce [[Aragorn]], suo ultimo erede. A [[Gondor]], invece, la stirpe si estinse con il re [[Eärnur]], morto senza figli. Da quel momento in poi regnarono su Gondor i [[Sovrintendenti di Gondor|Sovrintendenti Regnanti]]: all'epoca dei fatti narrati nel romanzo si era giunti al ventiseiesimo sovrintendente, [[Denethor|Denethor II]].                        
                    NumenorEN                      Middle-earth_map                              
                             Una mappa dell'isola di Númenor                            Mappa della Terra di Mezzo, luogo in cui sono ambientate le vicende dell'opera
11月4日

Il Cancello EST

 

Il Cancello Est di Moria era l'entrata orientale di Moria, in linea retta ad almeno quaranta miglia dal Cancello di Moria e a poco più di cinque leghe da Lothlórien.
Ai piedi del cancello si estendeva la Valle dei Rivi Tenebrosi (Azanulbizar) nella quale fu combattuta la battaglia omonima tra Nani ed Orchi (2799 T.E.). Quando la Compagnia dell'Anello vi giunse (15 Gennaio 3019 T.E.), i grandi pilastri del portale torreggiavano, ma i battenti erano fracassati e giacevano in terra3.
Dal cancello scendeva un'ampia via lastricata (quando la Compagnia la percorse, essa era in dissesto ed accidentata).
 

Invece i Cancelli Orientali, distrutti nella guerra contro gli Orchi, si aprivano sull'intero mondo, ed erano meno amichevoli. Essi recavano iscrizioni runiche in vari linguaggi: incantesimi di divieto ed esclusione in Khuzdul, e comandi (tutti coloro che non avessero il permesso del Signore di Moria dovevano allontanarsi) scritti in Quenya, Sindarin, Lingua Corrente e nei linguaggi di Rohan, Valle e Dunland.
 
I Cancelli di Moria


In questo approfondimento ci si soffermerà sui cancelli occidentali di Moria più che su Khazad-dûm stessa.
Il Cancello di Moria, detto anche Cancello di Durin, fu costruito nella Seconda Era, probabilmente prima dell'anno 1000, quando l'amicizia fra i Nani i Khazad-dûm e gli Elfi dell'Eregion aveva raggiunto l'apice. Esso resistette fino al 13 Gennaio del 3019 della Terza Età, quando la Compagnia dell'Anello lo attraversa scappando dal Guardiano che vive nello specchio d'acqua antistante. In quell'occasione, il Guardiano richiude il portone alle loro spalle e ne seppellisce l'entrata. Il cancello fu costruito da Elfi e Nani insieme; Narvi, probabilmente il più abile artigiano dei Nani di quell'epoca, disegnò e creò le porte. Celebrimbor, Signore dell'Eregion e discendente di Fëanor, vi incise delle scritte con l'ithildin: L'emblema di Durin, cioé il martello e l'incudine sormontata da una corona e sette stelle; l'Albero degli Elfi Alti; la Stella della Casa di Fëanor. Sulle porte vi erano scritte le seguenti parole: "Le Porte di Durin, Signore di Moria. Parla,amico, ed entra. Io, Narvi, le feci, Celebrimbor dell'Hollin disegnò questi segni." Le porte erano state costruite in modo che esse potevano essere aperte dall'interno solo se spinte da due persone. Per questo motivo i Nani tenevano sempre una guardia all'interno, in modo che una singola persona, o una persona che tentasse di scappare, non avrebbe avuto la possibilità di uscire senza l'aiuto della guardia. Tuttavia non vi era alcun modo di aprire le porte dall'esterno, se non quello di pronunciare la parola magica; in questo maniera le porte si aprivano da sole.
Dopo la costruzione del Cancello, esso rimase aperto per molti anni per facilitare il commercio tra i Nani e gli Elfi. Successivamente all'arrivo di Sauron nell'Eregion sotto le mentite spoglie di Annatar e la creazione dell'Unico Anello (1600 S.E.), gli Elfi si accorsero di essere stati imbrogliati dall'Oscuro Signore; per questo motivo cominciò la Guerra tra Sauron e gli Elfi, che vennero sconfitti. Con loro morì anche Celebrimbor (1697 S.E.), e un esercito composto da Nani ed Elfi del Lórien, passando attraverso i Cancelli occidentali, attaccò l'esercito di Sauron, consentendo a Elron di scappare; dopodiché le Porte vennero chiuse.
Il Cancello rimase chiuso durante gli Anni Oscuri (circa fino al termine della Seconda Era). Il Cancello di Durin non viene più menzionato fino all'arrivo della Compagnia dell'Anello, nonostante esso sia stato sicuramente aperto più volte dal popolo di Durin prima dell'avvento del Balrog nel 1980 della Terza Era. Gandalf ebbe notevoli difficoltà a far aprire il cancello quando la Compagnia vi dovette passare, perché egli tradusse erroneamente l'iscrizione, non accorgendosi che la parola magica (
mellon, amico) si trovava davanti a lui.
10月20日

IL SIGNIFICATO DEL NOME "MORIA"E LA STORIA DI MORIA

IL NOME "MORIA"
 
Il nome Moria viene spesso utilizzato come diretto sinonimo di Khazad-dûm ma sebbene indichino lo stesso luogo, si riferiscono ad esso in diversi tempi.
Khazad-dûm (dal nanico Khazâd: nani e Dûm: escavazioni, saloni, palazzi) è il nome utilizzato fino all'anno 1981 della Terza Era quando gli ultimi nani del clan Lungobarbi fuggirono dal Balrog.
Moria è invece il nome dato a Khazad-dûm nel momento in cui gli Orchi, Troll e Balrog vi presero dimora.
Il significato di Moria nella lingua degli Elfi Grigi è Il Pozzo Nero (The Black Pit) o L'Oscuro Abisso (The Black Chasm).
Gli altri nomi con cui è conosciuta Moria sono:
- Hadhodrond dai Sindar 
- Casarrondo dai Noldor
- Phurunargian nella lingua comune

Tutti e tre i termini significano nanosterro.

Le miniere di Moria compaiono sia ne Il Signore degli Anelli che nel Silmarillion.

LA  STORIA DI "MORIA"

Scavate dai nani come dimore, oltre che per la ricerca del mithril, le miniere di Moria sono descritte come splendide opere piene di luci e abitate da tantissimi nani. Questi nani vivevano in stretto rapporto con gli elfi dell'Eregion che vivevano oltre l'ingresso occidentale di Moria. La crisi di Moria avvenne a causa della cupidigia dei nani, che scavando in profondità alla ricerca di mithril, risvegliarono quello che sarà poi chiamato il flagello di Durin, un Balrog di Morgoth. La più importante casata nanica, quella di Durin, che viveva per intero a Moria dovette lasciare la sua patria a causa delle innumerevoli vittime e delle devastazioni causate dal Balrog e vagare per varie zone della Terra di Mezzo. Svuotata dai nani e scomparsi anche gli elfi che vivevano al confine occidentale Moria divenne dimora di un gran numero di orchi.

Molti secoli dopo Thror , ormai vecchio e disperato, si diresse a Moria. La sua mente ormai ottenebrata lo spinse a entrare in quella che era la "sua" dimora, solo per venire brutalmente assassinato da un orco di nome Azog. Nove anni dopo, suo figlio Thrain combatté gli Orchi ad Azanulbizar; la battaglia si trasformò in un massacro. Thrain fu storpiato, mentre il giovane Dain Piediferro decapitò Azog. La vittoria arrise ai Nani, ma non fu una vittoria da festeggiare. I morti erano innumerevoli, non vi era tempo per erigere un simile numero di tombe in pietra. Così i superstiti spogliarono i loro morti, prima di bruciarli su immensi roghi; per alimentarli i Nani disboscarono l'intera valle di Azanulbizar. Thrain non entrò nell'avita dimora, dietro consiglio di Dain.

Un tentativo importante per riconquistare Moria venne fatto da Balin, un nano amico di Bilbo Baggins, che guidando un gruppo di consanguinei rientrò a Moria e si proclamò re. Il tentativo fallì e tutti i nani vennero uccisi come si deduce dal libro che viene trovato vicino alla tomba di Balin dalla Compagnia dell'Anello durante il suo attraversamento delle miniere.

Dopo la morte del Balrog, secoli dopo l'inizio della Quarta Era, il re Durin VII (discendente da Thorin III Elminpietra) riportò il suo popolo a Moria, ritrovando quanto rimaneva delle immense ricchezze di Khazad-Dum.

8月30日

Moria

Fondata da Durin molti anni fa, “quando il mondo era giovane e le montagne verdi”, Khazad-Dûm era la più grande delle sale ancestrali dei Nani. Per millenni fu uno dei più grandi misteri del mondo settentrionale. Durante la Prima Era e la Seconda, la gente di Durin scavò, minò e costruì tra tre picchi delle Montagne Nebbiose: Baranzibar (Charadras) Zirak-zigil (Celebdil) e Bundushathûr (Fanuidol). Il risultato fu una vasta città sotterranea, lunga più di 70 miglia e larga 40, e profonda a moltissimi livelli con corridoi come strade, sale e camere come case e saloni. Nonostante Gli Elfi la chiamassero Moria, il “Nero Abisso”, essa era animata dalle luci delle Lanterne dei Nani e dal suono dei Nani al lavoro. Tra i suoi misteri c’era il Ponte di Durin - uno stretto passaggio attraverso un vasto abisso appena passato il Cancello Est - e la Scala Senza Fine, che correva dal più profondo dei sotterranei al picco più alto conosciuto come la Torre di Durin.

Khazad-Dûm restò per più di 5000 anni abitata in segreto, sopravvivendo anche allo sconvolgimento del mondo antico alla fine della Prima Era e agli Anni Oscuri, quando Sauron invase tutta la Terra di Mezzo Occidentale durante la Seconda Era. Infine fu distrutta quando i Nani scavarono troppo in profondità alla ricerca del Mithril. Così facendo risvegliarono un Balrog di Morgoth, che era rimasto lì nascosto dalla caduta del suo signore. Nel giro di un anno il Balrog uccise prima il Re Durin VI, poi il suo successore Nain I; portò una distruzione che i Nani non riuscirono mai a riparare del tutto. Moria divenne il nascondiglio di Orchi, Troll e altre creature malvagie. Nella tarda Terza Era la gente di Durin fece due tentativi di tornare a Moria. Il primo, uno sforzo eroico da parte di Thròr il Vecchio, condusse alla sua uccisione e diede inizio alla Guerra dei Nani e degli Orchi. Il secondo, guidato da Balin figlio di Fundin, portò alla conquista di una colonia nella parte orientale di Moria, ma Balin e i suoi persero la vita contro gli Orchi e altre creature dopo soli cinque anni. Durante la Guerra dell’Anello la Compagnia, in mancanza di altre vie, scelse di attraversare Moria, incontrando decine e decine di Orchi e Troll, e infine il Balrog. Gandalf il Grigio lo affrontò a costo della sua stessa vita. In seguito avendo a disposizione la loro antica dimora libera da questo grande male, i Nani aspettarono solo la nascita di Durin VII per riunire le loro forze e reclamare Khazad-Dûm. 

8月26日

Le origini, le caratteristiche e i primi incontri degli Nani con gli Elfi

Prima che qualsiasi altra creatura parlante venisse al mondo per volere della divinità suprema ([[Eru]]), uno dei [[Valar|numi]] minori ([[Aulë]]), desideroso di insegnare a delle creature la sua arte di fabbro, creò di nascosto i Nani, ad immagine di come aveva avuto visione degli Elfi.
Aulë fu rimproverato dalla divinità suprema per la sua opera in quanto non aveva il diritto di creare, ma alla fine gli concesse di non distruggere le sue creature; ma esse avrebbero dovuto dormire fino all'avvento degli elfi.
Poiché erano destinati ad apparire nei giorni del potere del male, Aulë rese i nani
{{quote|[...] forti e resistenti. Ne consegue che essi sono duri come sasso, testardi, pronti all’amicizia e all’ostilità, e sopportano le fatiche e la fame e il dolore fisico più impavidamente di ogni altro popolo parlante. E vivono a lungo, ben più degli [[uomini (Tolkien)|Uomini]], non tuttavia per sempre. Un tempo si riteneva, dagli Elfi della [[Terra di Mezzo]], che, morendo, i nani tornassero alla terra e al sasso onde erano fatti; [...]|[[J.R.R. Tolkien]], [[Il Silmarillion]], dicembre 2002, X edizione Bompiani, traduzione di Francesco Saba Sardi}}
Non è tuttavia così, poiché Aulë (che essi chiamano ''Mahal'', "Il Fabbro") ha riservato per loro un posto nelle [[Aule di Mandos]].
Così Aulë pose a dormire i Sette Padri dei Nani che aveva creato.
Di loro si conosce solo il nome di Durin, e la sua stirpe fu quella che più di tutte conquistò gloria e onori e tesori, ma che al tempo stesso fu più colpita da disgrazie; oggi molti dei nani più impavidi e abili in battaglia portano il suo nome.
Non è ben chiaro come avvenne il loro risveglio: le prime informazioni che abbiamo di loro si riferiscono all’incontro dei nani di [[Nogrod]] e [[Belegost]] con gli elfi di [[Thingol]], molto prima dell'avvento degli uomini.
Anche il luogo del risveglio è avvolto da un’aurea di mistero, dato che i nani non parlano mai con estranei di loro e delle loro origini, e non è possibile capire se essi si siano risvegliati in luoghi diversi, come suggerirebbe la notevole distanza fra le poche città nanesche di cui si hanno notizie, oppure se alcuni di essi siano migrati in cerca di regni propri, e di altre ricchezze.
Benché la stirpe di Durin sia oggi quella più conosciuta, essa rimase ignota per lunghi anni.
In realtà i primissimi rappresentanti del popolo dei Naugrim (''popolo rachitico'', come vennero definiti dai [[Sindar]]) presso le altre razze furono un popolo che scavò delle meravigliose grotte dove in seguito sarebbe sorta [[Nargothrond]].
In seguito gli elfi occuparono queste grotte, e i nani li odiarono per sempre ritenendoli usurpatori e invasori.
Col tempo elfi e nani impararono a convivere e trassero grandi profitti dalla reciproca alleanza, sebbene fra di loro non ci fosse una vera amicizia; furono i nani a costruire le grandi strade, ma di rado gli elfi le usavano per recarsi nelle loro città di pietra. Ancora una volta schivi preferirono imparare l’idioma elfico piuttosto che insegnare il proprio a creature di altre razze.
Furono loro a insegnare agli elfi a costruire armi e armature e in questo rimasero sempre imbattibili.
Da parte loro, i nani appresero dagli elfi le rune e ricevettero parecchio lavoro per cui furono sempre generosamente ricompensati.
In battaglia erano i più valorosi: i Naugrim resistevano, infatti, al fuoco più validamente di elfi e uomini, e inoltre era loro costume indossare, in battaglia, grandi maschere di aspetto spaventoso, le quali assai valsero loro contro i draghi.
 

Bocca di Sauron

Questo individuo era uno dei Númenoreani Neri, e apparve brevemente di persona quando si trovò di fronte alle armate dell'ovest di fronte al Morannon, tentando di convincere Aragorn e Gandalf ad arrendersi e a lasciare vincere la guerra per la terra di mezzo a Sauron. Quando Gandalf rifiutò l'offerta, l'emissario scagliò contro l'esercito degli umani l'intera armata di Mordor.

Conosciuto anche come Tenente di Barad-dûr, aveva servito Sauron per lungo tempo, e aveva dimenticato il proprio nome. Uomo di alta statura e abile nell'uso della magia, era al pari di altri Dúnedain, ma era caduto nell'oscurità. Secondo quanto riportato, questo individuo era entrato al servizio della torre oscura quando venne riscostruita di nuovo - quando incontrò Aragorn e Gandalf al cancello, la Bocca di Sauron aveva servito il suo padrone per 68 anni. Il destino della Bocca di Sauron é sconosciuto, ma é probabile che sia morto nell'assalto di fronte al Morannon, in quanto Gandalf lo aveva avvertito momenti prima della battaglia.

Aragorn afferma, nel capitolo Le due torri, che Sauron non usa il proprio nome reale, e non permette ad altri di pronunciarlo. Se ciò non é sbagliato, sarebbe strano che uno dei suoi ufficiali abbia un titolo che viola questa regola. Secondo Christopher Tolkien questa discrepanza può essere capita se si intende che Aragorn possa avere informazioni vecchie e non aggiornate, riguardo la identità nascosta precedente di Sauron. 

Gimli

 

Nano della dinastia di Durin, figlio di Glóin e membro della Compagnia dell'Anello dal 3018. In seguito sarà chiamato "amico degli Elfi".

Nato nell'anno 2879 della Terza Era, nel 2941 visse assieme a suo padre ad Erebor. Accompagnò suo padre a Gran Burrone per chiedere a Elrond consiglio sul destino di suo cugino Balin che aveva provato a tornare a Moria. Prese così parte al Consiglio di Elrond, e venne scelto come esponente della razza dei nani nella Compagnia dell'Anello. Durante il viaggio dovette affrontare la dura prova di varcare il cancello di Moria e di vedere che tutti i nani che avevano accompagnato Balin erano morti.

Nella sua permanenza a Lothlórien si innamora di Galadriel che gli cede, fra lo stupore di molti elfi, una ciocca dei suoi capelli biondi. Si dimostra intrepido e risoluto in battaglia. Nello scontro al Fosso di Helm salva la vita a Éomer, e pareggia per la prima volta (ha sempre perso) ad uno strano duello con Legolas per chi uccide più Orchi. Nel resto del libro accompagna sempre Aragorn, combattendo al suo fianco.

Dopo aver preso parte a tutte le battaglie della Guerra dell'Anello, forgiò i nuovi cancelli di Moria in ferro e mithril.Secondo quanto afferma il libro rosso, nell'anno 120 della Quarta Era navigò oltre mare con Legolas discendendo il fiume Anduin con una nave costruita dallo stesso Elfo spinto dalla bellezza della dama Galadriel e dal desiderio di rimanere con l' amico

Ascia

I Nani della truppa di Dain vengono descritti equipaggiati di '''asce''' a due mani ("two-handed mattocks"). I [[Sindar]] della Prima Era andavano in battaglia armati alla leggera, e con asce.
Nella trilogia cinematografica de [[Il Signore degli Anelli]] il nano [[Gimli]] utilizza diverse asce: alcune da lancio (come dei tomahawk, ma con l'impugnatura molto lunga, a due mani), e per il corpo a corpo usa spesso una bipenne.

8月18日

Il Canto dell'Anello in elfico

Neldë cormar na Erein Eldar nu menel
Otso na Naugrim cundu mi te gond marde
Nertë na firyar Edain i lomea gurth ambarnel
Minë na mor her or rya mor mahalma
Mi dor en Mordor, ige fuine mare.
Minë corma na turte, minë corma na hirte,
minë corma na mapate, ar mi huine sertate.
Mi dor en Mordor, ige fuine mare.

che, ritradotto, farebbe più o meno così:

Tre Anelli ai Re degli Elfi sotto il cielo, 
Sette ai Principi dei Nani nelle loro dimore di pietra,
Nove agli Uomini Mortali alla cupa morte destinati.
Uno all’Oscuro Signore sul suo oscuro trono
Nella Terra di Mordor, dove le ombre dimorano.
Un Anello per domarli, un Anello per trovarli,
Un Anello per ghermirli, e nel buio legarli/imprigionarli/incatenarli,
Nella Terra di Mordor, dove le ombre dimorano.

 

I Nani più Famosi

Azaghâl Signore di Belegost nella Prima Era. Ucciso da Glaurung, dopo averlo a sua volta ferito, durante la Nirnaeth Arnoediad nell’anno 473.

Balin Nato nell’anno 2763 della Terza Era. Appartenente alla Casa di Durin, egli prende parte della Spedizione per Erebor; dopo il 2941 visse nella Montagna Solitaria e nell’anno 2989-2994 della Terza Era fu il Re di Khazad-dûm. Fu ucciso da un Orchetto nel 2994.

Bifur Membro della Spedizione per Erebor, dopo il 2941 visse nella Montagna Solitaria, e morì nel 3018 della Terza Era.

Bodruith Signore di Belegost nella Prima Era. Ucciso durante il tentativo di fare sua la Nauglamír.

Bofur Membro della Spedizione per Erebor. Visse nella Montagna Solitaria dopo il 2941 e morì nel 3018 della Terza Era.

Bombur, Membro della Spedizione per Erebor. Visse nella Montagna Solitaria dopo il 2941 e morì nel 3018 della Terza Era. Era così grasso che non riusciva a muoversi da solo, e abbisognava di 6 nani per aiutarlo.

Borin Visse dall’anno 2450 al 2711 della Terza Era. Appartiene alla Casa di Durin, secondo figlio di Náin II. Visse negli Ered Mithrin fino al 2590, quando incontrò Thrór, che andò ad Erebor.

Dáin I Vive dall’anno 2440 al 2589 della Terza Era, Re della Casa di Durin.

Dáin II Piediferro 2767 – 3019 Terza Era. Uccise Azog ad Azanulbizar nel 2799, e divenne Signore dei Nani delle Colline di Ferro nel 2805. Re della Casa di Durin a Erebor dopo il 2941, fu ucciso durante la Battaglia della Valle

Dís Nata nell’anno 2760 della Terza Era, appartiene alla Casa di Durin ed è l’unica figlia di Thráin II. Madre di Fili e Kili.

Dori Appartenente alla Casa di Durin e membro della spedizione per Erebor; visse dopo il 2941 nella Montagna Solitaria, e morì nel 3018 della Terza Era.

Durin I Nato nei Primi Anni della Prima Era. Antenato del Popolo di Durin, il più vecchio e più conosciuto dei Sette Padri dei Nani. Iniziò la costruzione di Khazad-dûm, visse per un’intera Era e fu per questo chiamato Durin il Senzamorte.

Durin II Visse verso la fine del primo millennio della Seconda Era (X secolo). Re della stirpe di Durin e di Khazad-dûm durante la costruzione del cancello ovest.

Durin III Visse a metà del secondo millennio della Seconda Era (XV-XVI secolo). Re della Casa di Durin e di Khazad-dûm durante la creazione degli Anelli di Potere. Gli fu affidato il più potente dei Sette Anelli da Celebrimbor in persona.

Durin VI 1731 – 1980 Terza Era. Re della Casa di Durin e Khazad-dûm. Durante il suo regno fu ucciso da un Balrog.

Durin VII L’ultimo Re della Casa di Durin. Visse all’inizio della Quarta Era. Tornò a Moria e la ricostruì.

Dwalin 2772 Terza Era – 92 Quarta Era. Appartenente alla Casa di Durin, secondo figlio di Fundin. Membro della Spedizione per Erebor, visse dopo il 2941 nella Montagna Solitaria. Visse ben 340 anni.

Farin 2560 – 2803 Terza Era. Appartenente alla Casa di Durin, figlio di Borin e padre di Fundin e Gróin.

Fíli 2859 – 2941 Terza Era. Apparteneva alla Casa di Durin, figlio di Dís e nipote di Thorin. Membro della Spedizione per Erebor, fu ucciso nella Battaglia dei Cinque Eserciti, mentre difendeva il corpo di Thorin.

Flói Andò a Khazad-dûm con Balin, ma fu ucciso durante una battaglia fuori dai cancelli nel 2989 della Terza Era. Fu sepolto vicino allo Stagnospecchio.

Frár Andò a Khazad-dûm con Balin e fu ucciso difendendo il Ponte di Durin e la Seconda Stanza nell’anno 2994 della Terza Era.

Frerin 2751 – 2799 Terza Era. Apparteneva alla Casa di Durin, secondo figlio di Thráin II. Scappò da Erebor nel 2770 e fu ucciso ad Azanulbizar.

Frór 2552 – 2592 Terza Era. Apparteneva alla Casa di Durin, secondogenito di Dáin I. Fu ucciso con suo padre negli Ered Mithrin da un Drago.

Fundin 2662 – 2799 Terza Era. Apparteneva alla Casa di Durin, figlio di Farin e padre di Balin e Dwalin. Ucciso ad Azanulbizar.

Gamil Zirak Detto il Vecchio. Fabbro di Nogrod nella Prima Era e maestro di Telchar.

Gimli Nato nel 2879 della Terza Era. Apparteneva alla Casa di Durin, figlio di Glóin. Dopo il 2941 visse con suo padre ad Erebor. Nel 3018 fece parte della Compagnia dell’Anello. Prese parte a tutte le maggiori battaglie della Guerra dell’Anello, e forgiò i nuovi cancelli di Minas Tirith in ferro e mithril. Nel 120 della Quarta Era navigò oltremare con Legolas; fu chiamato amico degli Elfi.

Glóin (1) 2136 – 2385 Terza Era. Re della Casa di Durin negli Ered Mithrin dal 2283 al 2385.

Glóin (2) 2783 Terza Era – 15 Quarta Era. Apparteneva alla casa di Durin, figlio di Gróin e padre di Gimli. Era compagno di Thráin e Thorin durante i loro viaggi dopo la battaglia di Azanulbizar; fu membro della spedizione per Erebor, e dopo il 2941 si insediò nella Montagna Solitaria e divenne ricco e importante. Nel 3018 prese parte al Concilio di Elrond.

Gróin 2671 – 2923 Terza Era. Apparteneva alla casa di Durin, figlio di Farin e padre di Óin e Glóin.

Grór 2563 – 2805 Terza Era. Apparteneva alla Casa di Durin, era il figlio più giovane di Dáin I e padre di Náin. Fondò il Reame Nanesco nei Colli Ferrosi.

Ibun Visse nella Prima Era. Figlio di Mîm di Noegyth Nibin.

Khîm Figlio di Mîm di Noegyth Nibin. Ucciso nel 486 Prima Era da uno dei fuorilegge di Túrin.

Kíli 2864 – 2941 Terza Era. Apparteneva alla Casa di Durin, figlio di Dís, nipote di Thorin. Membro della spedizione per Erebor, fu ucciso durante la Battaglia dei Cinque Eserciti, mentre difendeva il corpo di Thorin assieme a suo fratello Fili.

Lóni Andò a Khazad-dûm con Balin nel 2989 della Terza Era, ma fu ucciso nel 2994, mentre difendeva il Ponte di Durin e la Seconda Stanza.

Mîm Uno degli ultimi di Noegyth Nibin. Tradì Túrin, consegnandolo agli Orchetti e dopo la partenza di Glaurung si insediò nelle rovine di Nargothrond, dove si impossessò del tesoro. Fu ucciso da Húrin nel 502 della Prima Era e prima della propria morte maledì il tesoro, cosicché tutti quelli che vennero in contatto con esso successivamente, fra cui Thingol e Beren, furono perseguitati dalla sfortuna. La Nauglamír fu forgiata con questo oro.

Náin I 1832 – 1980 Terza Era. Re della Casa di Durin e Khazad-dûm per un anno. Fu ucciso dal Balrog.

Náin II 2338 – 2585 Terza Era. Re della Casa di Durin negli Ered Mithrin.

Náin 2665 – 2799 Terza Era. Apparteneva alla Casa di Durin, figlio di Grór e padre di Dáin Piediferro. Fu ucciso da Azog nella battaglia di Azanulbizar.

Náli Andò con Balin a Khazad-dûm nel 2989 della Terza Era, ma fu ucciso nel 2994 mentre difendeva il Ponte di Durin e la Seconda Sala.

Nár Era un compagno di Thrór durante i suoi viaggi nel 28 della Terza Era ed ebbe il ruolo di messaggero degli Orchetti di Khazad-dûm per raccontare ai Nani dell’omicidio di Thrór.

Narvi Visse nella seconda metà del primo millennio della Seconda Era. Ideò e costruì i Cancelli Occidentali di Moria.

Naugladur Signore dei Nani di Nogrod nella Prima Era. Condusse l’attacco a Thingol e lo uccise, si impossesso della Nauglamír e la indossò. Successivamente combatté contro Beren, ma venne ucciso da quest’ultimo.

Nori Apparteneva alla Casa di Durin e fece parte della spedizione per Erebor.

Óin 2238 – 2488 Terza Era. Re della Casa di Durin (2385 – 2488) negli Ered Mithrin.

Óin 2774 – 2994 Terza Era. Figlio di Gróin, apparteneva alla Casa di Durin e fece parte della spedizione per Erebor; nel 2941 si insediò nella Montagna Solitaria, e nel 2989 andò con Balin a Khazad-dûm. Fu ucciso dal Guardiano delle Acque Occidentali nel 2994.

Ori Apparteneva alla Casa di Durin e fece parte della spedizione per Erebor. Nel 2989 lasciò la Montagna Solitaria e andò a Khazad-dûm con Balin, dove morì nel 2994 durante la difesa della Camera di Mazarbul.

Telchar Il fabbro più famoso di Nogrod nella Prima Era. Forgiò Narsil, la spada di Elendil, ed Angrist, il coltello di Curufin, che passerà successivamente nelle mani di Beren; egli lo usò per estrarre il Silmaril dalla corona di ferro di Melkor.

Thorin I 2035 – 2289 Terza Era. Re della Casa di Durin dal 2190 al 2289. Guidò un gran numero di Nani del popolo di Durin da Erebor agli Ered Mithrin.

Thorin II 2746 – 2941 Terza Era. Re della Casa di Durin in esilio. Combatté coraggiosamente ad Azanulbizar e successivamente visse negli Ered Luin con suo pare Thráin II. Nel 2941 decise di rivendicare il Reame di Erebor strappato ai Nani dal drago Smaug. Il drago fu ucciso, ma Thorin rimase ucciso durante la Battaglia dei Cinque Eserciti. Era conosciuto come Thorin Scudodiquercia, siccome nella Battaglia di Azanulbizar utilizzò il ramo di una quercia come scudo e mazza.

Thorin III Nato nel 2866 della Terza Era; Re della Casa di Durin a Erebor. Era conosciuto anche come Thorin Elminpietra.

Thráin I 1934 – 2190 Terza Era. Re della Casa di Durin dal 1981. Condusse la sua gente da Khazad-dûm a Erebor nel 1999 e lì fondò il Reame sotto la Montagna; scoprì la Arkengemma. Era chiamato Thráin il Vecchio da Thorin Scudodiquercia.

Thráin II 2644 – 2850 Terza Era. Re della Casa di Durin in esilio (2790 – 2850). Condusse i Nani durante la Battaglia di Azanulbizar e durante lo scontro perse un occhio. Nel 2845 fu catturato da Sauron e imprigionato a Dol Guldur. Fu torturato per cinque anni e gli fu strappato l’Anello di Potere. Gandalf lo incontrò a Dol Guldur e ricevette da lui la mappa di Erebor ed una chiave, successivamente usate da Thorin II.

Thrór 2542 – 2790 Terza Era. Re della Casa di Durin dal 2589 al 2790. Condusse il proprio popolo dagli Ered Mithrin ad Erebor. Nel 2790 scappò da Smaug e vagò per la Terra di Mezzo con pochi conoscenti. Quando fu vecchio decise di andare a Moria, ma Azog lo uccise e gli tagliò la testa; per questo motivo ebbe inizio la guerra tra Nani ed Orchetti.  

5月30日

L'ULTIMO VIAGGIO DI "GIMLI & LEGOLAS"

 I Due Compagni si ritrovarono accanto quasi per caso, sulla Via Silente, mentre andavano entrambi a rendere omaggio a Re Elessar, morto quattro giorni prima. Legolas e Gimli non si vedevano da diversi mesi: i loro compiti presso i rispettivi popoli li avevano tenuti lontani. Gimli era un Re, e aveva incarichi importanti da svolgere, e Legolas era ugualmente un personaggio molto importante tra gli Elfi Verdi dell'Ithilien.
Gimli portava al collo, come sempre, il gioiello in cui aveva racchiuso i tre capelli che Dama Galadriel gli aveva regalato a Lothlórien. Con l'abilità delle sue mani di Nano era riuscito ad inserire i capelli dentro un diamante grande quasi quanto un uovo: i punti in cui la pietra era stata aperta per inserire la ciocca erano assolutamente invisibili, e i capelli sembravano nati dentro la gemma. I riflessi dorati si moltiplicavano all'infinito nelle sfaccettature della pietra, e il meraviglioso gioiello, chiuso in un castone di mithril e appeso ad una catena anch'essa di mithril, era il vanto di Re Gimli e dei Nani delle Caverne Scintillanti.
I due fecero qualche passo affiancati, poi Gimli chiese improvvisamente, come continuando un discorso interrotto appena pochi istanti prima:
"Dove vanno gli Uomini quando abbandonano la Terra di Mezzo, Legolas?"
"Gli Elfi non lo sanno, e si dice che non lo sappiano neppure i Valar. Strano dono, quello fatto da Ilúvatar agli Uomini, dato che nessuno riesce a comprenderlo fino in fondo."
"E forse" proseguì Gimli "ci potremmo domandare anche dove andrà la Terra di Mezzo dopo Re Elessar. Questa Quarta Era mi piace poco, Legolas, e questi nuovi Uomini mi piacciono ancora meno. Non so, amico mio, noi avevamo l'Ombra da combattere, e sapevamo dov'era, e sapevamo quali erano i Popoli Liberi. Adesso sembra già che gli Uomini stentino a capire, e che l'Ombra a volte rinasca, non nella Torre Nera, ma direttamente dentro il cuore degli Uomini."
"E` pur troppo vero" rispose Legolas "ed è per questo che sono triste, mio caro amico. Non per la morte di Re Elessar, ché il Dono di Ilúvatar deve essere accettato con letizia. Sono triste perché Re Elessar è stato l'ultimo Amico degli Elfi, l'ultimo Uomo cresciuto a Imladris, l'ultimo legame tra i Priminati e i Successivi. Sento che da oggi la Terra di Mezzo non mi appartiene più."
I due sostarono un momento davanti alla camera funeraria di Re Elessar. Sdraiato sul letto di morte, l'Erede di Isildur si mostrava in tutta la sua bellezza e magnificenza: i tratti splendidi del suo volto ricordavano, sì, Elendil il Fedele e Isildur suo figlio, ma finanche Elros Tar-Minyatur, e Elrond suo fratello maestro di sapienza, che in un giorno di tanti anni prima aveva abbandonato la Terra di Mezzo e sedeva adesso in Valinor tra le Potenze. La sapienza degli Elfi gli splendeva in volto, assieme alla forza degli Uomini.
Lo sguardo di Gimli si posò per un attimo sul gioiello che portava al collo: nella bellezza elfica di Sire Elessar rivedeva quella stessa luce che splendeva nella ciocca di Galadriel.
Gimli sospirò: molti e molti anni erano trascorsi da quando Galadriel era partita per l'Ovest con l'Ultima Nave, assieme a Elrond, Gandalf, i Tre Anelli, Bilbo e Frodo. Gimli si scoprì a pensare ai suoi amici, alla Compagnia dell'Anello, e soprattutto a Dama Galadriel, alla sua amicizia e al suo dono.
Chissà se adesso, nell'Ovest beato, qualche volta si ricordava ancora della Terra di Mezzo... e magari di Gimli il Nano. "Sicuramente no" si disse. "Galadriel adesso vive con i Valar... che motivo ha di ricordare gli anni bui passati in esilio? E perché pensare ancora ai Nani, che tanti dissapori hanno avuto con gli Elfi?" E distogliendo la sua mente da quei pensieri malinconici, tornò a guardare Re Elessar e gli rivolse un ultimo saluto.
Legolas e Gimli rimasero qualche giorno a Minas Tirith, ospiti di Re Eldarion: ma mesti erano i loro pasti e senza gioia i loro discorsi. Dopo una settimana, salutarono Re Eldarion e si incamminarono verso l'Ithilien.
Era intenzione di Gimli accompagnare l'amico fino alla sua dimora e di lì proseguire verso le Caverne Scintillanti, per trascorrere là il poco tempo che ancora gli rimaneva; avrebbe presto compiuto 262 anni, età quanto mai anomala per la razza dei Nani che, se arriva spesso a 250 anni, raramente li supera.
Gimli si era chiesto spesso il perché di tanta longevità, e dopo la morte di Re Elessar si era convinto che, per uno strano capriccio del destino, spettasse a lui il ruolo di ultimo membro della Compagnia dell'Anello a dipartirsi dalla Terra di mezzo. Legolas avrebbe presto fatto rotta verso Ovest, avendo resistito al richiamo del Mare sin troppo a lungo, e allora sarebbe giunto il suo momento.
Giunti alla dimora di Legolas nell'Ithilien, Gimli insistette per proseguire subito verso la sua dimora. Sentiva di non avere più niente da dire all'amico, sentiva che era giunto il momento di sedersi e attendere la fine: inutile perdere tempo in addii.
Legolas apparentemente acconsentì. "Sta bene" disse. "Sento anch'io che la fine della Compagnia è vicina, e non serve prolungarla oltre. Siamo rimasti soltanto noi due, e il cuore mi dice che il nostro posto non è più nella Terra di Mezzo, adesso. Tuttavia vorrei che tu venissi nella mia dimora, un'ultima volta. Ho qualcosa da mostrarti, e solo dopo averla vista deciderai."
Entrati nella dimora di Legolas, questi lo condusse in una piccola stanza, illuminata solo da una torcia. Fece sedere il suo amico su di un piccolo sgabello davanti ad un tavolino rotondo coperto con un panno, e lentamente sollevò il panno.
Gimli riconobbe immediatamente, nel globo di cristallo scuro che aveva davanti, nientemeno che un Palantír. "E` il Palantír di Re Elessar?" chiese a Legolas. "Sì" rispose questi. "Qualche giorno prima di lasciare la Terra di Mezzo, mi ha chiamato e mi ha affidato la Pietra. 'Legolas, più caro fra gli amici, ti affido questo Palantír; il tempo dei Numenoreani è terminato, e il dono degli Elfi a Númenor deve essere restituito. Dama Undómiel mi ha rivelato che il compito spetta a te; ma non ti preoccupare, credo che l'Ultimo Viaggio della Compagnia dell'Anello non sarà un viaggio solitario.' Così mi disse, e adesso ho capito".
"Cosa intendi?" chiese Gimli incuriosito.
"Siediti e guarda, amico mio" fu la risposta solenne dell'Elfo.
Gimli si sedette. La pietra divenne grigia, come piena di fumo, ma dopo qualche istante una luce si irradiò dal centro, ingrandendosi fino a rendere tutta la pietra luminosa. Gimli vide con chiarezza una torre bianca, e sulla sommità, dietro una pietra molto più grande di quella che aveva davanti, sedeva una dama, anch'essa vestita di bianco.
Se avesse conosciuto meglio la storia delle Pietre Veggenti, Gimli avrebbe saputo subito che l'unica Pietra ancora esistente e attiva si trovava sulla torre di Avallónë in Eressëa, la Pietra Padrona delle Palantíri. Molti anni fa era stata creata, lei e le sue sorelle, dall'abilità degli Elfi di Eressëa, e la Pietra Padrona fu collocata sulla sommità di Avallónë per comunicare con le altre, e a quel che si dice sarà frantumata solo dal fragore dell'Ultima Battaglia.
La dama dall'altra parte del Palantír parlò, e Gimli sentì risuonare le parole nella sua mente come se ella gli fosse stata accanto; ma volgendosi verso Legolas, si accorse che l'Elfo non riusciva a sentire, e lo stava osservando con un sorriso. Evidentemente le Pietre stavano creando una sorta di dialogo mentale.
"Ben trovato, Gimli figlio di Glóin" disse la dama.
Era Dama Galadriel, e tutti i ricordi e i sentimenti di Gimli gli si affollarono nel cuore e nello stomaco fino quasi a soffocarlo.
"Mia Signora!..." fu l'unica cosa che riuscì a dire, con voce strozzata. Si era dimenticato quanto fosse bella Galadriel; o forse era lei che adesso era ancora più bella, con la luce di Valinor che gli splendeva in volto. I suoi capelli, adesso, avevano un colore che neanche l'oro più puro e più splendente potrà mai raggiungere, e la sua pelle era bianca e luminosa più di quanto Gimli avesse mai potuto immaginare.
Gimli dovette lottare contro se stesso per non piangere (il suo orgoglio di Nano non l'avrebbe mai tollerato): si rese conto che per tutta la sua vita aveva solo sperato di rivederla, e che amava quella dama in una maniera che nessuno avrebbe mai potuto capire. La sua mano si strinse intorno al gioiello che portava al collo così strettamente che il castone di mithril gli ferì il palmo.
"La vita ti è stata lieve, Scrigno della Ciocca?" disse Dama Galadriel. "So che hai avuto onori e ricchezze in misura maggiore di molti altri della tua razza".
"Mia Signora!..." fu l'unica cosa che riuscì a ripetere Gimli. Tutto ciò che avrebbe voluto dire, i pensieri di molti lunghi anni si affacciavano così confusamente che non riuscì a formulare nessuna frase. Galadriel sorrise.
"Sei forse diventato timido, Gimli figlio di Glóin? So che non è una caratteristica comune in un Nano."
"Non mi sarei più aspettato di rivederti, mia Signora" riuscì infine a rispondere Gimli.
"Così non è, invece: spero che la cosa ti faccia piacere, comunque."
"Non intendevo questo..." cominciò a rispondere Gimli.
"Lo so" disse calma Galadriel. "Conosco la tua devozione, e quella dei tuoi sudditi; mai Elfo fu tenuto in tanta considerazione presso i Nani, e di questo posso solo ringraziarti". Il volto di Galadriel si aprì in un sorriso di affetto, e il cuore di Gimli sembrò scoppiare.
"Ma non è per questo che ti ho cercato; Gimli, tu possiedi qualcosa che mi appartiene." disse infine Galadriel: il suo sorriso si spense per un attimo, e Gimli rimase ancora più confuso di prima.
La sua mano lasciò lentamente la presa, e sollevò piano il diamante con incastonata la ciocca fino a portarlo davanti al Palantír.
"La tua ciocca di capelli, mia Signora. L'ho conservata come meglio potevo." Lo sguardo di Galadriel si fissò per un attimo sul gioiello, che sembrò illuminarsi. La dama non riuscì a nascondere un sorriso di compiacimento.
"Abili sono le mani dei Nani, Gimli figlio di Glóin; codesto gioiello è degno di una regina."
"Come posso donarti questa pietra?" disse d'impulso Gimli; si sarebbe gettato seduta stante nell'Anduin e avrebbe nuotato fino a Valinor, se solo la dama gliel'avesse chiesto. Ma Galadriel tornò seria, e il fervore di Gimli si raffreddò un poco.
"Non è codesto il punto, mio buon Nano. I Noldor sono partiti, e i Tempi Antichi non sono più, e i Tempi Nuovi sono sconosciuti persino ai Valar. I Noldor appartengono ormai al passato, come gli Anelli, e il sangue di Arwen Undómiel presto si perderà in mezzo a quello degli Uomini. Gimli, la ciocca che possiedi appartiene ormai al passato anch'essa, a quelli che saranno ben presto i Tempi Antichi. E` stato decretato da Manwë che ciò che appartiene agli Elfi debba scomparire dalla Terra di Mezzo prima che il Tempo degli Uomini si compia. Il Palantír che vedi e la ciocca che possiedi devono essere riportati a Valinor. Così hanno deciso i Valar."
Gimli ebbe un attimo di riflessione, ma la situazione si chiarì abbastanza in fretta nella sua mente: Legolas l'Elfo, che poteva ancora trovare la Strada Diritta, avrebbe riportato in Valinor i due oggetti. Ciò lo rese di colpo triste: gli dispiaceva separarsi dal dono di Galadriel, e gli sembrava che avrebbe perso in quel modo anche il ricordo. Ma il senso pratico dei Nani ebbe subito il sopravvento; la gemma sarebbe andata in Valinor, e la storia dei Due Compagni finiva lì. Inutile insistere.
Gimli si rivolse di nuovo alla Pietra: "Ho capito" disse. "Mia Signora, sappi che tutto l'oro che possiedo non mi ha reso ricco quanto la tua conoscenza; i miei sudditi canteranno per sempre le lodi degli Elfi e di Dama Galadriel, e le mie grotte più splendenti sono e saranno a te dedicate, nella vana speranza di riuscire a creare una bellezza che ricordi la tua. Acconsenti a indossare il gioiello che Legolas ti porterà, in ricordo di Gimli il Nano?"
"No." rispose secca Galadriel. "Io non riceverò da Legolas Verdefoglia nessun dono, in quanto il suo compito è consegnare la Pietra Veggente agli Elfi di Eressëa. Questa è l'unica cosa che gli è consentita."
"E allora come...?" si lasciò sfuggire Gimli.
"La Ciocca di Dama Galadriel" proseguì solenne la dama "sarà portata in Valinor dal suo custode. Tu verrai a Valinor, e dalle tue mani sarò ben lieta di accettare un simile regalo."
"Io? Un Nano? Ma non è consentito..." obiettò Gimli.
"Cosa sai tu di cosa è consentito, Gimli figlio di Glóin? Conosci tu forse i pensieri di Manwë Súlimo, o di Aulë tuo signore?"
Al sentir pronunciare il nome di Aulë, Gimli sbiancò in volto. La devozione dei Nani verso Aulë è molto più profonda di quella delle altre razze nei confronti dei Valar, persino più grande della devozione degli Elfi verso Varda. Aulë ha creato i Nani, e Aulë li raccoglie alla fine della loro vita, e si dice che solo nel Canto Finale sarà svelato il loro ruolo nella Musica degli Ainur. Tuttavia la devozione dei Nani verso Aulë non è conosciuta dagli altri popoli, in quanto i Nani non ne parlano mai, come del resto accade per molti dei loro usi.
"Io stessa" proseguì Galadriel "sono andata a parlare al Concilio dei Valar, nell'Anello della Sorte, e ho espresso il parere che a Gimli figlio di Glóin, Amico degli Elfi, Scrigno della Ciocca, sia consentito di soggiornare in Valinor quale ricompensa per il ruolo svolto nella Guerra dell'Anello. Aulë ha acconsentito, e Manwë non ha posto obiezioni."
"La Terra Imperitura non prolungherà la tua vita, ma potrai soggiornare qualche tempo nel Reame Beato, e al momento opportuno sarai condotto nelle aule riservate alla tua razza direttamente dal tuo signore, grazia che a nessun altro Nano è mai stata concessa."
Galadriel fece un attimo di pausa, per dare il tempo a Gimli di realizzare cosa gli stesse proponendo, e infine concluse, con un sorriso affettuoso: "Spero che questo sia un dono sufficiente a ripagarti della tua devozione."
Gimli non rispose: ogni frase sarebbe stata superflua. Guardò il suo amico Legolas, che evidentemente era a conoscenza dei progetti di Galadriel: si scambiarono uno sguardo di intesa, felicità, commozione che valeva anch'esso più di mille parole. Poi Gimli guardò nuovamente verso il Palantír, ed ebbe appena il tempo di vedere la figura di Galadriel che lentamente svaniva; il globo mandò ancora qualche riflesso tremolante, poi si scurì del tutto.
Una sera di marzo, un contadino dell'Ithilien vide passare, su un'imbarcazione di legno chiaro, Legolas Verdefoglia e Gimli Amico degli Elfi, che discendevano il corso dell'Anduin remando blandamente. Salutò con deferenza i Due Compagni, il cui rango e le cui storie erano conosciute fin dall'ultimo abitante dell'Ithilien; dopo tutto, se egli aveva delle terre da coltivare adesso, era grazie al successo nella Guerra dell'Anello, in cui Legolas e Gimli tanta parte avevano avuto.
L'uomo immaginò che i Compagni discendessero l'Anduin per andare a fare visita al Principe di Dol Amroth, oppure a qualche altro signore delle terre alle foci dell'Anduin; nella sua vita non aveva mai visto gli Elfi veleggiare verso l'Ovest, e Valinor era per lui nient'altro che un nome. Mai avrebbe immaginato che i Due Compagni, con quella fragile barca, abbandonavano la Terra di Mezzo e andavano verso il Reame Beato dell'Ovest, di là dal Grande Mare. Eppure così era, e Legolas e Gimli stavano veleggiando verso Valinor, per riportare il Palantír degli Elfi di Eressëa e la Ciocca di Dama Galadriel ai loro rispettivi proprietari.
Questa storia non narra come i Due Compagni riuscirono a trovare la Via Diritta tanti anni dopo che l'Ultima Nave era salpata dalle rive della Terra di Mezzo; ché lunga è la mano delle Potenze di Arda, e profonda e insondabile la mente di Manwë Signore Supremo, in cui si rispecchia il pensiero di Ilúvatar.

5月14日

PERSONGGI

Figlio di Arathorn e Gilraen, Aragorn è discendente di Isildur (trentanovesimo in linea diretta) e per questo legittimo erede al trono di Gondor. Dopo la morte del padre, viene portato a Imladris e accolto come figlio da Elrond. Raggiunta la maggiore età e divenuto amico di Gandalf parte per le Terre Selvagge. Tornato a Gran Burrone, appena ventenne, Elrond gli svela la sua identità e gli consegna l'anello di Barahir e i frammenti della spada di Elendil*, padre di Isildur.
Aragorn si distingue in varie battaglie contro i servi di Sauron durante gli anni successivi. Combatte al fianco dei cavalieri di Rohan, milita nell'esercito di Gondor e guida la spedizione contro i pirati di Umbar. A Gran Burrone conosce Arwen, figlia di Elrond, e se ne innamora. Ma la sua indole raminga lo spinge a rimettersi in cammino per sorvegliare e proteggere i confini della Contea.
A Brea, nella Locanda del Puledro Impennato, incontra Sam, Merry, Pippin e Frodo, il portatore dell'Anello, e li scorta alla Casa di Elrond. Qui si unisce alla Compagnia incaricata dal Consiglio di accompagnare Frodo al Monte Fato, il luogo in cui Sauron forgiò l'Anello del Potere. Combatte al fianco di Re Théoden nella vittoriosa battaglia del Fosso di Helm e comanda gli eserciti degli uomini nella lotta finale contro Sauron.
 
Figlio di Re Thranduil, sovrano di Bosco Atro, zona situata a nord delle Terre Selvagge. Un tempo Bosco Atro era chiamato anche Grande Foresta Verde, ma dopo la venuta di Sauron il male è dilagato ovunque, giungendo sino al regno di Thranduil e trasformandolo in un luogo oscuro e ben diverso dalla meravigliosa foresta di una volta.
Durante il Consiglio di Elrond si offre per unirsi alla Compagnia dell'Anello, e insieme ai suoi compagni affronta il lungo e pericoloso viaggio verso Mordor. Si distingue per il suo coraggio e la sua abilità nella battaglia del Fosso di Helm e nella guerra finale contro gli eserciti di Sauron.
Nonostante alcune incomprensioni iniziali, diventa grande amico del nano Gimli, evento eccezionale viste le difficili relazioni da sempre intercorse fra Elfi e Nani.
Arciere infallibile, Legolas possiede la grazia e la bellezza di tutti gli Elfi, nonché alcune sorprendenti facoltà, come camminare lievemente senza lasciare impronte, leggere nella mente e parlare con gli animali. I suoi 3000 anni d'età testimoniano il dono dell'immortalità e dell'eterna giovinezza di cui, in quanto elfo, è dotato.
 
Gimli, figlio di Glòin, è uno dei nani dell’Erebor che si unisce alla Compagnia dell'Anello a Gran Burrone. Come tutti quelli della sua stirpe, è scorbutico e diffidente, specie nei confronti degli elfi, ma la sua parola diventa un patto solenne. In battaglia è spietato e micidiale. Lo dimostra nella battaglia di Moria, quando fa di tutto per difendere la tomba di Balin dalle grinfie degli orchi.
Nonostante il suo caratere coriaceo, Gimli si scioglie alla vista di Galadriel, la bellissima dama di Lorièn, di cui si infatua e grazie alla quale inizia a cambiare idea sul conto degli elfi. E infatti, nonostante gli iniziali dissapori, Gimli instaura un legame fraterno proprio con Legolas, ingaggiando con l'elfo spassosissime gare atte a stabilire chi di loro due è più bravo in battaglia. Come tutti i nani è innamorato di ciò che può essere creato o forgiato e ha una “strana” passione per le caverne e le miniere.
 
Figlio prediletto di Denethor, sovrintendente di Gondor, Bormoir è un guerriero forte e temerario. Partecipa al Consiglio di Elrond in veste di ambasciatore di Gondor ed erede alla sovrintendenza del Regno. Durante il conciliabolo propone di usare l'Anello contro Sauron, suscitando le reazioni di Aragorn, Legolas e Gandalf, favorevoli invece alla distruzione dell'Unico. Si unisce alla Compagnia dell'Anello più per salvaguardare il coraggio e l'onore di Gondor che per reale convinzione.
Accecato dal desiderio di impossessarsi dell'Anello, cerca di sottrarlo a Frodo, ma poi si accorge dell'errore e si pente. Muore in battaglia, combattendo gloriosamente, da solo, contro una banda di Orchi per difendere Merry e Pipino.

 Gandalf il Grigio appartiene all'Ordine degli Istari ed è chiamato dagli Elfi Mithrandir. Giunto nella Terra di Mezzo, prosegue il suo incessante vagare (di lì il soprannome di "Grigio Pellegrino"), divenendo ottimo amico di Elrond, signore elfico di Gran Burrone, e dell’hobbit Gerontius, capostipite della famiglia dei Tuc.
Conosce Bilbo Baggins circa sessant'anni prima degli eventi narrati nella Compagnia dell'Anello e fra i due nasce una lunga e sincera amicizia.
Colpito dal coraggio di Frodo, che si assume l'onere di portare l'Unico Anello al Monte Fato, diviene uno dei membri alla Compagnia. Durante il viaggio, nella profondità delle miniere di Khazad-dûm, cade vittima del Balrog di Moria (che pure resta ucciso), ma l'intervento dei Valar lo rimanda da morte per il tempo necessario a completare la sua missione. Vestito di bianco, massima onoreficenza per uno stregone, diviene "una fiamma radiante", benché ancora velata, se non in momenti di grande necessità.
Libera re Theoden dall'influenza maligna di Saruman (ex capo dell'Ordine degli Istari, asservito alla volontà di Sauron) e tenta di convincerlo a muovere guerra contro le forze di Isengard. Di fronte alla titubanza di Theoden, che preferisce condurre il suo popolo al Fosso di Helm, decide di partire per richiamare Eomer (nipote del re) e il suo esercito di Rohirrim, banditi dallo stesso Theoden su consiglio del perfido Grima Vermilinguo, segretamente alleato con Saruman. Dopo 3 giorni, torna al Fosso di Helm con i rinforzi e contribuisce alla sconfitta dell'esercito dell'ex stregone bianco.
Nella guerra finale contro Sauron, guida la difesa di Minas Tirith, assediata dagli orchi del Signore Oscuro, impedendo la presa della città e la conseguente sconfitta di Gondor.
La spada elfica di Gandalf, chiamata Glamdring, viene trovata dal Mago durante un viaggio con Bilbo nella caverna degli Uomini Neri. Forgiata durante la Prima Era, Glamdring è appartenuta a Turgon, re di Gondolin, che l'ha usata per combattere orde di orchi. Dopo la sconfitta di Gondolin viene presa dagli orchi e portata come bottino di guerra nelle terre dell’Est.
 
Figlio di Bungo Baggins e Belladonna Tuc, nasce durante la Terza Era della Terra di Mezzo.
Durante il viaggio alla conquista di Erebor, insieme a Gandalf, cade nella grotta di Gollum e trova l’Anello. Tornato a Hobbitville, conserva gelosamente e in segreto il prezioso oggetto, grazie al quale acquisisce un'incredibile longevità. Quando Frodo rimane orfano, Bilbo lo adotta e si fa carico della sua educazione.
Nel giorno del suo centoundicesimo annuncia la sua intenzione di abbandonare la Contea per terminare la sua autobiografia, lasciando tutti i suoi averi (anello compreso) a Frodo. Ma il potere corruttore dell’Anello continua ad esercitare un certo influsso sull'hobbit, spingendolo addirittura a minacciare l’amato Frodo pur di riaverlo.
 

Frodo Baggins, figlio di Drogo Baggins e di Primula Brandibuck, cugino/nipote di Bilbo Baggins, è il Portatore dell’Anello. Protagonista dell’epico viaggio che determina le sorti della Terra di Mezzo, dapprima insieme agli altri 8 della Compagnia, poi con il suo fedele amico Sam Gamgee e Gollum/Smeagol.
Rischia più volte di soccombere alla volontà malvagia dell’Anello, ma Sam è sempre lì a riportarlo sulla retta via. E quando il suo compagno non può nulla, è il destino a salvare le sorti della Terra di Mezzo. Alla fine del viaggio, infatti, Frodo si rifiuta di gettare l'Anello nel cratere e se lo infila al dito, ormai soggiogato dal suo malefico potere. L'hobbit scompare e la tragedia sembra ormai inevitabile, quando appare Gollum, che aveva seguito Frodo e Sam sin lì. La creatura riesce ad impossessarsi del suo "tesoro" (strappando il dito di Frodo con un morso), ma finisce per perdere l'equilibrio e precipitare nella Voragine del Fuoco.
La spada di Frodo, Sting (nella traduzione italiana Pungolo), è un coltello elfico rinvenuto da Bilbo Baggins in una caverna degli Uomini Neri. Ma per un hobbit, vista la differenza di altezza e corporatura, può benissimo assolvere le funzioni di una spada!

Samvise Gamgee, detto Sam, è il giardiniere di casa Baggins, nonché grande amico di Frodo e Bilbo. Instancabile lavoratore, si trova coinvolto suo malgrado nell’avventura di Frodo a causa della sua curiosità e della cieca fedeltà verso il suo amico. Sam “cuor di leone” Gamgee è un bravo hobbit, serio e responsabile, amante della natura e della buona cucina. Nonostante la sua indole pacifica e tranquilla, riesce in più di un'occasione a sfoderare un coraggio inaspettato e salvare la vita del Portatore dell’Anello. I suoi gesti di altruismo sono sin troppi per essere menzionati tutti. Uno in particolare colpisce lo spettatore in un'epoca in cui l'amore per il prossimo sembra caduto nel dimenticatoio. Sulle pendici del Monte Fato, Sam abbraccia Frodo ormai stremato dal peso (fisico e morale) dell'Anello e lo prende sulle sue spalle esclamando: "se non posso portare il vostro fardello, posso portare voi". EROICO! Arriva dunque fino in fondo insieme al suo padrone, infondendogli costantemente coraggio e rincuorandolo nei momenti di maggiore difficoltà. E' sicuramente il personaggio più positivo della Trilogia, simbolo di genuina forza e affettuosa abnegazione. Indimenticabile.

Meriadoc Brandibuck, detto Merry, è amico di lunga data di Frodo. Ama l’erba pipa, gli scherzi e le burle, ma è molto maturo per essere un hobbit della sua età. In fuga dai cani del vecchio Maggot, che stanno rincorrendo lui e Pipino per aver rubato ortaggi di vario genere, incontra per caso Frodo e Sam in viaggio verso Gran Burrone e decide di andare con loro. Dopo la partenza dalla Casa di Elrond, è protagonista di una serie di strepitose gesta. Degna di nota la battaglia dei Campi del Pelennor, dove Merry combatte valorosamente a fianco di Eowyn, nipote del re di Rohan. 

 

Peregrino Tuc, detto “Pipino”, è un lontano cugino di Frodo da parte di madre. Insieme a Merry, si imbatte per caso nella missione di Sam e Frodo e decide di accompagnarli. E’ il più giovane della compagnia, ama fare scherzi e prende spesso le cose alla leggera. Questa sua superficialità è all'origine dello scontro tra la Compagnia e gli Orchi nelle miniere di Moria. E’ comunque un hobbit buono e volenteroso, che trova il suo coraggio verso la fine del suo viaggio, compiendo gesta degne di esser ricordate.
Come tutti gli Hobbit ama il buon cibo e la birra. Condivide inoltre con Merry una vera e propria passione nel fumare l’erba pipa. Giunto a Gondor insieme a Gandalf, offre i suoi servigi al sovrintendente Denethor e viene da questi nominato Guardia della Cittadella. In questo modo intende pagare il suo debito nei confronti di Boromir, morto per salvare la sua vita e quella di Merry.

Un tempo era un hobbit e si chiamava Smeagol. Si impossessa dell'Anello uccidendo suo cugino Déagol, che lo ha trovato sul letto del fiume Anduin, per poi rifugiarsi in una caverna dove viene letteralmente consumato dal potere dell'Unico. Chiama l’Anello il suo “Tesssoro” ed è disposto a tutto per tenerlo con sé.
Quando Bilbo Baggins gli sottrae il prezioso oggetto, Gollum esce dalla sua caverna e parte alla ricerca dell'Anello. Viene scoperto dal Signore Oscuro e torturato nelle segrete della sua Fortezza. Le atroci sofferenze subite dalla miserabile creatura sortiscono il loro effetto allorché Sauron ottiene di sapere l'identità del nuovo portatore dell'Anello.
Fuggito da Mordor, Gollum riesce a trovare Sam e Frodo in viaggio verso il Monte Fato. Dopo aver seguito furtivamente i due hobbit, la creatura aggredisce Frodo e tenta di sottrargli l'Anello. Non riuscendovi, anche grazie al tempestivo intervento di Sam, si offre ai due hobbit come guida nelle terre desolate di Mordor.
Dopo una lunga crisi in cui le sue due personalità, Smeagol e Gollum, tentano di prevalere l'una sull'altra, il potere dell'Unico ha il sopravvento. Gollum annienta Smeagol e conduce Frodo nella tana di Shelob, un ragno gigante che per poco non uccide l'hobbit. Anche in questo caso l'intervento di Sam, che riesce a mettere in fuga il ragno, si rivela decisivo. Da questo momento Gollum si separa dai due hobbit, continuando a seguirli di nascosto per uscire allo scoperto proprio quando Frodo sta per gettare l'Anello nell'Orodruin, il cratere del Monte Fato. E così, dopo anni di agognata attesa, la creatura riesce finalmente ad impossessarsi dell'amato "tesssoro". Ma la sua gioia dura ben poco: giusto il tempo di precipitare nel vulcano insieme al suo amato/odiato Anello.

Capo dell’Ordine degli Istari, gli Stregoni della Terra di Mezzo, risiede a Isengard nella Torre di Orthanc. In antichità era il più saggio tra i membri del suo Ordine, prima di abbandonare la ragione per la pazzia. Il suo potere maggiore risiede nella sua voce, suadente ed ingannatrice; essa può rivelarsi un’arma invincibile per coloro che si oppongono al suo volere. Quando l’Ombra sembra risvegliarsi, Saruman prende l’incarico di documentarsi sul Nemico, ma i suoi studi sull’Anello lo portano alla corruzione e al tradimento. Volendo conoscere sempre più approfonditamente il pensiero di Sauron, si allea con l’Oscuro Signore, col quale sogna di dominare l’intera Terra di Mezzo. Quando Gandalf lo informa di aver scoperto dove si trova l’Unico, finalmente si svela come traditore e imprigiona colui che una volta era suo amico in cima al pinnacolo della torre di Orthanc. Nel frattempo, obbedendo agli ordini di Sauron, si dedica alla costruzione di un enorme esercito composto da una nuova razza di Orchi, frutto dei suoi studi ed esperimenti: i feroci Uruk-hai, creati con il solo scopo di porre fine alla razza umana. Nel costruire il suo esercito, però, non tiene più conto delle cose viventi: così distrugge e brucia numerosi alberi della foresta di Fangorn pur di ottenere legno pregiato. L’ennesima mancanza di rispetto di Saruman verso la Natura non può non destare l’ira degli Ent, i Pastori di Alberi, che marciano su Isengard determinando la sua sconfitta.

Regina del reame di Lothlorien, viene anche chiamata “la Dama del Bosco”. E’ la sposa di Celeborn, col quale vive a Caras Galadhon. E' uno dei primi elfi che attraversano il Mare per recarsi nella Terra di Mezzo. Al dito porta Nenya, uno dei Tre Anelli donati ai re degli Elfi, il quale le conferisce grandi poteri, come, per esempio, leggere nei cuori degli uomini. Famoso è anche “lo Specchio di Galadriel”, grazie al quale la Dama può mostrare il passato, il presente e il probabile futuro a chi lo guarda.
Quando la Compagnia attraversa il suo reame, Galadriel avverte tanto l’enorme peso che grava su Frodo quanto la rovina nel cuore di Boromir. Pensando di fare la cosa più giusta, l’hobbit le offre l’Anello, ma Galadriel resiste alla tentazione di usarlo e accetta di perdere i suoi poteri una volta che l'Unico sarà distrutto. Prima della partenza da Lothlorien, i membri della Compagnia ricevono dalla Dama vari doni che in futuro si rivelano molto utili. Tra questi spicca la Fiala di Galadriel, che emana la luce della Stella di Earendil, grazie alla quale Frodo riesce a difendersi dal ragno Shelob a Cirith Ungol. All’inizio della Quarta Era, con gli ultimi elfi rimasti nella Terra di Mezzo, parte verso le Terre Occidentali per riunirsi ai Valar.

Figlio di Eärendil ed Elwing, alla fine della Prima Era sceglie di appartene e ai Primogeniti (gli Elfi) e resta nella Terra-di-Mezzo fino alla fine della Terza Era. E' Signore di Imladris (Gran Burrone) e detentore di Vilya, l'Anello d'Aria, che ha ricevuto da Gil-galad.
Prende parte alla Prima Guerra dell'Anello quale uno dei leader dell'Alleanza fra Elfi e Uomini. Dopo la sconfitta di Sauron, cerca di persuadere Isildur a gettare l'Unico Anello nel cratere del Monte Fato. Ma il nuovo re di Gondor decide di tenerlo per sé, dando così a Sauron l'ennesima chance di risorgere dalle proprie ceneri.
Convoca il Consiglio da cui sorge la Compagnia dell'Anello, incaricata di accompagnare Frodo al Monte Fato per distruggere l'Unico.
Cerca di convincere sua figlia Arwen a partire con gli altri Elfi verso Ovest, nella terra dei Valar, ma l'amore di Arwen nei confronti di Aragorn la spinge a scegliere una vita mortale pur di restare accanto all'uomo che ama.

Soprannominata Undòmiel (Stella del Vespro), Dama di Imladris e di Lorien, Arwen è figlia di Elrond, Signore di Rivendell (Gran Burrone).
In un bosco nei pressi di Colle Vento, incontra Aragorn e gli hobbit in fuga dai Nazgul, i nove terribili emissari di Sauron. Prende con sé il Portatore dell'Anello (gravemente ferito in seguito ad un colpo di pugnale Nazgul) e lo sottrae alle grinfie dei Cavalieri Neri, conducendolo sano e salvo a Gran Burrone. Vive da immortale a Lorien e poi abbandona l’immortalità per sposare Aragorn, re di Gondor.
La Spada di Arwen, chiamata Hadhafang, è bellissima quanto chi la impugna. Iscrizione della spada in lingua Sindarin in Tengwar

Figlia di Eomund, Maresciallo capo del Mark, e di Theodwyn, dopo la morte del padre viene adottata insieme al fratello Eomer dallo zio Theoden, Sovrano di Rohan. Da quel momento fa vita di corte, ma nascosto in lei giace un indomito spirito guerriero. Si innamora di Aragorn dopo averlo incontrato la prima volta a Meduseld, vedendo in lui le qualità di nobile guerriero e condottiero. Coltiva il sogno dell’unione amorosa fin quando il futuro Re di Gondor non le comunica esplicitamente che ciò non potrà mai avvenire. Nonostante il veto di Theoden, parte per Minas Tirith al seguito dell’esercito di Rohan, portando con sé Merry. Nella battaglia di fronte alle mura della capitale di Gondor, si batte con onore, uccidendo il Capo dei Nazgul. Spentasi in lei la fiamma d’amore che ardeva per Aragorn, si unisce in matrimonio con Faramir, eletto principe dell’Ithilien dal Re di Gondor.

 Diciassettesimo Re di Rohan, Theoden è un sovrano forte e saggio. Viene soggiogato dal potere di Saruman, che avvelena la sua mente per mezzo del Consigliere Grima Vermilinguo. I falsi consigli di Saruman, mascherati da parole di saggezza, rendono il re incapace di reagire agli avvenimenti che accadono nel suo regno, minandolo sia nel fisico che nella mente. La venuta di Gandalf a Meduseld spezza l’incantesimo e il re ritrova la sua antica forza impugnando nuovamente la sua spada.
Di fronte all'incombente minaccia dell'esercito di Saruman, Theoden conduce il suo popolo al Fosso di Helm, dove oppone una fiera resistenza all'assedio nemico. Quando ormai sembra tutto perduto e ogni speranza vana, l'arrivo di Eomer e dei Rohirrim, guidati da Galdalf, sancisce la clamorosa vittoria di Rohan e la disfatta di Saruman. Ma non è ancora finita. Il Signore Oscuro Sauron si prepara ad invadere il Regno di Gondor e a decretare il suo dominio assoluto sulla Terra di Mezzo. Così Theoden raduna tutti i suoi cavalieri e parte in aiuto di Gondor, dove si batte valorosamente morendo da eroe.

Terzo maresciallo del Mark, nipote e figlio adottivo di re Theoden, da sempre serve fedelmente il sovrano del regno di Rohan. Durante il periodo in cui Saruman avvelena la mente di Theoden, cerca di riportare alla ragione lo zio, ma inutilmente. Per questo viene bandito da Rohan da Grima Vermilunguo, perfido Consigliere del re segretamente alleato di Saruman.
Nel suo errare tra le terre del Riddermark, una notte si imbatte nel gruppo di Uruk-Hai che tengono prigionieri Merry e Pipino. Si scatena così una lotta furibonda, dalla quale i Rohirrim escono vittoriosi. Avvertito da Gandalf, si precipita al Fosso di Helm per aiutare la sua gente assediata dalle soverchianti forze di Saruman. Il suo intervento, che si rivela decisivo, sancisce la vittoria di Rohan contro l'esercito della "Mano Bianca".
Nella battaglia dei Campi del Pelennor, a capo dei Rohirrim, si batte coraggiosamente contro gli Orchi inviati da Sauron per conquistare Minas Tirith. Dopo la morte di Theoden, caduto con onore nella battaglia finale, diventa re di Rohan.

Figlio di Denethor, sovrintendente di Gondor, fratello del prode Boromir, è il Capitano dell’esercito nelle terre tra Osgilliath e l’Ithilien. Durante un’imboscata ad un gruppo di Sudroni venuti a rinforzare le schiere di Mordor, incontra Frodo e Sam e li conduce al suo rifugio. Lì viene a conoscenza che i due hobbit sono membri della Compagnia dell’Anello, di cui faceva parte anche suo fratello Boromir. Durante la notte trova nello stagno proibito Gollum, intento a procurarsi dei pesci. Lo cattura e da costui apprende che Frodo è il Portatore dell’Anello.
Benché desideroso di impossessarsi dell’Unico, al contrario di Boromir, non cede alla tentazione e permette ai due Hobbit di proseguire il loro cammino verso Mordor. Giunto a Osgiliath, cerca fino all’ultimo di opporsi alle forze di Sauron, ma è costretto alla ritirata a causa dell’inferiorità numerica dei suoi uomini. Tornato a Minas Tirith, viene rimproverato dal padre per la sua vigliaccheria. Decide così di tornare sul campo di battaglia per farsi onore ma, come prevedibile, viene sconfitto e ferito quasi mortalmente. Il padre, credendolo morto, gli prepara un rogo funebre: fortunatamente però Pipino, con la collaborazione di Gandalf, salva Faramir poco prima che le fiamme lo ragiungano. Dopo esser guarito, viene nominato da Aragorn principe dell’Ithilien e sposa Eowyn.

All'inizio dei tempi serve Aulë il Fabbro, dal quale impara l’arte della forgiatura. In seguito diviene braccio destro di Melkor (o Morgoth), Signore del Male. Di nascosto fabbrica un Anello, l'Unico Anello, nel quale infonde gran parte del suo potere malvagio. Tale Anello è il più potente tra gli Anelli del Potere e conferisce al proprio portatore la capacità di scorgere i pensieri di chi porta gli altri Anelli (sono complessivamente 19, di cui 3 appartengono agli Elfi, 7 ai Nani e 9 agli Uomini) e di controllarne la volontà ovunque essi si trovino.
Attraverso l'Unico Anello, Sauron intende assoggettare i popoli liberi della Terra di Mezzo e ci riuscirebbe se Isildur, figlio del Re di Gondor, non gli tagliasse il dito al quale è infilato l'Unico Anello. Sconfitto, Sauron perde la propria corporeità assumendo successivamente le sembianze di un occhio infuocato.
Invece di gettare l'Anello nel Monte Fato e distruggerlo, Isildur decide di tenerlo per sé. Ma l'Anello ha una volontà propria e intende tornare al suo padrone. Isildur perde la vita in un agguato e l'Unico finisce sul letto del fiume Anduin, ormai apparentemente perduto. Per 2500 anni non se ne sa più nulla, finché non perviene alla creatura Gollum, che lo porta nella sua caverna. E per 500 anni l'Anello attende...
Le tenebre sono in agguato. Giungono notizie di un'ombra ad est. L'Anello capisce che è giunto il suo momento. Il Signore Oscuro Sauron ha radunato forze tali da poter riprendere la conquista della Terra di Mezzo. Ma succede qualcosa che l'Anello non ha previsto: esso viene raccolto da un hobbit, Bilbo Baggins della Contea.
Nel frattempo Sauron riesce a trovare Gollum e, dopo averlo torturato, apprende che l'Anello è ora nelle mani di un hobbit. La caccia ha inizio.
Il Signore Oscuro apre il suo grande Occhio sulla Terra di Mezzo, ma non riesce a mettere le mani sul piccolo e coraggioso portatore dell'Anello, Frodo Baggins, nipote di Bilbo. Quest'ultimo, dopo una lunga serie di (dis)avventure e grazie al decisivo aiuto di Sam, Aragorn, Gandalf e degli altri membri della Compagnia dell'Anello, riesce a distruggere l'Unico gettandolo nel Monte Fato. Sauron è sconfitto.

 


     

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

5月13日

IL MONDO STA CAMBIANDO!!!

"I amar prestararen."
"Han mathon ne men."
"Ha mathon ne chae."
"A han mostron ne wilith."
Molto di ciò che era si è perduto...
...perchè ora nn vive nessuno che lo ricorda.

LA STORIA DEL'ANELLO

"L'anno 3434 della Seconda Era"
"Qui segue il racconto di Isildur Ré di Gondor,..."
"...e della scoperta dell'Anello del potere."
"E giunto a me."
"L'unico Anello d'ora in poi apparterrà al mio regno".
"tutti i miei discendenti saranno Legati al suo destino..."
..."perchè non voglio rischiare che l'anello subisca danni".
"Mi è caro..."
"...benchè lo stia acquistando con grandi sofferenze."
"Le incisioni sulla fascia comiciono a sbiadire."
"La scritta,che in principio era chiara,è sparita del tutto."
"Un segreto che ora solo il fuoco può raccontare."
1月10日

COSE LA MORTE?

La  morte è soltanto un'altra via.
dovremo prenderla tutti.
la grande cortina di pioggia di questo mondo
Si apre..
è tutto si trasforma in vetro argentato.
E poi lo vedi.
Bianche sponde..
..e,al di la di queste..
..un verde paesaggio..
..sotto una lesta aurora.. 
 
 
10月22日

Cronologia di Arda

Eventi fuori dal tempo (prima della creazione dell'Universo)

Anni dei Valar

Prima della creazione del Sole le date sono computate secondo gli Anni dei Valar e non tutte possono essere fissate con precisione. Le date fornite sono tratte dagli Annali di Aman a meno che non sia specificato diversamente. Per convertire gli Anni dei Valar in anni solari, vedi la voce relativa.

  • 1 - Il primo Anno dei Valar in Arda. Dopo ere di fatiche in Eä, molti Ainur discendono in Arda e si dividono in Valar e Maiar. Iniziano i loro lavori di modellazione di Arda.
  • La Prima Guerra: Melkor assalta per la prima volta i suoi fratelli.
  • 1500 - Tulkas entra in Arda e mette in fuga Melkor, che si nasconde nel Vuoto Esterno (lo spazio).
  • I Valar finiscono di ordinare e di sistemare Arda.

Anni delle Lampade

  • 1900 - Creazione delle Due Lampade, Illuin e Ormal. Iniziano gli Anni delle Lampade e la Primavera di Arda: le prime foreste crescono, e gli animali popolano Arda. I Valar si stabiliscono sull'isola di Almaren.
  • Le spie e gli amici segreti di Melkor, dei quali Sauron, uno dei Maiar al seguito di Aulë, era il capo, lo informano che i Valar sono stanchi per il loro lavoro.
  • 3400 - Festa della Primavera indetta da Manwë. Tulkas sposa Nessa. Melkor, dopo aver radunato gli Ainur a lui fedeli, ritorna in segreto.
  • Melkor costruisce Utumno. La Primavera di Arda ne viene guastata: le bestie si tramutano in mostri.
  • 3450 - Distruzione delle Due Lampade e deturpazione di Arda da parte di Melkor e dei suoi seguaci; Almaren viene distrutta, la simmetria di Arda infranta; termina la prima Primavera di Arda.
  • 3500 I Valar si ritirano in Aman; viene fondata Valinor e edificata la città di Valmar. Infine Yavanna crea i Due Alberi di Valinor.Inizia il Calcolo del Tempo (noto agli Eldar). Iniziano i Giorni della Beatitudine di Valinor.

Anni degli Alberi

Inizia un nuovo computo del tempo: 3501° Anno dei Valar = 1° Anno degli Alberi.

  • Aulë il Fabbro crea i Nani; Yavanna e Manwë generano gli Ent e le Aquile. Nel frattempo Melkor raduna i Balrog e genera altri mostri; costruisce la fortezza di Angband, affidandola al comando di Sauron.[1]
  • 1000 - Consiglio dei Valar in previsione della imminente venuta degli Elfi.
  • 1000-1050 - Varda accende le stelle principali.

Prima Era

  • 1050 - Varda accende le ultime stelle. Gli Elfi si risvegliano a Cuiviénen.
  • Melian la Maia esce da Aman e porta gli uccelli nella Terra di Mezzo; successivamente si stabilisce a Nan Elmoth nella regione del Beleriand.
  • Melkor scopre gli Elfi e comincia a catturarli in segreto; comincia a creare l'orrenda razza degli Orchi torturando e corrompendo gli Elfi catturati.
  • 1085 - Oromë scopre gli Elfi.
  • 1086 - Ritorno di Oromë in Aman e nuovo Concilio dei Valar. Oromë ritorna subito dagli Elfi.
  • 1090 - Viene decisa la guerra contro Melkor.
  • 1090-1092 - Guerra nel Nord-Ovest della Terra di Mezzo.
  • 1092-1100 - Assedio di Utumno. La geografia viene stravolta, il Nord della Terra di Mezzo diventa una landa desolata. Alla fine Utumno viene distrutta, Sauron sfugge alla cattura.
  • 1099 - Melkor viene sconfitto e incatenato.
  • 1100 - Melkor viene condannato a servire per un periodo di tre Ere (300 Anni dei Valar) nelle Aule di Mandos.
  • 1101 - I Valar decidono di invitare gli Elfi in Aman.
  • 1102 - Oromë conduce tre ambasciatori degli Elfi ad Aman: Ingwë dei Vanyar, Finwë dei Noldor e Elwë dei Teleri.
  • 1104 - I tre ambasciatori tornano a Cuiviénen e esortano gli Elfi a intraprendere il viaggio verso Ovest.
  • 1105 - Inizia il Grande Viaggio degli Elfi e la loro suddivisione.
  • 1115 - Un gruppo di Teleri guidati da Lenwë[2] abbandona la Marcia presso l'Anduin e diviene il popolo dei Nandor.
  • 1125 - Vanyar e Noldor arrivano nel Beleriand e raggiungono le coste del Grande Mare, ma per paura dell'oceano si rifiutano di continuare. Oromë ritorna a Valinor per consultarsi con Manwë.
  • 1128 - I Teleri arrivano nel Beleriand e si stabiliscono a est del fiume Gelion.
  • 1130 - Elwë incontra Melian e, incantato dalla sua bellezza, rimane con lei. Il suo popolo comincia a cercarlo, ma invano.
  • 1132 - Ulmo, in accordo con i Valar, convince gli Elfi a attraversare il Grande Mare. I Vanyar ed i Noldor vengono traghettati sopra l'isola di Tol Eressëa, mentre i Teleri rimangono indietro, cercando il loro signore.
  • 1133 - I Vanyar e i Noldor raggiungono Aman e fondano la città di Tirion.
  • 1140 - Completata l'edificazione di Tirion. Alcuni Vanyar lasciano la città per stabilirsi ai piedi del Taniquetil.
  • 1142 - Yavanna dona ai Noldor Galathilion, l'Albero Bianco immagine di Telperion.
  • 1149 - Ulmo, su preghiera di Finwë, infine torna indietro per recuperare i Teleri, ma molti non vogliono ancora abbandonare Elwë. Un altro gruppo decide di stabilirsi sulla costa persuasi da Ossë, diventando gli Elfi delle Falas sotto Círdan.
  • 1150 - La maggior parte dei Teleri viene traghettata usando come trasporto Tol Eressëa, che era ancorata nella Baia di Eldamar. Scelgono il fratello di Elwë, Olwë, come loro signore. La parte di Teleri fedele ad Elwë rimane nella Terra di Mezzo e cambia il proprio nome in Eglath, il Popolo Abbandonato.
  • 1151 - Ossë convince il popolo di Olwë a rimanere nella Baia di Eldamar, così Ulmo, senza il consenso dei Valar, àncora definitivamente Tol Eressëa nella baia, in vista di Valinor.
  • 1152 - Elwë si risveglia dall'incantesimo, si stabilisce nel Doriath, si riunisce ai Sindar del Beleriand e ne diventa il Re. D'ora in avanti è conosciuto come Thingol. Nello stesso periodo, Nogrod e Belegost vengono fondate dai Nani[citazione necessaria]
  • 1165 - I Vanyar abbandonano Tirion e si stabiliscono a Valimar. I Noldor rimangono a Tirion sotto Finwë, loro signore.
  • 1169 - Nasce Fëanor.
  • 1170 - Muore Míriel.
  • 1172 - Decreto di Manwë sul matrimonio degli Eldar[3]
  • 1179 - Rúmil crea le prima lettere.
  • 1185 - Finwë sposa Indis dei Vanyar.
  • 1190 - Nasce Fingolfin.
  • 1200 - Nasce Lúthien.
  • 1230 - Nasce Finarfin.
  • c. 1250 - I Nani di Nogrod e Belegost entrano nel Beleriand, stabilendo relazioni con i Sindar.
  • 1250 - Fëanor crea le Tengwar, nello stesso anno comincia la creazione di nuove gemme.
  • 1251 - I Teleri di Tol Eressëa imparano da Ossë l'arte della costruzione delle navi, e navigano attraverso la baia di Eldamar arrivando a Aman. Inizio del Meriggio del Paese Beato.[4] L'anno successivo viene fondata la città di Alqualondë.
  • 1280 - Finarfin sposa Eärwen.
  • 1300 - Daeron crea le Rune. Nascono Turgon e Finrod.
  • 1320 - Prima apparizione degli Orchi nel Beleriand. I Sindar si armano e li respingono.
  • 1350 - I Nandor sotto Denethor arrivano nel Beleriand, diventando i Laiquendi dell'Ossiriand.
  • 1362 - Nascono Galadriel e Aredhel.
  • 1400 - Liberazione di Melkor.
  • 1410 - Melkor inizia a corrompere i Noldor. Fine del Meriggio del Paese Beato.
  • 1449 - Fëanor inizia a progettare i Silmaril.
  • 1450 - I Silmaril di Fëanor sono completati.
  • 1450-1490 - Melkor semina discordia tra Fëanor e Fingolfin e insegna ai Noldor a forgiare armi.
  • 1490 - Fëanor minaccia con la spada Fingolfin e i Valar lo bandiscono da Tirion: suo padre Finwë e i suoi restanti sei figli lo seguono in esilio a Formenos. Fuga di Melkor. Fingolfin governa Tirion.
  • 1492 - Melkor incontra Fëanor a Formenos. Cacciato, fugge e si nasconde in Avathar, dove incontra Ungoliant.
  • 1495
Festa di Manwë sul Taniquetil, Fëanor si riappacifica con Fingolfin. Oscuramento di Valinor: Melkor e Ungoliant distruggono i Due Alberi. Fine dei Giorni della Beatitudine di Valinor. Melkor uccide Finwë e ruba i Silmaril.
Fëanor maledice Melkor ribattezzandolo Morgoth. Melkor viene Assalito da Ungoliant, con l'aiuto dei Balrog riesce a liberarsi e a raggiungere Angband. Costruzione di Thangorodrim. Comincia a moltiplicare gli Orchi ed altri mostri.
Fëanor si ribella ai Valar: rientra a Tirion infrangendo il bando, con i suoi figli pronuncia il giuramento per il possesso dei Silmaril.
Fuga dei Noldor: la maggior parte dei Noldor abbandona Valinor.
Fratricidio di Alqualondë: i Noldor uccidono numerosi Teleri e si impadroniscono delle loro navi.
  • 1496 - Prima Profezia di Mandos: Finarfin ritorna indietro, il resto dei Noldor rifiuta il perdono dei Valar e viene bandito da Aman.
  • 1497 - I Noldor si avvicinano allo Helcaraxë all'estremo nord; Fëanor e i suoi figli tradiscono la schiera di Fingolfin e raggiungono la Terra di Mezzo con le navi, che vengono bruciate subito dopo. Fingolfin e il resto dei Noldor iniziano l'attraversamento dello Helcaraxë. Nel frattempo, Morgoth ritorna ad Angband, e prova a prendere il controllo del Beleriand: la Prima Battaglia del Beleriand viene combattuta; Denethor dei Laiquendi cade ucciso e i Porti delle Falas vengono assediati. L'armata di Morgoth attacca Fëanor. Ha luogo la Dagor-nuin-Giliath, la Battaglia sotto le Stelle. Fëanor viene massacrato dai Balrog in vista di Angband.
  • 1495-1500 - Lunga Notte: i Valar cominciano a creare la Luna ed il Sole.
  • 1500
La Luna sorge per la prima volta. I Noldor di Fingolfin giungono finalmente alla Terra di Mezzo.
Prima Alba del Sole: iniziano gli Anni del Sole. Si risvegliano gli Uomini. Inizia la Seconda Primavera di Arda; appaiono i fiori nella Terra di Mezzo. La schiera di Fingolfin entra nel Mithrim.
Occultamento di Valinor: i Valar nascondono Valinor dietro le Isole Incantate e innalzano le Pelóri.
 
 ANNI DEL SOLE

Da questo momento gli anni sono di durata normale. Gli eventi accaduti a Valinor durante gli Anni del Sole non possono essere datati con accuratezza.

Prima Era

Le date fornite sono tratte dagli Annali Grigi a meno che non sia specificato diversamente.

  • 1 - Il Sole sorge per la prima volta in cielo. Risveglio degli Uomini nell'Hildórien e inizio della Seconda Primavera di Arda. La schiera di Fingolfin entra nel Mithrim.
  • 50 - Ulmo consiglia a Turgon e Finrod di preparare un rifugio per le loro genti.
  • 65 - Finrod erige la Torre di Barad Nimras ("Torre Bianco Corno") su un promontorio delle Falas tra Brithombar e Eglarest.
  • 75 - Dagor Aglareb: i Noldor, condotti da Fingolfin, cominciano l'assedio di Angband.
  • c. 100 - Fondazione di Nargothrond: il popolo di Fingon abbandona l'Hithlum.
  • 126 - Completamento di Gondolin. Il popolo di Turgon vi migra, segretamente, dal Nevrast.
  • 265 - Glaurung devasta il Beleriand, ma poi viene ricacciato ad Angband.
  • 305 - Bëor conduce la Prima Casata degli Edain nel Beleriand: gli Uomini vengono scoperti da Finrod.
  • 341 - Nascita di Haldar e Haleth.
  • 345 - Ritorno di Aredhel e Maeglin a Gondolin. Più avanti nell'anno muoiono Eöl e Aredhel.
  • 389 - Nascita di Hador, poi Signore del Dor-lómin
  • 443 - Nascita di Beren.
  • 445 - Nascita di Rodnor figlio di Orodreth, poi chiamato Gil-galad.[5]
  • 455 - Morgoth rompe l'assedio di Angband nella Dagor Bragollach, la Battaglia della Fiamma Improvvisa; uccide Fingolfin in duello; Húrin e Huor vengono condotti a Gondolin da Thorondor.
  • 456 - Húrin e Huor ritornano da Gondolin al Dor-lómin.
  • 457 - Le forze di Sauron espugnano Minas Tirith, la fortezza di Finrod. Il suo luogotenente Orodreth fugge a Nargothrond. Minas Tirith viene ribattezzata Tol-in-Gaurhoth, Isola dei Mannari.
  • 461 - Barahir e i suoi compagni vengono uccisi, Beren diventa fuorilegge.
  • 462 - Beren parte in cerca del Doriath.
  • 463 - Nascita di Túrin Turambar nel Dor-lómin. Beren incontra per la prima volta Lúthien.
  • 465 - Celegorm e Curufin vengono esiliati dal Nargothrond e viaggiano verso l'Himring.
  • 468 - Finrod e Beren vengono imprigionati a Tol-in-Gaurhoth. Finrod è ucciso da un lupo mannaro, ma Beren viene soccorso e salvato da Lúthien.
  • 469 - Beren e Lúthien compiono la Cerca del Silmaril. Beren muore, e Lúthien ripudia la sua stessa esistenza immortale: implora Mandos affinché entrambi vengano riportati in vita; Beren e Lúthien si reincarnano in Ossiriand sull'isola di Tol Galen.
  • 471 - Nirnaeth Arnoediad, la Battaglia delle Innumerevoli Lacrime; Huor viene ammazzato nelle Paludi di Serech, Húrin è catturato da Morgoth. Nascita di Tuor figlio di Huor. Fingon viene ucciso.
  • 472 - Assedio e conquista dei porti delle Falas Brithombar e Eglarest.
  • c. 473 - Nascita di Nienor e morte di Rían.
  • 475 - Nascita di Dior Eluchíl a Tol Galen.
  • 494 - Gurthang è forgiata di nuovo per Túrin, che diventa famoso come la Spada Nera di Nargothrond.
  • 495 - Sacco di Nargothrond. Tuor giunge a Gondolin
  • 497 - Dior sposa Nimloth.
  • 498 - Uccisione di Glaurung e morte di Túrin Turambar e Nienor Níniel nel Brethil.
  • 499 - Thingol è ucciso e il Doriath saccheggiato dai Nani di Belegost; Beren, i Laiquendi e gli Ent annientano poi gli invasori. Melian torna a Valinor in lutto; Lúthien sfoggia il Silmaril; Dior fonda il nuovo Doriath
  • 500 - Nascita di Elwing figlia di Dior.
  • c. 501 - Morte di Morwen.
  • c. 502 - Morte definitiva di Beren e Lúthien; Dior riceve il Silmaril; morte di Húrin.
  • 505 - Il Doriath è rovinato nel corso del Secondo Fratricidio; Dior, Nimloth, e i loro figli vengono ammazzati; Celegorm, Curufin e Caranthir sono tutti uccisi; Elwing fugge attraverso le Bocche del Sirion con il Silmaril.
  • 510 - Morte di Turgon.
  • 511 - Gondolin viene tradita da Maeglin e saccheggiata; Glorfindel sconfigge un Balrog sugli Echoriath, e viene egli stesso ucciso.
  • 525 - Elrond ed Elros nascono da Eärendil e Elwing
  • 560 - Tuor e Idril fanno vela verso l'Ovest con la nave Eärrámë.
  • c. 580 - Terzo Fratricidio: mentre Eärendil è lontano i superstiti Figli di Fëanor aggrediscono le genti delle Bocche del Sirion avanzando pretese sul Silmaril; Amrod è ucciso; Elwing si getta in mare, ma Ulmo la porta fino a Eärendil; Eärendil fa rotta verso Valinor per implorare soccorso dai Valar.
  • 583 - Guerra d'Ira: Morgoth è sconfitto e scagliato nel Vuoto; Gran parte del Beleriand scompare tra i flutti; il Mare di Helcar si riversa nel Grande Golfo; i pianori di Mordor, Khand, e Rhûn sorgono dal letto del mare; i restanti due Silmaril vengono rubati da Maedhros e Maglor, ma si perdono, l'uno in mare, l'altro nelle viscere della terra; gli Elfi sono convocati a Valinor e ospitati a Tol Eressëa; Galadriel rifiuta la convocazione e subisce la conferma del bando; una piccola parte di Noldor resta nel Lindon, mentre molti Sindar dirigono ad est e vi fondano regni; tra essi Thranduil.

10月11日

continuo

Seconda Era

La Seconda Era durò 3441 anni. Le date sono tratte dall'Appendice B de Il Signore degli Anelli (Il Calcolo degli Anni) e da Il lignaggio di Elros: Re di Númenor, pubblicato nei Racconti incompiuti.

  • 1 - Fondazione di Mithlond, i Rifugi Oscuri di Círdan, e del Lindon come Regno dei Noldor sotto Gil-galad.
  • 32 - Gli Edain vengono condotti a Númenor, ed Elros viene incoronato primo Re di Númenor.
  • c. 40 - Le antiche città di Belegost e Nogrod negli Ered Luin vengono abbandonate dai Nani, i quali, muovendosi attraverso l'Eriador si uniscono al popolo di Durin a Moria.
  • 61 - Nascita di Vardamir Nólimon, primogenito di Elros. In seguito nasceranno altri tre figli.
  • 192 - Nascita di Tar-Amandil.
  • 222 - Nascita di Nolondil.
  • 350 - Nascita di Tar-Elendil.
  • 361 - Nascita di Eärendur.
  • 442 - Morte di Elros, conosciuto anche come Tar-Minyatur. Vardamir Nólimon gli succede al trono ma abdica immediatamente in favore di Tar-Amandil, il quale diviene il terzo Re di Númenor.
  • c. 500 - Appaiono i primi segni del risveglio di Sauron nella Terra di Mezzo.
  • 521 - Nascita di Silmariën a Númenor[6], la linea dei signori di Andúnië si divide dalla linea dei Re.
  • 532 - Nascita di Isilmë, sorella di Silmariën.
  • 543 - Nascita di Meneldur, fratello di Silmariën.
  • 590 - Tar-Elendil diviene il quarto Re di Númenor.
  • 600 - Le prime navi Númenóreane salpano verso la Terra di Mezzo.
  • 700 - Nascita di Anardil.
  • 740 - Tar-Meneldur diviene il quinto Re di Númenor.
  • 750 - I Noldor fondano l'Eregion vicino a Moria.
  • 870 - Anardil sposa Erendis.
  • 873 - Nascita di Ancalimë.
  • 882 - Anardil ed Erendis si separano.
  • 883 - Anardil diviene il sesto Re di Númenor (Tar-Aldarion).
  • 985 - Morte di Erendis.
  • c. 1000 - Inizio della costruzione di Barad-dûr (nella terra di Mordor) da parte di Sauron, inquieto a causa del crescente potere dei Númenóreani.
  • 1075 - Tar-Ancalimë diviene la prima Regina e la settima Sovrana di Númenor.
  • 1200 - Sauron inganna gli artigiani Noldor dell'Eregion, Gil-galad rifiuta di trattare con lui; i Númenóreani cominciano a costruire colonie stabili nella Terra di Mezzo come Lond Daer e Umbar.
  • 1280 - Tar-Anárion diviene l'ottavo Sovrano di Númenor.
  • c. 1350 - Celeborn e Galadriel insieme a loro figlia Celebrían emigrano dall'Eregion verso Lórien; Celebrimbor diviene Signore dell'Eregion.[citazione necessaria]
  • 1394 - Tar-Súrion diviene il nono Sovrano di Númenor.
  • c. 1500 - Gli artigiani Noldor vengono istruiti da Sauron e cominciano la forgiatura degli Anelli del Potere
  • 1566 - Tar-Telperiën diviene la seconda Regina e la decima Sovrana di Númenor.
  • c. 1590 - I Tre Anelli degli Elfi vengono forgiati.
  • c. 1600 - Termina in questi anni l'edificazione di Barad-dûr, e Sauron, grazie alle abilità apprese presso i fabbri elfici, forgia l'Unico Anello, nel Monte Fato. Celebrimbor, capo dei fabbri elfici, comprende le mire di Sauron.
  • 1693 - Ha inizio la Guerra tra gli Elfi e Sauron, i Tre Anelli vengono nascosti.
  • 1695 - Invasione dell'Eriador da parte degli eserciti di Sauron. Elrond viene mandato da Gil-Galad nell'Eregion.
  • 1697 - Elrond fonda il rifugio di Gran Burrone, scampato alla distruzione dell'Eriador. Morte di Celebrimbor. Le porte di Moria vengono chiuse.
  • 1699 - Gran Burrone e il Lindon sono assediati.
  • 1700 - Sauron viene sconfitto grazie all'invio di una grande flotta nel Lindon da parte di Tar-Minastir.
  • 1701 - Le terre Occidentali godono di un breve periodo di pace dopo la cacciata di Sauron dall'Eriador.
  • 1731 - Tar-Minastir diviene 'undicesimo Sovrano di Númenor.[7]
  • c. 1800 - Númenor inizia a stabilire insediamenti permanenti nella Terra di Mezzo. La corruzione comincia a insidiarsi nei Númenoreani.
  • 1869 - Tar-Ciryatan diviene il dodicesimo Sovrano di Númenor. La beatitudine di Númenor inizia a declinare.
  • 2029 - Tar-Atanamir il Grande, ostile ai Valar, diviene il tredicesimo Sovrano di Númenor.
  • 2251 - Morte di Tar-Atanamir, Tar-Ancalimon prende lo scettro (quattordicesimo Sovrano). Inizio della divisione dei Númenóreani.[8] I Nove Nazgûl, gli Spettri dell'Anello, appaiono per la prima volta.
  • 2280 - Umbar viene fortificata dai Númenóreani.
  • 2350 - Pelargir, alle foci dell'Anduin, viene costruita e diventa la base nella Terra di Mezzo degli Elendili.
  • 2386 - Tar-Telemmaitë diviene il quindicesimo Sovrano di Númenor.
  • 2526 - Tar-Vanimeldë diviene la terza Regina e la sedicesima Sovrana di Númenor.
  • 2637 - Herucalmo conquista il trono e governa col nome di Tar-Anducal, ma non viene contato nella lista dei re.
  • 2657 - Tar-Alcarin diviene il diciassettesimo Sovrano di Númenor.
  • 2737 - Tar-Calmacil diviene il diciottesimo Sovrano di Númenor.
  • 2825 - Tar-Ardamin diviene il diciannovesimo Sovrano di Númenor.[9]
  • 2899 - Ar-Adûnakhôr diviene il ventesimo Sovrano di Númenor ed il primo a prendere il proprio nome regale in Adûnaic, la lingua degli Uomini, invece che in Quenya, la lingua nobile degli Elfi.
  • 2962 - Ar-Zimrathôn diviene il ventunesimo Sovrano di Númenor.
  • 3033 - Ar-Sakalthôr diviene il ventiduesimo Sovrano di Númenor.
  • 3102 - Ar-Gimilzôr diviene il ventitreesimo Sovrano di Númenor.
  • 3119 - Nascita di Elendil.[citazione necessaria]
  • 3209 - Nascita di Isildur.[10]
  • 3219 - Nascita di Anárion.[citazione necessaria]
  • 3175 - Il Pentimento di Tar-Palantir (ventiquattresimo Sovrano), causa una Guerra civile.[11]
  • 3255 - Ar-Pharazôn il Dorato sposa sua cugina Míriel, figlia di Tar-Palantir, usurpandone lo scettro e diventando il venticinquesimo Sovrano di Númenor.
  • 3261 - Ar-Pharazôn salpa per la Terra di Mezzo, sbarcando ad Umbar e sconfiggendo Sauron.
  • 3262 - Sauron viene fatto prigioniero ed è portato a Númenor.
  • 3262-3310 - Sauron seduce il re e corrompe i Númenóreani.
  • 3310 - Il Grande Apparato di Guerra viene costruito da Ar-Pharazôn.
  • 3318 - Nascita di Meneldil, quarto figlio di Anárion e ultimo uomo nato a Númenor.[citazione necessaria]
  • 3319 - Ar-Pharazôn mette piede in Aman; Caduta di Númenor e Mutamento del Mondo: Aman e Tol Eressëa vengono rimossi da Arda ed il mondo diviene sferico; Elendil ed i suoi figli arrivano sulle coste della Terra di Mezzo.
  • 3320 - Fondazione di Gondor e Arnor da parte di Elendil e dei suoi figli, Isildur e Anárion.
  • 3429 - Minas Ithil viene conquistata dai Nazgûl, e l'albero bianco viene dato alle fiamme da Sauron. Isildur scappa verso Arnor mentre Anárion difende Osgiliath.
  • 3430 - Viene formata l'Ultima Alleanza tra gli Elfi e gli Uomini.
  • 3434 - Barad-dûr viene cinta d'assedio, dopo la sconfitta di Sauron presso la piana di Dagorlad.
  • 3440 - Anárion viene ucciso.
  • 3441 - Morte di Elendil e Gil-galad in battaglia; Isildur si impossessa dell'Unico Anello. Scomparsa di Sauron e dei Nazgûl nelle ombre.

Terza Era

La Terza Era durò 3021 anni. Le date sono tratte dalle appendici A, B e C de Il Signore degli Anelli (Annali dei Re e Governatori, Il Calcolo degli Anni e Alberi genealogici). L'anno 1601 della Terza Era, in cui la Contea fu fondata, è l'anno 1 del Calendario della Contea. Quindi, gli anni della Terza Era possono essere convertiti nel loro equivalente della Contea sottraendo 1600 anni.

9月14日

continuo

  • 2680 - Goldwine sesto Re di Rohan.
  • 2683 - Isengrim II diventa decimo Conte e comincia a scavare i Grandi Smial.
  • 2698 - Ecthelion I ricostruisce la Torre Bianca di Minas Anor.
  • 2699 - Déor settimo Re di Rohan.
  • 2718 - Gram ottavo Re di Rohan.
  • 2740 - Gli Orchi ricominciano a invadere l'Eriador.
  • 2741 - Helm Mandimartello nono Re di Rohan.
  • 2746 - Amrothos, quindicesimo principe di Dol Amroth, fallisce nel difendere Dol-en-Ernil contro i Corsari di Umbar.[citazione necessaria]
  • 2747 Brandobras Tuc sconfigge una banda di Orchi nel Decumano Nord.
  • 2758 - I Dunlandiani invadono Rohan, Wulf assedia Edoras, Helm si rifugia nel Fosso di Helm. I Corsari di Umbar attaccano Gondor.
  • 2758-2759 - Lungo Inverno Grandi perdite e sofferenze nell'Eriador e a Rohan. Gandalf aiuta gli Hobbit della Contea.
  • 2759 - Helm Mandimartello Muore. Suo nipote Fréaláf Hildeson sconfigge Wulf e diventa Re di Rohan, dando inizio alla seconda linea. Saruman si stabilisce ad Isengard.
  • 2770 - Il Drago Smaug conquista Erebor e distrugge Dale. Thrór fugge con Thráin II e Thorin II.
  • 2790 - Thrór ucciso da un Orco in Moria. I Nani organizzano una guerra di vendetta. Nascita di Gerontius, più tardi conosciuto come il Vecchio Tuc.
  • 2793 - La Guerra dei Nani e degli Orchi inizia
  • 2798 - Brytta Léofa undicesimo re di Rohan.
  • 2799 - La Battaglia di Nanduhirion viene combattuta presso la Porta Orientale di Moria. Dáin Piediferro ritorna nei Colli Ferrosi, Thrain II e Thorin vanno ad Ovest.
  • 2800-2864 - Orchi invadono Rohan da Nord.
  • 2802 - Thráin II e Thorin si stabiliscono nel Sud degli Ered Luin.
  • 2841 - Thráin II si mette in viaggio verso Erebor, ma è inseguito dai servi di Sauron.
  • 2842 - Brytta Léofa, undicesimo Re di Rohan, muore. Gli succede il figlio Walda.
  • 2845 - Thráin II è imprigionato in Dol Guldur, l'ultimo dei Sette Anelli gli viene sottratto.
  • 2850 - Gandalf rientra a Dol Guldur scopre che Sauron ne è il signore, che sta radunando i Grandi Anelli e che sta cercando l'Unico Anello e il discendente di Isildur. Riceve la chiave e la mappa di Erebor da Thráin morente.
  • 2851 - Walda, dodicesimo Re di Rohan, viene ucciso da un orchetto, Folca tredicesimo Re di Rohan.[13] Bianco Consiglio. Gandalf insiste per attaccare Dol Guldur, ma Saruman lo contrasta e comincia le ricerche dell'Anello nei pressi dei Campi Iridati.
  • 2864 - Folca viene ucciso dal cinghiale di Everholt nel Bosco Firien. Folcwine quattordicesimo Re di Rohan.
  • 2872 - Belecthor II di Gondor muore. Muore anche l'Albero Bianco, e dato che non si trova un nuovo seme, viene lasciato al suo posto.
  • 2885 - Gli Haradrim, incitati dagli emissari di Sauron, attaccano Gondor. Fastred e Folcred, i figli gemelli del Re Folcwine, vengono uccisi durante la Battaglia dei Guadi del Poros.
  • 2890 - Nasce Bilbo Baggins.
  • 2901 - L'Ithilien viene abbandonato a causa degli attacchi da Mordor. Viene costruito il rifugio segreto di Henneth Annûn.
  • 2903 - Fengel quindicesimo Re di Rohan.
  • 2907 - Nascita di Gilraen.
  • 2911-2912 - Crudele Inverno Il Baranduin e altri fiumi congelano, Lupi Bianchi invadono l'Eriador.
  • 2912 Grandi inondazioni devastano l'Enedwaith e il Minhiriath. Tharbad è distrutta.
  • 2920 - Morte di Gerontius Tuc.
  • 2929 - Arathorn figlio di Arador dei Dúnedain sposa Gilraen.
  • 2930 - Arador ucciso dai Troll, Arathorn II diviene capitano dei Dúnedain.
  • 2931 - Nascita di Estel (Aragorn), figlio di Arathorn II e Gilraen.
  • 2933 - Arathorn II viene ucciso. Gilraen porta Aragorn a Granburrone, Elrond lo accoglie come figlio adottivo, lo ribattezza Estel (Speranza) e lo tiene all'oscuro del suo retaggio.
  • 2939 - Saruman scopre che Sauron sta cercando l'Anello nei Campi Iridati, ma non dice niente al Consiglio.
  • 2941 - Bilbo Baggins trova l'Unico Anello; il Bianco Consiglio attacca Sauron, che decide di abbandonare Dol Guldur. Bard di Esgaroth uccide Smaug. Battaglia dei Cinque Eserciti a Dale. Morte di Thorin II. Dáin dei Colli Ferrosi diventa Re sotto la Montagna come Dáin II.
  • 2942 - Bilbo torna nella Contea. Sauron torna in segreto a Mordor.
  • 2944 - Bard ricostruisce Dale e diventa Re. Gollum abbandona le montagne e inizia a cercare l'anello.
  • 2948 - Nasce Théoden figlio di Thengel Re di Rohan.
  • 2951 - Sauron si rivela, acquista potere in Mordor e inizia a ricostruire Barad-dûr. Gollum si dirige verso Mordor. Sauron invia tre Nazgûl a Dol Guldur. Elrond rivela ad Aragorn il suo vero nome ed il suo lignaggio. Arwen, ritornata da Lórien, incontra Aragorn a Granburrone. Aragorn parte per le Terre Selvagge.
  • 2953 - Ultima riunione del Bianco Consiglio. Saruman convince gli altri che l'Unico è disperso nel mare, poi si ritira ad Isengard e la trasforma in una fortezza. Inizia a spiare Gandalf e viene a conoscenza del suo interesse per la Contea, comincia quindi a tenere agenti a Brea e nel Decumano Sud. Thengel sedicesimo Re di Rohan.
  • 2954 - Monte Fato ricomincia a eruttare. Gli ultimi abitanti dell'Ithilien si ritirano attraverso l'Anduin.
  • 2956 - Aragorn incontra per la prima volta Gandalf il Grigio.
  • 2957-2980 - Viaggi di Aragorn. Con il nome di Thorongil è al servizio dapprima di Re Thengel di Rohan e poi del Sovrintendente Ecthelion II di Gondor.
  • 2968 - Nasce Frodo Baggins.
  • 2976 - Denethor sposa Finduilas di Dol Amroth.
  • 2977 - Bain figlio di Bard diventa Re di Dale.
  • 2978 Nasce Boromir figlio di Denethor II.
  • 2980 - Aragorn entra nel Lórien. Arwen e Aragorn si promettono eterna Fedeltà. Théoden diventa diciassettesimo Re di Rohan. Nasce Samvise Gamgee.[14] In questo periodo Gollum raggiunge i confini di Gondor e incontra Shelob.
  • 2982 - Nascita di Meriadoc Brandibuck (Merry).
  • 2983 - Nascita di Faramir.
  • 2984 - Morte di Ecthelion II. Denethor II diventa Sovrintendente di Gondor.
  • 2988 - Morte di Finduilas di Dol Amroth.
  • 2989 - Un gruppo di Nani, guidati da Balin, cerca di ripopolare Moria.
  • 2990 - Nascita di Peregrino Tuc (Pipino).
  • 2991 - Nascita di Éomer.
  • 2994 - Morte di Balin e annientamento della colonia.
  • 2995 - Nascita di Éowyn.
  • 3001 - Bilbo Baggins compie 111 anni e abbandona la Contea. Gandalf inizia a sospettare che l'anello di Bilbo sia l'Unico Anello. Chiede ai Dúnedain di aumantare la vigilanza sulla Contea e con Aragorn si mette in cerca di Gollum.
  • 3002 - Morte di Lalia Clayhanger, matriarca del clan dei Tuc, all'età di 119 anni, forse spinta da Pearl Tuc.[15]. Bilbo si stabilisce a Gran Burrone.
  • 3004 - Visita di Gandalf a Frodo nella Contea. Compie altre visite nei quattro anni successivi.
  • 3007 - Brand figlio di Bain diventa Re di Dale. Morte di Gilraen.
  • 3008 - Ultima visita di Gandalf a Frodo.
  • 3009 - Gandalf e Aragorn si rimettono sulle tracce di Gollum, e continuano negli anni successivi. Durante questi anni Gollum viene imprigionato e torturato a Mordor. Arwen ritorna a Granburrone, dato che le Montagne nebbiose e le terre ad est stanno diventando troppo pericolose.
  • 3017 - Gollum viene liberato da Mordor e catturato da Aragorn, che lo consegna al Re Thranduil di Bosco Atro. Gandalf si reca a Minas Tirith e legge la pergamena di Isildur.
    • 3018-3019 - I Grandi Anni
    • 3018 (1418 C.C.)
    Agli Spettri degli Anelli viene affidato il compito di ritrovare l'unico anello; Gandalf ritorna nella Contea e dice a Frodo Baggins di mettersi in viaggio e portar via l'Unico Anello
    30 settembre - Aragorn incontra Frodo Baggins alla Locanda del Puledro Impennato a Brea
    25 ottobre - Molti incontri a Gran Burrone; la Compagnia dell'Anello parte in serata.
    • 3019 (1419 C.C.)
    15 gennaio - La Compagnia dell'Anello si mette in cammino, dopo che Gandalf è precipitato in un precipizio all'interno di Khazad-dum mentre combatteva un Balrog.
    Febbraio - Morte di Boromir; Saruman lancia un'invasione su larga scala ai danni di Rohan presso il Fosso di Helm;
    Marzo - Théoden Re di Rohan viene ucciso durate la Battaglia dei Campi del Pelennor, Éomer diventa il suo successore e diciottesimo Re di Rohan. Eowyn e Merry uccidono il Re Stregone di Angmar.
    7 marzo - Frodo, Sam e i Raminghi dell'Ithilien sono attaccati dagli Haradrim nell'Ithilien del nord.
    25 marzo - morte di Gollum (Sméagol), all'età approssimativa di 589 anni; Distruzione dell'Unico Anello e sconfitta definitiva dell'Oscuro Signore Sauron.
    Maggio - Aragorn viene incoronato come Re Elessar del Regno riunito di Arnor e Gondor; Gandalf aiuta Aragorn a trovare un germoglio del nuovo Albero Bianco.
    Giorno di mezz'estate - Aragorn sposa Arwen Undómiel.
    Luglio - Re Théoden viene sepolto insieme agli altri Re di Rohan ad Edoras.
    19 novembre - Battaglia di Lungacque; morte di Saruman e di Grima Vermilinguo.
    • 3020 (1420 C.C.)
    Primavera - Samvise Gamgee sposa Rosie Cotton e si trasferiscono insieme a Casa Baggins.
    • 3021 (1421 C.C.)
    Éomer sposa la figlia di Imrahil, Lothíriel di Dol Amroth.
    22 settembre - Bilbo compie il suo 131° compleanno, sorpassando il record del Vecchio Tuc.
    29 settembre - Elrond, Galadriel, Gandalf, Frodo e Bilbo partono dai Porti Grigi.

    Quarta Era

    La durata della Quarta Era non è conosciuta. Le date sono tratte dall'appendice B de Il Signore degli Anelli (Il Calcolo degli Anni), a meno che non sia indicato diversamente. Per evitare le ambiguità dovute all'adozione del Nuovo Computo a Gondor (secondo cui la Quarta Era iniziò circa nove mesi prima rispetto alla Contea), le date vengono fornite secondo il Calendario della Contea.

  • 9月12日

    MA CHE SCRIVO...........BO

    RAGAZZI  SN DAVANTI  AL PC IN QUESTA ORA BUGLIA E NN SO CHE SCRIVE
    TUTTO CIO CHE A UN INZIO A ANCHE UNA FINE
    COME IL TEMPO QUI DOVE STO NEL MIO PAESE
    PIOVE
    E PENSO COSA NE SARA DI ME FRA 95 ANNI
    DI VITA MA X IL MOMENTO LASCIO STARE
    ORA VADO  VIA IN QUESTA ORA E BUGLIA
    CIAOOOOO.......! COMMENTATE "GRAZIE"